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Alla Juve qualcosa non torna: squadra senza idee. Sarri sbanda e mercoledì c'è l'Atletico Madrid

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Alla Juve qualcosa non torna: squadra senza idee. Sarri sbanda e mercoledì c'è l'Atletico Madrid

Alla prima di Sarri, c’è qualcosa che non torna, perché abbiamo visto la Fiorentina, mica la Juventus. Con quella maglia bianca e calzoncini rossi sembrava il Piacenza e ha giocato come se fosse il Piacenza, e pure peggio, senza idee, senza ritmo e senza spunti. Se continua così, i nostalgici del Max, cioé quasi nessuno fino a ieri, cominceranno in fretta a prender forma e a diventare numerosi. L’involuzione dei bianconeri, dominatori della serie A da 8 anni di fila, è evidente non solo nelle occasioni da rete, quasi tutte a favore dei padroni di casa, cinque a uno, e nei numeri del tabellino (10 calci d’angolo a zero e 18 tiri a 8 per i viola, che hanno pure vinto il 60 per cento dei duelli contro il 37), ma soprattutto nell’impaccio di sé che mostra per novanta minuti, molto più allegriana che sarriana, appunto, quasi timorosa di dover interpretare il verbo del nuovo tecnico, alzando il baricentro per mantenere il pallino del gioco.

La Juve, questa Juve, ha mantenuto solo lo zero a zero, e gli è andata bene così. Dopo tutti i fuochi d’artificio della vigilia, fra i cori beceri contro Scirea e le vittime dell’Heysel, e le due parti in teatro della dirigenza yankee a colorire la lunga attesa, con l’arruffapopolo Joe Barone che non si farebbe un giro di campo con Agnelli nemmeno per due miliardi e il presidente paciere Commisso, occhei?, chiamatemi Rocco, occhei?, che faceva da pompiere, alla fine, come capita molte volte in questi casi, Fiorentina e Juventus hanno messo in scena una partita non proprio spettacolare e senza gol, dividendosi la posta. Ma non i meriti.

Perché quello che ha colpito al Franchi è la prova della squadra di Montella, finalmente liberata da quel possesso palla talvolta imbrigliato in una raffinatezza quasi posticcia e incipriata, che era stato il suo marchio di fabbrica delle ultime prestazioni. Resta da capire se è stata la pochezza offensiva di questa Juventus a facilitare il nuovo corso, eliminando ogni forma di arzigogolio, più parademocristiano che soffocante, da volemoce tutti bene e avanti così. In ogni caso la Fiorentina ha messo in mostra oltre a un sempre più sorprendente Castrovilli, e a due laterali di grande efficacia come Lirola e Dalbert (ma davvero all’Inter contava meno di zero?), un motivatissimo Ribery, alla prima da titolare, e capace di fare persino il mediano rincorrendo e bloccando il semidio Ronaldo per impedire un cohtropiede della Juve. Il bello, o il brutto, è che fra i bianconeri non ci sono migliori. Tutti ampiamente insufficienti, a cominciare proprio da CR7, un leader ectoplasma di se stesso, per andare avanti con De Ligt, e l’assente non giustificato Higuain, che si è notato solo perché ha alzato le mani al cielo per novamta minuti di seguito, oltre all’impresentabile Danilo, tenuto in piedi come una stecca ortopedica, asfaltato e umiliato fino a che è rimasto in campo da quel tale Dalbert, che prima di oggi era solo una anonima riserva dell’Inter.

Come se non bastasse i bianconeri hanno perso un gabbamondo di talento come Douglas Costa, l’unico uomo che sembra in forma di questa squadra così asfittica, dopo appena 8 minuti, mentre si esibiva fra i birilli della difesa viola in pittoreschi ghiribizzi, e il pupillo di Sarri, quel Miralem Pjanic che dovrebbe toccare 80 palloni a partita, cercando di correre, però, al posto di passeggiare. Non è un buon viatico per mercoledì, a Madrid, contro l’Atletico, alla prima di Champions: si rischia di ripetere la brutta figura fatta da Allegri nella scorsa stagione, quando comninciò a traballare la sua panchina. Un Sarri, grondante di sudore, ha ammesso in conferenza stampa che «sarebbe stato ingiusto vincere questa partita. Siamo riusciti a uscirne fuori con carattere ma senza qualità. Le ragioni sono tante, a cominciare dal caldo. E’ difficile giocare bene a 35 gradi». Solo che la Fiorentina, invece, ci è riuscita.

Tra una goccia di sudore che gli scivola sul mento e l’altra, continua a giocare in difesa. Non sembra quasi lui: «Abbiamo fatto una partita non di alto livello dal punto di vista tecnico. Poi c’è da considerare la partita molto buona che ha fatto la Fiorentina. Noi abbiamo sprecato tutte le sostituzioni per motivi di infortunio. E non siamo stati capaci dei portare la partita sul pulito». Cristiano Ronaldo e Higuain? «E’ indubbio che i due davanti hanno giocato meno bene rispetto alle gare precedenti. Siamo andati tacnicamente in diffiocltà. Ho la consapevolezza che una squadra con meno carattere questa partita l’avrebbe persa sempre. Almeno ho questa garanzia». Dall’albergo di Firenze, dove ha sempre detto di aver perso un campionato, è passato al Franchi, dove non ha perso la partita. Ma un po’ di Juve sì.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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