Italia senza Mondiali ora parla Ventura: "Ho la coscienza a posto. Tavecchio? Non l'ho più sentito"

L'ex Ct azzurro confessa: "Difficile smaltire la delusione per la mancata qualificazione, ma è un capitolo chiuso. Mancini? Spero possa lavorare al meglio"

di Redazione Tiscali Sport

I Mondiali di Russia, quelli della Francia campione e dell'Italia grande assente. Consegnata agli archivi la vittoria dei Bleus e in attesa di vedere all'opera l'Italia di Roberto Mancini in Nations League (venerdì 7 contro la Polonia e lunedì 10 contro il Portogallo), si parla ancora della clamorosa esclusione degli azzurri da Russia 2018. E nell'immaginario collettivo il flop ha un unico responsabile: Gian Piero Ventura. Ma l'ex Ct non ci sta e rompe il silenzio per raccontare la sua verità.

"Difficile smaltire la delusione per la mancata qualificazione"

"Difficile smaltire la delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali: è successo qualcosa di epocale. Ma è un capitolo chiuso", ha detto Ventura a Radio anch'io sport su Rai Radio 1. "La voglia di voltare pagina ha prevalso, è stata una lunga estate per me, ma ho ritrovato l'adrenalina. Sento la necessità interiore, un desiderio feroce di dimostrare ancora. Ho ricevuto un'offerta concreta dalla Serie A, abbiamo discusso, poi però ci siamo fermati. Ho voglia di fare calcio e di dare risposte, se ci fosse la possibilità partirei anche dalla B".

"Tavecchio? Non l'ho più sentito e mi fermo qui"

Ma resta il peso dell'eliminazione nel doppio confronto con la Svezia e l'assenza nella fase finale dei Mondiali (non accadeva dal 1958). Ventura, aveva chiesto scusa ai tifosi italiani dopo lo 0-0 di Milano, ma oggi ritiene di avere "la coscienza a posto". "Se incontro uno svedese non cambio marciapiede, perché ho la coscienza a posto. Certo, non vado magari a comprare all'Ikea - ha detto l'ex Ct -. Tavecchio? Non l'ho più sentito e mi fermo qui. In due partite la Svezia non ha mai tirato in porta, noi abbiamo sbagliato dei gol a porta vuota, colpito un palo e subito un gol su una deviazione. Il calcio è fatto di episodi. Quando si vince non si vince da soli e quando si perde si perde assieme".

"Spero che Mancini possa lavorare al meglio"

Il fallimento e le critiche non hanno scalfitto la passione del tecnico genovese per la Nazionale. "Da sempre ne sono tifoso, perché per me l'azzurro ha un valore - ha detto Ventura -. Tiferò sempre con grande passione. Spero che Mancini possa essere messo nelle condizioni di lavorare al meglio. E' un problema che i nostri ragazzi giochino poco, soprattutto a livello internazionale. C'è una grande infornata e i giovani che possiedono la possibilità di esprimersi hanno un grande futuro. I giovanissimi convocati da Mancini? Anche noi procedevamo in quella direzione con gli stage, Mancini ha allargato la rosa, per verificare da vicino le potenzialità di questi ragazzi".

"La Juve, con Ronaldo, è la superfavorita"

Poi un giudizio sulla prima fase della stagione di serie A 2018-19 con la "mini fuga" della Juve, unica squadra a punteggio pieno. "E' prematuro giudicare dopo tre giornate di campionato ed è presto per dare giudizi - ha detto l'allenatore -. E' normale che la Juve, con Ronaldo, sia la superfavorita. Il Napoli? Ha recuperato Milik, ma ha perso Jorginho e ha anche un nuovo allenatore (Ancelotti, ndr). Poi, ci sono Roma e Inter, squadre che hanno ambizioni. Il gruppo delle inseguitrici, però, sta faticando: siamo nella normalità più assoluta".

"Sassuolo e Torino saranno le sorprese"

Ma Ventura non dimentica il Torino, la squadra che ha allenato dal 2011 al 2016 prima di accettare la guida della Nazionale. "Ogni tanto mi sento con Cairo, abbiamo vissuto un'esperienza incredibile, passando in tre anni dalla Serie B all'Europa, facendo plusvalenze incredibili. Con lui ho trascorso anni intensi. Credo che quest'anno, assieme al Sassuolo e al Milan, il Torino abbia fatto la migliore campagna acquisti. Sassuolo e Torino saranno le sorprese - conclude ventura -. In pochi in Italia ci mettono la faccia per lanciare i giovani, il risultato è prioritario".