Mancini: "Balotelli in Nazionale solo se lo merita, non per il colore della pelle"

Il Ct respinge l'invito di Gravina dopo i fatti di Verona e ribadisce che dietro alle convocazioni devono esserci motivazioni tecniche (Disattivare l'Adblock per vedere il video)

di Redazione Tiscali Sport

"Balotelli in Nazionale sarebbe un bel segnale". Il messaggio del presidente federale, Gabriele Gravina, dopo il caso dei buu razzisti dei tifosi del Verona rivolti contro l'attaccante del Brescia. Ma l'indicazione di una "partecipazione attiva nel gruppo Nazionale" da parte di SuperMario per ora cade nel vuoto. Perché il Ct Roberto Mancini, l'unico che deve decidere le convocazioni, ha deciso di lasciare a casa Mario Balotelli per le ultime gare della stagione, venerdì in trasferta con la Bosnia, lunedì a Palermo con l'Armenia.

"Balotelli torna solo se lo merita, non per il colore della pelle"

Ma Mancini, che non può certo essere accusato di antipatia nei confronti di "Balo", ha ribadito un concetto elementare: dietro alle convocazioni devono esserci motivazioni tecniche. "Posso capire il presidente ma un giocatore deve venire qui perché lo merita, non per il colore della pelle - ha detto Mancini -, a Mario voglio bene, l'ho fatto giocare ragazzino e ha ancora un'età per fare molto. Lui può tornare perché sta facendo bene e può essere utile alla Nazionale".

"Il calcio e lo sport in generale devono unire"

Ma Mancini non evita il tema del razzismo nei campi di calcio. "Per il resto il calcio e lo sport in generale devono unire e non distruggere quanto di buono hanno solo per colpa di poche persone - ha spiegato il Ct azzurro -, non esiste che nel 2020 ancora si parli del colore della pelle pur non essendo cosa semplice far cambiare atteggiamento a certa gente".