[L'analisi] Francia campione del mondo: ha vinto la squadra più brutta di tutte

Con gli avversari non proprio brillanti di questo Mondiale, Deschamps ha avuto vita facile. E la solita fortuna senza farci divertire

[L'analisi] Francia campione del mondo: ha vinto la squadra più brutta di tutte

Alla fine com’era giusto e com’era pure logico, il Mondiale del Cambiamento, quello che ha fatto fuori i vecchi fuoriclasse e i vecchi poteri, che però almeno giocavano a calcio, l’ha vinto la squadra più brutta di tutte, la Francia. E l’ha vinto con una partita delle sue, tutti dietro a piazzare un pullman in area e poi lanci lunghi e pedalare, che sia il portiere o Pogba a farli è lo stesso, tanto davanti c’è uno dei ragazzi più veloci del mondo, Kylian Mbappé. 

Il risultato inganna

Non guardate il risultato, 4 a 2, con perla di Pogba nel secondo tempo che inventa un contropiede e poi va a realizzare con sberla da fuori area nell’angolino (l’unica cosa bella della partita): nella seconda parte di gara, la Croazia non c’era più, stremata da tre supplementari e da un percorso impervio di gran lunga superiore alle sue aspettative. Basta la cronaca del primo tempo per raccontare questa finale, quando i ragazzi di Zlatko Dalic erano ancora in campo. 

La fortuna di Deschamps 

Gli uomini di Deschamps si sono trovati in vantaggio mentre stavano ancora guardando la partita, senza neanche accorgersene. In 45 minuti sono usciti due volte dalla loro metà campo: due gol. Beh, complimenti. Mica per caso, Oltralpe, Didier lo chiamano Signor Fortuna, la chatte a Dedé, che è un po’ volgare da tradurre, ma con un po’ di sforzo possiamo intuirlo, pure noi. Quindi, due volte con il naso fuori e due reti. La prima grazie a una punizione completamente inventata dall’arbitro Pitana, un altro perfetto rappresentante del Cambiamento, su plastico tuffo di Griezmann. Palla in area e autogol di Mandzukic. La seconda dopo il meritatissimo pareggio della Croazia, con un lancio lungo del portiere deviato in calcio d’angolo da Vida: cross e scomposto fallo di mano di Perisic su palla innocua, così stupido ma così evidente. Naturalmente l’ottimo Pitana non se n’era accorto: l’ha salvato la Var. Griezmann ha trasformato, e via. Un autogol e un rigore senza aver fatto niente. 

La Croazia ha dato tutto ma non aveva tanto 

La povera Croazia ha dato tutto e ha giocato meglio fino a quando gli hanno retto il morale e il fisico. Era arrivata a questi Mondiali quasi in extremis, dopo aver cambiato il suo allenatore. Ha due ottimi giocatori a centrocampo, Rakitic e Modric, e un gladiatore in attacco, Mandzukic. Nient’altro. Un po’ poco. Ma per questo torneo così scadente, bastava e avanzava. 

La Francia una delle squadre più brutte 

La Francia, invece, è stata la più brutta squadra di questi Mondiali per tanti motivi. Il primo fra tutti è che aveva la squadra nettamente più forte, assieme al Belgio, quella con più talenti, da Pogba a Griezmann a Mbappé, con i due centrali migliori del torneo, Varane e Umtiti, e nonostante questo ha sempre evitato accuratamente di giocare, di dedicare anche solo uno sprazzo allo spettacolo, pensando solo a difendere e a legnare. Come dimostra per inciso anche lo score dei cartellini gialli per gioco falloso, nel primo tempo della finale: due ai francesi, nessuno ai croati. Certo, se uno scorreva solo le formazioni alla vigilia di questa World Cup, non poteva che riconoscerne i meriti: una nazionale che poteva permettersi di tenere a casa Benzema, Ben Arfa e Nasri (suscitando pure la rabbia scomposta di Anara Atenes, ex moglie di Nasri, che ha qualificato il povero Deschamps come il figlio di un mentecatto perché aveva preferito non convocare suo marito) schierando alcuni fra i più forti giocatori del mondo doveva per forza godere i favori dei pronostici. 

I Blues non fanno giocare 

L’Argentina aveva Messi e basta, visto che il suo ct aveva scelto di fare a meno di Dybala e Higuain. Il Portogallo Ronaldo e nient’altro. L’Inghilterra Kane. La Francia era l’unica ad avere un pacchetto di campioni degni di questo nome.
L’unico problema è che Deschamps deve aver pensato che visto che li aveva, la strada migliore era quella di non far giocare gli altri che poi ci avrebbero pensato loro. Solo che se incontri qualcun’altro che gioca come te, muore lo spettacolo e le partite non esistono più. Ai tempi dei diritti tv strapagati, è un suicidio. Poi, chi vince ha sempre ragione. E anche se non siamo d’accordo, inchiniamoci a Didier Deschamps. Lui è rimasto quello che aveva cominciato a giocare a rugby, un volto da basco tutto d’un pezzo, piccolo e arcigno, la mascella volitiva e una grinta speciale che gli ha sempre consentito di comandare un gruppo, qualsiasi gruppo, anche stando in silenzio, quando nello spogliatoio della sua nazionale c’erano Zidane, Trezeguet e Thierry Henry. 

I colpi di Deschamps

Da allenatore non ha sbagliato un colpo. Ha portato il Monaco in finale di Champions, ha avuto l’umiltà di prendere la Juventus dopo caclciopoli e vincere il campionato di serie B, è tornato in Francia e ha conquistato la Ligue 1 con l’Olympique Marsiglia ai tempi del Psg, mica contro nessuno, e con la Nazionale è arrivato secondo agli Europei e adesso ha trionfato ai mondiali. Cosa si vuole di più? Tutto quello che tocca diventa oro. Certo, con la squadra che aveva in Russia era tutto più facile. E non credo che non dorma la notte per non averci fatto divertire. Lui s’è preso il mondiale. E Mbappé prenderà il Pallone d’oro. E’ il momento loro. Viva la Marsigliese.