L'Udinese ci spera fino alla fine, ma poi decide Romagnoli. 1-0 per il Milan. L'Atalanta batte il Bologna. Il Toro mette in ginocchio la Samp

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L'Udinese ci spera fino alla fine, ma poi decide Romagnoli. 1-0 per il Milan. L'Atalanta batte il Bologna. Il Toro mette in ginocchio la Samp
TiscaliNews

Un gol al fotofinish, al minuto 90+7', segnato da Romagnoli al termine di un'azione convulsa nell'area di rigore di un'Udinese in dieci, convalidato dopo il ricorso al Var, decide il posticipo domenicale tra Udinese e Milan. Solo in pieno recupero si spezza l'equilibrio di una gara inchiodata sullo 0 a 0 nonostante le molteplici occasioni da rete con cui, per tutta la gara, le due formazioni hanno tentato di sbloccare il risultato, affrontandosi a viso aperto. L'extra-time premia il Milan che espugna un campo che negli ultimi anni aveva riservato più dolori che gioie. All'Udinese resta il rammarico di aver perso una gara quando ormai il punto di un pareggio sembrava in tasca. Non sono mancate le occasioni nel primo tempo tra Udinese e Milan. Più nitide quelle dei rossoneri, vicinissimi al gol al 43' con un contropiede di Cutrone, salvato in angolo da Musso con un intervento decisivo. Ma è stata l'Udinese, per lunghi tratti, a dare l'impressione di meritare il vantaggio. Propositiva e capace di costruire gioco, la formazione di Velazquez, schierata ancora con il 3-5-1-1, con Fofana mandato in campo al posto di Barak fermato da un problema durante il riscaldamento, non è stata a guardare. E' sufficiente il sinistro di Higuain, servito all'8' con un cross di Laxalt in area, a far capire che la gara non annoierà di certo, in un botta e risposta tra due squadre sempre pronte a cercare la porta con ogni mezzo a disposizione.
Il primo squillo per l'Udinese arriva all'11' con una conclusione di Pussetto a cui risponde, in una perfetta altalena, Suso lanciato sulla destra da un filtrante di Kessiè. L'attaccante spagnolo entra in area, si accentra, si libera di Samir e calcia un sinistro fuori di poco sul palo lungo. L'Udinese insiste con un tiro di Fofana, respinto, su cui Mandragora ci prova ancora dalla distanza, senza miglior fortuna. E poi ancora con un tocco al volo di Lasagna che sfiora il palo della porta difesa da Donnarumma, di fatto inoperoso per tutta la prima frazione. Diverso, tra i pali bianconeri, l'impegno richiesto a Musso, costretto a deviare in angolo primo una punizione di Suso, al 29', poi il diagonale di Cutrone, lanciato tutto solo a rete, che di fatto chiude il primo tempo, con le squadre al riposo sullo 0 a 0.

Il secondo tempo

Musso si rivela decisivo anche al 12' della ripresa su un tiro angolato dalla distanza di Castillejo, subentrato alla mezz'ora del primo tempo al posto di Higuain, costretto a lasciare il campo per un problema alla schiena. La partita rimane quanto mai viva con il Milan ancora vicinissima al vantaggio prima del quarto d'ora della ripresa con un tiro facile facile di Suso, pescato tutto solo in area di rigore da Castillejo che non fa rimpiangere il Pipita. Con il passare dei minuti, il Milan guadagna metri e costringe l'Udinese ad abbassarsi, assediata. Prima che al 40' Lasagna trovi la forza di portarsi dalle parti di Donnarumma per impegnarlo nella prima parata, deviazione in angolo, dell'incontro. La gara cambia nel recupero con il rosso diretto sventolato dal direttore di gara a Nuytinck in pieno recupero e con il gol di Romagnoli che decide il match.

L'Atalanta batte il Bologna

L'Atalanta passa a Bologna e cala il tris di vittorie consecutive, rimettendosi all'inseguimento della zona Europa. Il Bologna resta a languire nei bassifondi, dando continuità solo sul piano del gioco alla crescita espressa con Torino e Sassuolo. A Inzaghi restano i rimpianti per le occasioni sprecate soprattutto nel primo tempo, quando mette in scacco l'Atalanta. La banda di Gasperini ringrazia e ribalta un match iniziato con il piede sbagliato. Il Bologna è reduce da due risultati utili ma, con sei reti prese in tre gare, Inzaghi si copre: niente Orsolini e il 4-3-3 lascia spazio al ritorno del 3-5-2, con Gonzalez e Krejcì al posto degli acciaccati Danilo e Dijks e Dzemaili per Poli. Gasperini ripresenta gli stessi titolari delle vittorie su Chievo e Parma. Viene premiata la scelta di Inzaghi: il Bologna domina il primo tempo sul piano delle occasioni, pur lasciando il possesso all'Atalanta: recuperi e ripartenze sono letali. La prima dimostrazione già al 2', quando Palacio crossa dalla sinistra, Santander gira basso per Mbaye, che brucia Gosens e segna l'1-0. Lo schiaffo non sveglia i nerazzurri. Anzi esalta il Bologna, che si rende pericoloso con le discese di Mbaye e i cross per Santander e Palacio: Berisha para sul paraguaiano e vede il tentativo di Palacio fare la barba al palo. Il Bologna ingabbia bene Ilicic con Helander e Krejcì: lo sloveno, bestia nera dei rossoblù (nonché sua vittima preferita, con 5 gol) non va oltre un paio di tiri scentrati. Al 45' l'Atalanta è tutta in un'azione di Barrow.

Il secondo tempo

Gasperini nella ripresa aumenta il peso offensivo rinunciando a Barrow per Zapata. Il Bologna ha un'occasione con una conclusione di Dzemaili dal limite rimpallata da Palomino, ma finisce per pagare dazio. Al 13' Zapata tenta una conclusione dal limite: Gonzalez intercetta con il tacco trasformando la conclusione in un assist per Mancini, che in area non perdona. La partita cambia padrone. L'Atalanta cresce, il Bologna perde le distanze tra i reparti e al 25' arriva il sorpasso: cross di De Roon, la palla carambola su Mbaye, che offre un involontario assist a Zapata. Tocca a Inzaghi cambiare: dentro Orsolini per Krejcì e 4-3-3: il Bologna potrebbe pareggiare al 36', ma sulla sforbiciata volante di Palacio è provvidenziale Berisha. Il Bologna tenta il tutto per tutto inserendo Destro per Svanberg, ma i nerazzurri blindano il successo.

Il Toro mette in ginocchio la Samp

Quagliarella segna ma non basta. Il Toro mette in ginocchio la Sampdoria: finisce 4-1. Una vittoria al sapore d'Europa per il Torino che espugna il Ferraris sconfiggendo la Samp grazie anche alle reti di Belotti e vola in classifica al sesto posto. Blucerchiati surclassati per tutti i novanta minuti con i Granata mai in difficoltà sin dal vantaggio iniziale del 'Gallo' nel primo tempo. Per gli uomini di Mazzarri a segno nella ripresa anche Falque e Izzo con Quagliarella che ha reso meno amara la sconfitta per la Sampdoria. Torino più aggressivo nei primi minuti con la Sampdoria che fatica a costruire complice una pressione feroce dei giocatori granata. Pressione che prima produce un colpo di testa alto di Belotti e poi si tramuta nel vantaggio che arriva al 12' grazie proprio a Belotti su cross da destra di De Silvestri. Rete arrivata con la Sampdoria in dieci per un infortunio occorso a Barreto costretto ad uscire e lasciare il posto a Linetty. Il gol produce una sterile reazione dei blucerchiati con un tiro di Praet bloccato da Sirigu e una conclusione di Caprari a giro che si perde sul fondo. Faticano i padroni di casa complici marcature asfissianti degli uomini di Mazzarri, oggi in tribuna per squalifica. Solo dopo la mezz'ora gli uomini di Giampaolo riescono ad essere più incisivi ma Sirigu prima su testa di Quagliarella e la difesa su un inserimento di Ekdal salvano il Torino. Al 39' con la Sampdoria in avanti un lancio dalla propria trequarti innesca Belotti che in area viene steso da Audero in uscita. Per Rocchi, anche dopo un silent check con il Var, è rigore che lo stesso Belotti non sbaglia spiazzando Audero. Nessun cambio al rientro dagli spogliatoi ma

Sampdoria alla ricerca del gol che potrebbe riaprire la gara

Il Torino controlla senza troppi affanni mentre Giampaolo si gioca la carta Defrel, non al meglio. La mossa non porta gli effetti sperati e alla prima azione offensiva degli ospiti arriva il terzo gol. De Silvestri da destra mette in mezzo, sul secondo palo Aina di testa appoggia all'indietro per l'accorrente Falque che al volo batte Audero. Al 18' però un intervento troppo irruento di Baselli su Praet porta al secondo rigore della partita che Quagliarella prima si fa respingere ma poi è il più veloce a ribadire in rete. Gol che riaccende le speranze dei padroni di casa che credono nella rimonta e si lanciano in avanti. Si aprono però spazi importanti per gli ospiti che al 26' sfiorano il poker al termine di un contropiede orchestrato da Aina che serve Belotti in area, il Gallo gira al volo ma Audero si fa trovare pronto respingendo il tiro. Il Torino però vuole chiudere la partita e ci riesce alla mezz'ora. Angolo, il primo della gara, di Berenguer, Belotti la tocca in area ma il più veloce, complice una difesa immobile, è Izzo che deve solo appoggiare in rete. Il poker chiude di fatto la gara e per il Torino si tratta del sesto risultato utile consecutivo.

Sassuolo da Europa, Chievo e Ventura a picco

Vittoria dal sapore d'Europa del Sassuolo, buio pesto per Gian Piero Ventura. Gli emiliani superano il derelitto Chievo e fanno un balzo importante in classifica superando Roma e Fiorentina. Un bel colpo per i ragazzi di De Zerbi che passano al Bentegodi di Verona con facilità e senza tanta fatica. Poco, troppo poco l'attuale Chievo dell'ex ct azzurro: una squadra certamente falcidiata dalle tante assenze ma che paga giustamente la scarsa qualità dei propri interpreti. Il Chievo delle tante stagioni in massima serie aveva una prerogativa ben definita, la difesa quasi insuperabile. Questo prende, invece, regolarmente gol, quello poi dello scadere del match, autorete di Giaccherini, davvero comico. Se negli anni scorsi era l'attacco il tallone d'Achille dei veneti quest'anno lo è ancora di più. In un match già quasi da dentro o fuori il Chievo non calcia mai verso la porta di Consigli e in 90' non costruisce nemmeno una palla gol degna di questo nome.

Il Sassuolo, di contro, si limita a controllare e vivacchia con tranquillità sulla rete di Di Francesco che apre la scatola.
Berardi, buona comunque la sua prova, sciupa più volte il raddoppio che giunge nell'ultima azione di gioco in maniera inopinata. Ventura alla vigilia aveva detto di intravvedere la luce in fondo al tunnel, che sembra a questo punto interminabile. E la gestione dell'ex tecnico della Nazionale è fallimentare: tre partite, altrettante sconfitte. Partenza senza grandi sussulti poi arriva la rete di Di Francesco che si incunea bene nell'area gialloblu e batte in diagonale Sorrentino.
Il Chievo nella ripresa ci prova con poche idee, il Sassuolo controlla e fallisce con Berardi il raddoppio che arriva grazie all'autorete di Giaccherini. Finisce qui. Il Sassuolo ritrova la vittoria dopo aver collezionato due punti nelle ultime quattro gare e batte il Chievo con due gol di scarto. Ennesima sconfitta per la squadra gialloblù che, per la prima volta dall'inizio di questo campionato, ha dato almeno prova di aggressività. L'intensità risulta simile a quella vista contro il Cagliari nel secondo tempo, ma nei minuti finali, il crollo mentale è stato accompagnato dal crollo fisico. Tutto ancora da rifare per mister Ventura. Si riparte dalla sfida della settimana prossima contro il Bologna. Ma l'impressione è che il campionato per il Chievo sia lastricato ancora di sofferenze e amarezze.

Parma e Frosinone pari, 1 punto sfida salvezza

Finisce senza reti e con poche emozioni il match salvezza fra Parma e Frosinone. Tre in tutto le conclusioni in porta, due per i ciociari, una per i padroni di casa, per una gara vinta soprattutto dalla paura di non perdere. Prima della squadra di Longo, a caccia di un punto in trasferta dopo la bella vittoria con la Spal, poi del Parma, rimasto in dieci uomini nella seconda frazione di gioco per l'espulsione di Stulac e reduce da due sconfitte consecutive con Lazio ed Atalanta. Alla fine così è arrivato un pari con il Parma che deve ringraziare il portiere Sepe autore nel finale di una parata eccezionale sul colpo di testa di Vloet. Che fosse una domenica delicata per le due formazioni comunque lo si è capito fin dall'inizio. Manovra lenta, poche iniziative, un solo tiro in porta. L'autore sarà Siligardi con bella risposta di Sportiello. Per vederlo il pubblico del Tardini ha dovuto però attendere sino al 39'. Al 22' è il momento del Frosinone con un cross teso da sinistra di Beghetto con la palla che attraversa tutta l'area senza che nessun difensore intervenga e che sul fronte opposto Zampano colpisce male mettendo a lato. Al 33' il Parma può colpire in contropiede: stop perfetto di Ceravolo tocco al centro per Rigoni ed ancora palla fuori. Immediata replica degli ospiti con Ciano che non aggancia, una volta a tu per tu con Sepe, il lancio in profondità di Goldaniga.

Nella ripresa la musica non cambia sino al 16' quando il Parma resta in dieci. Stulac interviene a gamba tesa su Chibsah, fallo molto pericoloso: l'arbitro alza il cartellino rosso. La partita potrebbe ora cambiare, ma il Frosinone non riesce a trovare spazi. Alla mezz'ora poi D'Aversa si protegge togliendo Ceravolo ed inserendo un difensore in più, Bastoni.
La difesa diventa a cinque con unica punta Gervinho. Poi, al 33', il tecnico crociato cambia ancora inserendo Inglese per Siligardi, più tardi toccherà a Grassi, finalmente in campo dopo un lungo stop per infortunio. Prova a cambiare le carte anche Longo con Soddimo al posto di Campbell. Al 37' è però Ciofani di testa a mettere alto. Nel finale, minuto 43', primo intervento di Sepe su tiro-cross di Zampano e al quarto minuto di recupero il tocco di testa di Vloet, entrato al posto di Ciano al 41', provoca il primo e unico vero brivido della partita con Sepe, questa volta perfetto, che devia in tuffo in angolo. Per il Parma perdere sarebbe stata una punizione troppo pesante anche se il Frosinone, una volta in superiorità numerica, doveva osare di più.

Show di Immobile, la Lazio cala il poker e liquida la Spal

La Lazio risorge e travolge la Spal. Nell'anticipo dell'ora di pranzo dell'11esima giornata della Serie A, la squadra di Simone Inzaghi si è imposta con un secco 4-1. Il grande protagonista è stato Ciro Immobile, autore di una doppietta. Su calcio d'angolo di Cataldi, l'attaccante napoletano è appostato sul secondo palo e segna con un bel tiro al volo di destro. La Lazio si distrae in difesa, con Acerbi che "dimentica" Antenucci in area. Il capitano spallino segna sul cross di Lazzari e porta la gara in parità. Ma di nuovo Immobile riceve palla da Caicedo e tira di destro, la deviazione di Costa spiazza il portiere estense Milinkovic-Savic (fratello del laziale). Nella ripresa la Lazio chiude la partita. Everton Luiz perde palla, se ne impadronisce Cataldi che si accentra e di destro batte il portiere avversario per il 3-1. Infine Parolo 'sradica' letteralmente il pallone dai piedi di Everton Luiz e da fuori area lascia partire un potente destro su cui Vanja Milinkovic Savic avversario non può nulla.