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[il commento] L'Italia concede il bis. Ed è ancora più bella perché non si capisce da dove viene fuori

E’ così bella che persino Ciro Immobile, il suo uomo meno brillante, l’unico un po’ fuori schema, riesce a far festa centrando il gol del tre a zero

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
[il commento] L'Italia concede il bis. Ed è ancora più bella perché non si capisce da dove viene fuori
E’ così bella da non crederci, quest’Italia. Perché in fondo, visto il campionato italiano e la sua miseria sparagnina, non si capisce bene da dove viene fuori, dove se l’è immaginata il Mancio, pescando questa visione di una squadra che diverte senza sosta per novanta minuti, e non basta neppure, perché al 92’ sul tre a zero va ancora in pressing sugli avversari, schiacciandoli nella loro metà campo, asfissiandoli con le sue triangolazioni a un tocco e via. E’ così bella che persino Ciro Immobile, il suo uomo meno brillante, l’unico un po’ fuori schema, glorificato dai giornali dopo la Turchia forse per la sua generosità, riesce a far festa centrando il gol del tre a zero, dopo averne sprecati tanti di più. Ma è giusto così, perché non ci possono essere insufficienze per questa partita, addirittura più bella di quella dell’esordio. Se alla prima, i mattatori erano stati soprattutto Spinazzola e Berardi, oggi la prima pagina spetta solo a Manuel Locatelli. Nel primo gol, quello che sblocca il match, c’è tutta la sua partita, con un lancio magistrale, al volo, di sinistro, che libera Berardi sulla linea del fallo laterale per farlo sfogare verso l’area avversaria, mentre lui ha attraversato di corsa tutta la metà campo per andare a raccogliere il cross e infilarlo in rete. Un capolavoro.  
 
Adesso che li asfaltiamo tutti per tre a zero, sembra tutto facile. Ma non è così. Con la Turchia abbiamo sfondato un muro arroccato nella sua area, e non è mai semplice per nessuno riuscire a far saltare un bunker. Con la Svizzera è stata tutta un’altra partita, perché i rossocrociati sono una squadra molto fisica, una nazionale compatta, che ha la sua forza nel centrocampo. Ha un difetto evidente, però: non è veloce. E su quello ha lavorato l’Italia. L’ha schiacciata su questo suo limite, esibendo tecnica e velocità, con sovrapposizioni continue, palleggio rapido e di qualità, e questa capacità di arrivare nell’area avversaria sempre con tanti uomini. E’ una squadra che attacca senza rinunciare mai ad aggredire, con una difesa di ferro. Adesso sono 965 i minuti di imbattibilità. E 29 i risultati utili consecutivi, a un solo match dal record di Vittorio Pozzo, costruito nella preistoria, negli anni dal 1935 al 1939, prima che arrivasse una guerra a travolgere ogni cosa, anche quella nazionale. Forse questo primato sarà raggiunto proprio con il Galles, nella prossima sfida dell’Europeo. Un passo alla volta, comunque.
 
Adesso è toccato alla Svizzera, che all’inizio ha cercato di rubare l’idea all’Italia, giocando coraggiosamente nella metà campo azzurra. Ma è durato 5 minuti appena il tentativo, poi le cose si sono messe a posto secondo copione. Italia in avanti e la Svizzera schiacciata dietro. Con Spinazzola che continua come con la Turchia, asfaltando la sua fascia con una progressione dietro l’altra, tornando pure indietro a recuperare, all’occorrenza. Alla fine di una di queste volate regala un cross al bacio per Ciro Immobile, solo davanti al portiere, che però comincia la sua serata spedendo alto di testa. Poi arriva un gol di Chiellini annullato per fallo di mano. Il capitano fa giusto in tempo a farsi male, al flessore della coscia sinistra, sostituito da Acerbi, che Locatelli inventa il suo capolavoro.
 
All’inizio della ripresa, gli azzurri esibiscono un palleggio da brivido in area, pure prolungato, tanto per far capire come si gioca nel mondo inventato dal Mancio. Roba da Brasile, dell’Olanda dei sognatori. Da queste bande non s’era mai visto niente di simile. Ma non s’erano mai neppure visti gli azzurri che continuano ad attaccare e a pressare alto mentre stanno vincendo. L’Italia fa possesso di palla, ma mai noioso, sono azioni verticali come quella impostata da Locatelli che taglia a fette il centrocampo svizzero e che dopo un batti e ribatti finisce di nuovo nei piedi di Manuel, servito da un passaggio di Barella, che sfodera il suo sinistro da fuori area con il pallone che va a dormire giusto nell’angolino della rete. E’ un tiro che Immobile ripete quasi uguale, dalla stessa posizione, prima che cali il sipario sulla partita, fissando il risultato sul tre a zero. In precedenza, però, Ciro s’era letteralmente mangiato due gol da posizione molto più facile e da solo davanti al portiere, sprecando tutt’e due le volte a lato.  

Ma in questa bella Italia sono tutti bravi. Anche Ciro che corre e lotta e alla fine segna pure. Cresce Barella, ed essendo lui per noi il più bravo di tutti, questa è un’altra bella notizia. Donnarumma fa solo due parate, ma eccezionali, soprattutto la prima, chiudendo con il piede un tiro di Zuber indirizzato a rete. Spinazzola è eccezionale, una freccia rossa che non si ferma mai, e che arriva in orario a differenza di quella con le maiuscole. Berardi è di nuovo travolgente. Jorginho indispensabile. La difesa è di ferro. E poi c’è Mancini. Il vento è buono. Adesso è pronto per rientrare anche Verratti. Ma al posto di chi? Mica puoi togliere questo Locatelli.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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