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Nella prima sfida, l'Ecuador batte il Qatar nella noia

La prima partita, vinta dall’Ecuador 2-0, ha già detto qualche cosa. Che il Qatar è poca cosa, che lo spettacolo per ora è una chimera e che sarà un Mondiale quasi senza donne

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Qatar-Ecuador
Un momento della patita Qatar-Ecuador (Foto Ansa)

E via, i mondiali sono cominciati. La prima partita, vinta dall’Ecuador 2-0, ha già detto qualche cosa. Che il Qatar è poca cosa e magari lo sapevamo già, e che lo spettacolo per ora è una chimera (solo 3 tiri in porta in 100 minuti, più un gol annullato). Comunque non sarà un torneo con molto pubblico, visti i grandi spazi vuoti sugli spalti persino per questo avvenimento inaugurale: sarebbe meglio che Gianni Infantino, gran capo della Fifa, si interrogasse sulla noia di certe partite, piuttosto che farci la lezioncina perché critichiamo il Qatar. E se dice che ci dovremmo vergognare, non farebbe male a cominciare lui, col suo stipendio da 1,40 milioni all’anno, più auto e alloggio pagato e rimborsi spese da 1800 euro al mese (fonte CalcioeFinanza), che ci ha portato nel deserto a giocare un mondiale. Vedremo cosa ci regalerà questo strano torneo invernale.

Un Mondiale quasi senza donne

Intanto, mentre il vento porta la voce della rivolta delle donne in Iran, questo invece si annuncia proprio come un mondiale quasi senza donne. Fra i tifosi del Qatar manco una, ovviamente, e le poche dell’Ecuador se ne stavano nascoste in versione castissima. Le telecamere ci regalavano solo i volti scuri degli sceicchi e quello altrettanto cupo di Felix Sanchez Bas, il mister della truppa qatariota. E le preghiere dei calciatori, tutti a ringraziare in ginocchio Dio e Allah. perché questo ci sa tanto che sarà pire un mondiale molto religioso.

La partita

Dopo due minuti, Valencia, segnando di testa in mischia, sembra smentire subito le accuse del giornalista Amjad Taha, che aveva parlato in un tweet di match comprato dai padroni di casa con il risultato già scritto (1-0, gol vittoria nel secondo tempo). Ma la rete, un autentico sketch comico del portiere Al Sheeb che esce a farfalle e poi va in giro per l’area chiedendo ai suoi compagni dov’è il pallone mentre Valencia lo sta infilando tranquillamente nella porta vuota, viene annullata per fuorigioco. Superbo il cazziatone che Al Sheeb fa ai suoi: probabilmente dovevano essere più veloci a dirgli dov’era la palla. Il Var ci mette tre minuti, ma tre minuti per davvero, prima di decidere. E già qui uno dovrebbe chiedersi come fa a catturare le nuove generazioni, educate alla frenesia dei video games, uno sport con questi incredibili tempi morti.

La comicità del portiere Al Sheeb

Ci pensa Al Sheeb a tenere viva l’attenzione. Ma non tutte le squadre possono vantare un campione della comicità di questo livello, il pizzetto ben curato in un volto ascetico con lo sguardo allucinato. Poco dopo su un cross abbastanza anonimo, Al Sheeb ripete a beneficio dei milioni di telespettatori sparsi nel mondo la sua esibizione, saltando a casaccio il più lontano possibile dal pallone. E qualche minuto appresso assesta un colpo micidiale alle previsioni quantomeno azzardate di Amjad Taha: su Valencia lanciato a rete, si butta con un volo plastico ad afferrare la gamba dell’attaccante. Meraviglioso, da sganasciarsi in due dalle risate. Sarebbe da espellere, ma per fortuna Orsato ha intuito anche lui il valore dell’artista. Rigore e cartellino giallo, anziché rosso. Valencia batte il penalty camminando, con un tiro lentissimo nemmeno troppo angolato, mentre Al Sheeb si è già tuffato, non si calpisce bene perché, verso il palo opposto. Poco prima c’era stata un’altra scena indimenticabile: sull’ennesimo cross, nel suo girovagare a vuoto Al Sheeb s’è schiantato contro Estrada e abbiamo temuto tutti che si fosse fatto veramente male e che dovesse essere sostituito. Per fortuna, s’è rialzato. E alla mezz’ora l’Ecuador raddoppia: Caicedo recupera palla in mediana e Preciado crossa in area verso Valencia che non ha difficoltà a segnare di testa. Quando la palla è già in rete, Al Sheeb si tuffa in volo plastico. Il primo tempo è tutto qui, a parte uno scontro a centrocampo che stende Valencia a terra: lo sportivissimo pubblico dello stadio Al Bayt di Al Khor esplode in un boato di festa che si protrae per qualche minuto fino a quando l’attaccante dell’Ecuador resta a terra.

Secondo tempo

Il secondo tempo comincia con l’Ecuador in pieno controllo e il Qatar ritirato nei suoi possedimenti a fare mucchio in difesa. Però qualcosa è cambiato. Al decimo minuto, su un insidioso tiro a giro di Ibarra dal limite dell’area, Al Sheeb si esibisce in una superba parata. Purtroppo ha smesso di recitare, lo spettacolo è finito. E difatti la partita diventa una noia deprimente che ha perso il suo principale protagonista. Per di più è sparito dai radar anche il claudicante Valencia, 2 gol, un altro annullato e il rigore procurato, rimasto in campo acciaccato fino alla mezz’ora della ripresa, caracollando come uno sciancato per le zolle del terreno. In questa atmosfera di modestia impressionante, le telecamere cercano invano qualche attrazione fra gli spalti, ma questo ci sa tanto che nel pubblico sarà un mondiale pieno di barbe severe e di thawb o tuniche bianche. Sai che divertimento.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

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