Allenamenti, ripresa campionato: la serie A è a un bivio. Zenga: "Se serve giochiamo anche a Ferragosto"

Sul fronte calcistico potrebbe essere destinato a saltare il piano più ottimistico di far ricominciare il campionato il 2-3 maggio. Il parere di Cellino e di Lotito

Il neo tecnico del Cagliari Walter Zenga con il presidente Giulini
Il neo tecnico del Cagliari Walter Zenga con il presidente Giulini
TiscaliNews

 

Il problema rischia di non essere più 'quando' ma 'se' la stagione del calcio ripartirà. Vale per la Serie A ma anche per Champions ed Europa League, perché l'andamento della pandemia in Italia e nel resto del continente non consente ancora a Lega e Uefa di fare previsioni concrete. La prossima settimana si annuncia cruciale. La speranza, in primo luogo per la salute pubblica e la tenuta degli ospedali, è di vedere quanto prima un rallentamento nel ritmo dei contagi. Altrimenti, sul fronte calcistico è destinato a saltare il piano più ottimistico di far ricominciare il campionato il 2-3 maggio, già considerato molto complicato. 

Quando si ricomincia?

Più realistico è immaginare un traguardo a metà maggio o a giugno, con l'idea di giocare le ultime 12 giornate anche a porte chiuse, a quel punto sforando a luglio, oltre il termine della stagione del 30 giugno. Intanto è chiaro che al momento nessuno può riprendere gli allenamenti prima del 3 aprile, secondo le prescrizioni dell'ultimo decreto per il contenimento del coronavirus, e secondo le indicazioni dei medici di 19 squadre su 20. Così si è dovuta arrendere la Lazio di Claudio Lotito, che nelle ultime riunioni di Lega insisteva per accelerare il ritorno in campo, e ora ha annunciato lo slittamento a data da destinarsi del primo allenamento, precedentemente fissato per martedì. Resta da capire cosa farà il Napoli: secondo l'ultimo comunicato la squadra riprenderà mercoledì 25 marzo gli allenamenti al centro tecnico con una seduta mattutina (non accetta il decreto?). 

Il parere di Zenga e Cellino 

Walter Zenga non vede l’ora di ritornare in campo. Con prudenza, però. intervistato da "La Gazzetta dello Sport", il tecnico del Cagliari fa il punto sulla possibile ripresa della Serie A: "Se riprende il calcio vuol dire che riprende un po’ di vita e allora accetteremo quello che sarà. Nel caso la vedo dura finire entro giugno, più facile sfondare su luglio, e allora: le vacanze? Chissenefrega delle vacanze. Dobbiamo giocare a Ferragosto? Giochiamo a Ferragosto. Quattro partite alla settimana? Giochiamole. Stipendi tagliati? Sarà così per forza". 

Massimo Cellino

Sulla ripresa del campionato giorni fa ha detto la sua anche Massimo Cellino, presidente del Brescia: "Ma quale ripresa, ma quale stagione da concludere, io penso all'anno prossimo, solo a quello. Scudetto? Lotito lo vuole, se lo prenda. E' convinto di avere una squadra imbattibile, lasciamogli questa idea. Non me ne frega niente, ho paura ad uscire di casa, mi sta venendo la depressione". "Non si può più giocare quest’anno. Si pensi al prossimo. Prima la vita. Qualcuno non si rende ancora conto di quello che sta accadendo, e quel qualcuno è peggio del virus. Io non credo ai miracoli, ho smesso di farlo tanto tempo fa. Resettiamo. Quante partite si sono giocate? E' un terzo del campionato. La stagione è andata, se qualcuno vuole questo scudetto maledetto se lo prenda pure. Chiuso. Finito. E non parlo così perché il Brescia è ultimo in classifica. Siamo ultimi perché ce lo meritiamo. Io per primo lo merito. Facciano quello che vogliono. Penso a quelli che perderanno il posto di lavoro, a quelli che stanno morendo". La partita resta aperta. Il mondo del calcio, una delle industrie più importanti del nostro Paese rischia di collassare? Speriamo di no! Ma il rischio c'è, eccome.  

Il calcio spagnolo ha deciso

Il calcio spagnolo in tanto ha deciso: si ferma a tempo indeterminato. A renderlo noto la stessa Liga, in accordo con la Federcalcio nazionale. "La Commissione di monitoraggio istituita dall'accordo di coordinamento RFEF-LaLiga - si legge in una nota - ha convenuto la sospensione delle competizioni calcistiche professionistiche fino a quando le autorità del governo spagnolo e l'amministrazione generale dello Stato ritengano che possano essere riprese senza creare alcun rischio per la salute". "Sia la RFEF che LaLiga desiderano esprimere pubblicamente la più grande gratitudine - si legge ancora - a tutti coloro che stanno dedicando i loro migliori sforzi per fornire servizi essenziali al popolo spagnolo e anche condividere le nostre condoglianze per tutti i defunti e un caloroso abbraccio dal mondo del calcio alle molte famiglie che stanno perdendo i propri cari".

Serie A prova a calcolare i danni

Fra tante incertezze, la Serie A prova a calcolare i danni economici e a delineare le contromisure. Si calcolano perdite di almeno 160 milioni di euro, che arriverebbero a 700-800 milioni in caso di campionato tronco, fra biglietti, diritti tv, sponsorizzazioni. Ognuno è chiamato a fare la propria parte. Per la pandemia la Nba si appresta a ridurre gli ingaggi delle stelle del basket dell'1% per ogni gara cancellata, grazie a una clausola del contratto collettivo stipulato. Nell'accordo fra Lega e Aic non c'è nulla di simile, né si registrano ancora intese come quella che stanno negoziando il Barcellona e i leader dello spogliatoio su un taglio agli ingaggi. Il presidente del club catalano, Bartomeu cercherà un'intesa comune con l'Eca, le leghe e la Uefa.

Tavolo Lega, Assocalciatori e allenatori

 In Italia per ora si attende un tavolo fra Lega, Assocalciatori e allenatori che entrerà nel vivo nel momento in cui sarà più chiaro se e quando si potrà giocare di nuovo. La riunione fra i club di Serie A in programma martedì servirà anche a formulare le richieste di aiuti da veicolare al governo attraverso la Federcalcio. In questi giorni si è parlato di modifica della Legge Melandri sulla vendita dei diritti tv, incentivi per la costruzione degli stadi, e la revisione del bando alle società di scommesse che non possono sponsorizzare le squadre.