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Ci ferma il muro bulgaro, ma l'Italia è ancora bella. Ora con la Svizzera non si può sbagliare

Dopo i trionfi dei grandi titoli arriva sempre un pareggio. Ma abbiamo raggiunto i 36 risultati utili consecutivi, numeri da grande squadra. Il migliore degli azzurri è Chiesa, delude Florenzi

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Nicolò Barella in azione contro la Bulgaria (Ansa)
Nicolò Barella in azione contro la Bulgaria (Ansa)

Partite così, quando ci si mettono strane cabale, possono finire anche peggio. Quindi accontentiamoci dell’uno a uno. In fondo abbiamo ritrovato l’Italia che avevamo lasciato, gli stessi uomini, lo stesso gioco, e soprattutto lo stesso Mancini. Per riprendere la Grande Bellezza, ora il cammino si complica un po’ e dobbiamo stare molto attenti. A settembre di solito siamo un po’ in ritardo di preparazione sugli altri, e in Svizzera, anche se andiamo là per vincere, potremmo pure accontentarci di un nulla di fatto adesso come adesso. Quello che conta, oggi, è che siamo ancora qui, sempre belli da vedere. Abbiamo raggiunto i 36 risultati utili consecutivi, numeri da grande squadra. Non dimentichiamolo.

Dopo i trionfi dei grandi titoli arriva sempre un pareggio

A Firenze il destino ha voluto che rispettassimo la tradizione, e il caso un po’ il suo zampino ce l’ha messo: dopo i trionfi dei grandi titoli arriva sempre un pareggio. Era stato così con Bearzot nel 1982, con Donadoni nel 2006 e adesso con Mancini. A differenza delle altre due volte, però, l’Italia non ha tradito se stessa e il suo gioco, non ha deluso ed è stata bella fino a quando ha avuto benzina per far girare la palla veloce come vuole il "Mancio". E’ molto difficile giocare contro una squadra fisica come la Bulgaria che si piazza tutti dietro la palla a fare muro. Bisogna sbloccare la partita presto, e gli azzurri c’erano riusciti, ma poi non bisogna assolutamente rimetterli in gioco, perché gli dai convinzione e ancora più grinta.

I grossolani errori dei nostri difensori

Purtroppo, proprio nel nostro momento migliore, quando avevamo in pugno la partita e aspettavamo tutti solo il gol del raddoppio, due grossolani errori dei nostri difensori hanno regalato il pareggio ai bulgari: Florenzi è inciampato mentre cercava di contrastare la fuga di Despodov sulla fascia, e Acerbi ha sbagliato l’anticipo su Iliev, un centravanti che nel nostro campionato potresti incontrare al massimo in serie C. Mancavano sette minuti alla fine del primo tempo. Da quel momento il muro è diventato un grattacielo, eppure siamo riusciti ancora a renderci pericolosi in parecchie occasioni. Abbiamo commesso qualche errore in fase conclusiva. Ma dall’altra parte c’era un affollamento davanti alla porta come in curva nelle partite di cartello, e un portiere miracolato dal cielo in giornata di vena straordinaria, se no avremmo già sentito parlare di lui e farebbe almeno il terzo al Paris St. Germain dello sceicco.

I miracoli di Georgi Georgiev

Invece Georgi Georgiev chi lo conosce, e gioca appena nel Cherno More dopo aver girato in trasferimento gratuito tutto il campionato bulgaro. Solo che in questa dolce serata di brezza fiorentina, ha compiuto una serie di parate eccezionali, scegliendo sempre il tempo giusto per l’uscita, con una freddezza da portiere scafato che ha aguzzato l’occhio e l’ingegno in anni e anni di Champions, mettendoci molte volte il piede a salvar la rete in spaccate disperate. Una su tutte, poi, è semplicemente miracolosa, quella su Chiesa all’inizio del secondo tempo, a prendere a schiaffi con la mano di ritorno il pallonetto a colpo sicuro dello juventino, solo davanti a lui, mirato pure un po’ di lato per essere imparabile. E difatti lo sarebbe stato per chiunque. Ma Georgiev ieri doveva essersi messo d’accordo con qualcuno nelle stanze più in alto, sopra le nuvole.

Risultato profondamene ingiusto

Alla fine, quindi, il risultato ha una sua logica, anche se è profondamene ingiusto. E perdonate l’ossimoro. Quelli che guardano solo al risultato, adesso diranno che l’Italia ha fatto un passo indietro, che non aveva fiato, che Mancini ha sbagliato la formazione e i cambi (questo lo facciamo sempre, perché siamo un po’ una categoria che si monta la testa facilmente) o arriveranno addirittura a sostenere che è parsa appagata dopo il trionfo di Wembley. Ma non è vero niente. Il Mancio ha scelto giustamente la formazione titolare degli europei, senza Spinazzola per forza di cose, con Acerbi a sostituire Chiellini perché c’è il rischio che non regga due partite di seguito a distanza ravvicinata e Florenzi che si è riappropriato del suo posto. E fa bene, e lo si vede subito perchè è una bella Italia. Persino Immobile, al quale non abbiamo mai risparmiato critiche, sembra un altro, finché gli regge il fiato, decisamente trasformato dalla cura Sarri (che è evidentemente un grande se c’è riuscito in così poco tempo): gioca spalle alla porta, partecipa attivamente al giro palla, cerca le triangolazioni, come nell’appoggio a Chiesa per il bellissimo gol che apre la partita. L’ex viola si libera in velocità di 4 difensori convergendo al centro, cerca il passaggio di Immobile che gli restituisce la palla e infila Georgiev con un tro angolatissimo da fuori area. E poi c’è chi continua a dire che il padre era più forte. Bah. Dopo il primo tempo, quando la stanchezza comincia ad annebbiare la mente, Immobile dimentica le buone lezioni e torna quello degli europei, ma nell’insieme secondo noi la sua partita è molto positiva.

Delusione Florenzi

Chi delude purtroppo è Florenzi: pasticcia su Despodov nell’azione del gol e sembra aver scelto delle scarpe a banana perché sbaglia tutti i cross e qualcuno pure in maniera ridicola. Acerbi gioca una buona partita, ma l’errore sul gol della Bulgaria è davvero da categoria inferiore, perché Iliev non è una sentenza come tanti centravanti di serie A, non è di quelli rapidi e rapaci, ma ha movenze lente nella loro possenza, molto prevedibili. Bonucci qualche erroruccio lo semina, solo che il lancio dalla sua metà campo a pescare preciso preciso Insigne nell’area avversaria è da levarsi il cappello. Jorginho per noi è un genio del calcio anche quando non è in giornata: gli passano un pallone nella metà campo bulgara affollata come un tram, e lui in mezzo a tre che lo marcano ci mette un attimo a trovare il passaggio per l’unico azzurro libero in quella mischia. Nessuno è sostanza come lui. Verratti è più geniale, peccato che ieri in molte occasioni sembrava Arthur, il don Lurio del tic e tac, uno che pensa che le porte siano di lato e non davanti e che per questo perde poche palle, perché gli altri dopo un po’ capiscono che è utile lasciarlo fare. A noi piace tanto Barella, anche se s’è beccato un giallo evitabile. Il migliore degli azzurri Chiesa, ormai ci siamo abituati. Il migliore della partita, invece, Georgiev, quello miracolato dai santi. Adesso avanti con la Svizzera. Se non fosse una partita che conta sogneremmo un esperimento: Zaniolo falso nueve. Ma siccome ci giochiamo i mondali, testa bassa e pedalare. E lasciamo fare a chi ci capisce più di noi.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

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Pierangelo Sapegno

Giornalista e scrittore, ha iniziato la sua carriera giornalistica nella tv...

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