Perisic risponde a El Shaarawy: Inter-Roma finisce pari. Lazio Ko, Europa a rischio. Vittorie salvezza per Cagliari, Bologna e Spal

Un grande Parma e un super gol fermano il Milan: ora la Champions è più lontana

Uno dei voli di Gigio in parata. Contro Alves non c'è stato niente da fare (Ansa)
Uno dei voli di Gigio in parata. Contro Alves non c'è stato niente da fare (Ansa)
TiscaliNews

Nel posticipo del Meazza, l'Inter non dà l'accelerata definitiva per la Champions, la Roma non sfrutta l'occasione della giornata: l'1-1 finale e' giusto, ma lascia aperta la cora al 4o posto. Spalletti lascia Icardi in panchina e lancia Lautaro, Ranieri rinuncia a Zaniolo e si gioca tutto nel primo tempo. Vantaggio di El Shaarawy tra una gran parata di Mirante e un salvataggio di Florenzi, i giallorossi sprecano invece in contropiede. Poi nella ripresa spazio a Icardi, fischiato dagli ultra e applaudito dal resto dello stadio, la formula iperoffensiva premia Spalletti. Il pari arriva da un'incornata di Perisic.

Lazio Ko, Europa a rischio

Tre punti gettati via nel momento cruciale della stagione. Battuta 1-2 in casa dal Chievo, già in B ed appena al secondo successo, il primo in trasferta, la squadra di Simone Inzaghi ha intaccato le residue speranze di raggiungere il quarto posto, l'ultimo buono per la prossima Champions. Involuta nella manovra e pure un po' sfortunata (palo di Correa nel recupero della ripresa), deve recitare il mea culpa per non aver affrontato la sfida con l'atteggiamento che ci si aspetterebbe da chi si sta giocando una posta altissima. Nemmeno il vantaggio di conoscere il risultato di Parma-Milan è servito a qualcosa. Questo senza nulla togliere all'onestà sportiva del Chievo che non ha mai regalato un centimetro, con un atteggiamento fin troppo ostruzionistico nel finale. Per raccontare Lazio-Chievo bisogna partire dal 34' (anche perché prima era successo ben poco) e dall'attimo di follia che ha travolto Milinkovic. Incurante dell'importanza della partita, ha reagito con un calcio nel fondo schiena di Stepinski, reo di un precedente contatto, nemmeno così violento. Risultato: rosso diretto. Un gesto sconsiderato che ha lasciato la Lazio in 10 per un'ora e che costerà al serbo almeno due turni di stop, contro squadre come Sampdoria e Atalanta. Inzaghi, che già aveva perso per infortunio Radu dopo 15 minuti (al suo posto Luiz Felipe), è stato costretto a rimescolare le carte, inserendo Parolo per Patric. Così si è ulteriormente complicato un incontro già non semplice per la scarsa vena biancoceleste, chiusa dall'assenza per squalifica di Leiva e Badelj non all'altezza. Basti dire che la prima, vera parata dell'esordiente Adrian Semper, 21enne croato, è arrivata nel recupero, quando ha respinto con i piedi un tiro di Parolo. Poco prima la Lazio aveva reclamato il rigore per una presunta spinta di Hetemaj su Caicedo, ma dopo un rapido 'silent check' Chiffi aveva concesso solo l'angolo.

Il secondo tempo

Nemmeno il tempo di riordinare le idee al rientro dallo spogliatoio e la Lazio si è ritrovata sotto di due reti, realizzate dal Chievo quasi per inerzia, spinto dalla 'bambola' dei difensori avversari. Al 4' Vignato, 18 anni, ha saltato in bello stile Parolo e battuto Strakosha con un bel diagonale. Giusta la sua gioia per la prima rete in serie A. Due minuti dopo Hetemaj, di testa, ha raddoppiato sfruttando il 'buco' di Marusic. Con la frittata ormai in cottura avanzata, Inzaghi ha tolto lo spaesato Badelj per inserire Correa. Parolo ha tentato una conclusione da lontano, centrale, ben bloccata da Semper. Che al 21' si è dovuto arrendere alla conclusione di Caicedo (22'), uno dei pochi che il suo lo fa sempre. Ma è stato solo un sussulto, l'illusione di una squadra che - esaurite le energie mentali - nel finale si è affidata all'arrembaggio, collezionando tanti angoli, ma pochissime occasioni di pareggiare. Un punto con il Chievo sarebbe stato poco, zero sono un colpo che il morale farà fatica ad assorbire.

Vittorie salvezza per Cagliari, Bologna e Spal

Il Bologna per la fuga salvezza, la Samp per non dire addio ai sogni europei. Sono i temi con cui rossoblù e blucerchiati si presentano al Dall'Ara, con qualche novità. Mihajlovic deve rinunciare allo squalificato Dijks e presenta Krejcì a sinistra in difesa, con capitan Dzemaili in mediana al posto dell'ex Poli. Giampaolo, invece, cambia mezza difesa, inserendo Tonelli e Sala, puntando sugli ex Ekdal e Ramirez in cabina di regia e trequarti. Ha ragione Mihajlovic: il Bologna vince grazie all'auterete di Tonelli e alla rete di Pulgar, nuovo capocannoniere rossoblù con 6 reti (tutti nelle ultime 7 gare) e valore aggiunto di una squadra capace di macinare 16 punti nelle ultime 7 giornate. Parte meglio la Samp, che fa la partita e si fa minacciosa nei primi venti minuti, con un piazzato di Quagliarella e un inserimento di Ekdal, il cui tiro è respinto da Danilo.

La partita, però, si gioca su due campi e contemporaneamente alla notizia del vantaggio dell'Empoli sulla Spal, il Bologna si sveglia e cresce alla distanza. Al 25' una ripartenza targata Dzemaili-Soriano porta Orsolini al tiro e sulla respinta di Audero Soriano si divora il vantaggio praticamente a porta vuota, sparando fuori. Tre minuti dopo i rossoblù troverebbero il vantaggio con un pregevolissimo stop e tiro di controbalzo di Dzemaili, ma il Var annulla perché sul cross di Krejcì la palla ha varcato la linea di fondo. Prima del riposo c'è tempo per un tiro a giro di Orsolini, deviato in angolo e per un cross di Krejcì che trova Soriano da solo in mezzo all'area, ma il centrocampista non inquadra la porta e al termine del primo tempo i rimpianti sono tutti del Bologna, che incassa però la notizia del vantaggio della Spal.

Il vantaggio è nell'aria e arriva nel secondo tempo, con Audero e Tonelli che combinano un disastro: sulla punizione di Pulgar, alla centesima presenza in rossoblù, Audero respinge: la palla resta in aria e nel tentativo di smanacciare, il portiere blucerchiato fa carambolare la palla sul difensore, che si macchia di una ingenua autorete. Giampaolo le prova tutte: dentro Saponara per uno spento Ramirez e Caprari (al rientro da tre mesi di stop). Ma è il Bologna a trovare il raddoppio: con Pulgar, nuovamente su punizione: questa volta il cileno trova l'incrocio, con la complicità di un Audero non perfetto. Il gol che chiude i giochi e i padroni di casa dilagano poi nel finale con Orsolini, su assist di un positivo Krejcì e con la complicità di un Audero in confusione, lanciandosi in fuga per salvezza, a più cinque sull'Empoli, a una settimana dallo scontro diretto.

E il ko per 3-0 dei blucerchiati al Dall'Ara fa discutere negli spogliatoi il presidente della Samp Massimo Ferrero col dirigente Walter Sabatini che, dopo la pesante lite, si dimette. Sabatini, dunque, non è più uomo mercato della Sampdoria. Le sue dimissioni arrivano al termine di una settimana in cui tanto Sabatini quanto Osti, altro dirigente dei blucerchiati, sono stati accostati al club rossoblù in vista della prossima stagione.

Un grande Parma e un super gol fermano il Milan

Pochi punti, e per questo preziosissimi, ancora a disposizione per cercare di prendersi le coppe europee l'anno prossimo. L'obiettivo Champions a portata di mano. E un rivale tosto e grintoso che però viene da due pareggi consecutivi, dunque affamato di vittoria. Il Milan di Gattuso è sceso al Tardini sapendo che non avrebbe avuto vita facile e così è stato. Mai davvero capace di imporre il suo gioco ai padroni di casa, nonostante i cambi tattici. E alla fine punito da un bolide su punizione di Bruno Alves che nega la vittoria. Gara molto fisica, con molta corsa e poco spettacolo, decisa da due episodi.

Colpisce Castillejo, risponde Alves

Parte meglio il Parma che toglie spazio e tempo di manovra ai rossoneri, non solo. Sono i padroni di casa a sfiorare il gol con Kucka in rovesciata. Gigio ci mette le manone in un paio di situazioni e la barca resta a galla. Ma i tiri in porta evidenziati dalle statistiche a fine primo tempo, uno per parte, raccontano una gara bloccata e incerta. Alla ripartenza Gattuso le prova tutte, a un certo punto gioca con due trequartisti, le ali, due punte, trazione che più anteriore non si potrebbe. Via Bakayoko e dentro Cutrone, Castillejo entra al posto di Conti e sull'asse spagnolo i rossoneri sbloccano a loro favore: lancio di Suso al 69' fucilata di testa di Castillejo. Il Parma non cede di un millimetro e riprende ad attaccare a testa bassa, sfiorando la rete del pari al 76' con un grande Siligardi che si libera e gira sul palo. Poi la splendida rete del pareggio degli emiliani: Borini abbatte Sprocati, Bruno Alves si inventa una parabola veloce talmente imprendibile che Donnarumma quasi non si muove e vede entrare la palla in rete. Un punto a ciascuno con Gattuso che spera che la Roma non faccia scappare via l'Inter, ben sapendo che comunque il successo giallorosso sarebbe un guaio per il Milan.