"Italiani razzisti che non sanno perdere e salvano solo lo juventino Deschamps"

Finite le celebrazioni per il trionfo nei Mondiali in Russia, i media francesi vanno all'attacco: "L'Italia mastica amaro per la vittoria dei Bleus"

'Italiani razzisti che non sanno perdere e salvano solo lo juventino Deschamps'
di Redazione Tiscali Sport

La Francia ha vinto i Mondiali e l'Italia non si è presentata alla fase finale, ma la rivalità tra i due Paesi è dura a morire. Non c'è bisogno di scomodare Macron, ancora in calo nei consensi nonostante l'esultanza da ultras in tribuna nella finale contro la Croazia, Conte e Salvini. Lasciando da parte l'aspetto meramente politico, pesano come macigni nei rapporti Parigi-Roma le sfide all'ultimo sangue sui terreni di gioco. I rigori fatali per gli azzurri nei quarti di finale dei Mondiali del '98 vinti poi dai "Bleus", il "golden-gol" di Trezeguet nella finale degli Europei del 2000 che regala alla Francia il titolo, la testata di Zidane a Materazzi nella finale mondiale del 2006 con Cannavaro che poi alza la coppa davanti a un Domenech furioso.

Gli italiani non sanno perdere  

E così dopo aver smaltito la gioia per la conquista della coppa sotto il cielo russo, la stampa francese ha rivolto il suo pensiero sui vecchi nemici italiani. Durissimo l'attacco di un giornale prestigioso come Le Monde (nella sua versione per smartphone la Matinale du Monde"). "L'Italia mastica amaro per la vittoria dei Bleus" il pensiero del quotidiano di centrosinistra francese. "Dalla finale della Coppa del Mondo l'Italia vede nero. Dichiarazioni antifrancesi e dichiarazioni razziste si moltiplicano sui social network", l'attacco frontale del giornale. Poi la domanda provocatoria: "Ma gli italiani sanno perdere?".

Il razzismo contro la "squadra africana"

La risposta è ovviamente negativa ed è seguita da un'altra accusa: gli italiani sono razzisti. La prova? L'invasione sui social network di commenti con connotazione razzista per le natura multietnica dei Bleus campioni del mondo. Poco importa se "La polémique africaine" (come l'ha battezzata il quotidiano sportivo L'Equipe) e gli attacchi alla "squadra africana" abbiano in realtà coinvolto tanti altri Paesi.

La Gioconda italiana con il "galletto" sul petto

E nel vortice del nazionalismo calcistico è finita anche la Gioconda di Leonardo da Vinci. Il Museo del Louvre ha deciso di pubblicare un fotomontaggio con la Gioconda con indosso la maglia dei Bleus con tanto di galletto sul petto e due stelle (simbolo dei due Mondiali vinti). Rubato o comprato poco importa: un capolavoro italiano non può essere utilizzato per celebrare Mbappé e compagni. "Ci sono alcuni italiani che si indignano e criticano la Francia per appropriazione culturale", scrive Le Monde.

Deschamps esaltato dai media perché juventino          

E anche la celebrazione di Didier Deschamps in Italia (in realtà molto contenuta) non è esente da malafede. Il pensiero dei francesi è che si esalta un allenatore che per formazione calcistica è "molto italiano". Deschamps non ha mai nascosto l'importanza di Marcello Lippi, il Ct dell'Italia campione del mondo nel 2006, nella sua visione del calcio. Per Le Monde la stampa italica trova consolazione sottolineando le prodezze di un Didier Deschamps per le cinque stagioni passate alla Juve, prima come giocatore e poi come allenatore. Il messaggio è chiaro: le frustrazioni per l'assenza dell'Italia ai Mondiali sono state rivolte contro gli odiati vicini.