Torino sfiora l'impresa, Ronaldo salva la Juve. Il Milan frena ancora, l’Atalanta lo incalza. Vincono Napoli e Lazio

Gol di Chiesa, doppietta del paraguaiano poi CR7 chiude sul 2-2 . Allo stadio Maradona, gol e spettacolo: Napoli cala il poker sulle tre reti del Crotone. Lazio sorpassa la Roma e brutta sconfitta dei sardi nella zona salvezza

TiscaliNews

Rimonta e controrimonta, il derby della Mole finisce 2-2: è un punto che serve molto più al Toro che alla Juve. Chiesa illude Pirlo, poi si scatena Sanabria che fino a 10 minuti dalla fine sognava di entrare nella storia granata con la sua doppietta su due incertezze di Szczesny. E' Ronaldo a mettere la firma sul pari, una rete che gli permette di agganciare Romario a quota 772 in carriera nella classifica dei marcatori di tutti i tempi. Nicola e Pirlo regalano sorprese, in particolar modo per quel che riguarda la mediana: il granata lancia Verdi nell'inedito ruolo di mezzala del 3-5-2, il bianconero piazza Danilo di fianco a Bentancur e rinuncia a Rabiot. Nel Toro, poi, Vojvoda vince il duello con Murru e fa traslocare Ansaldi sull'out mancino, mentre Buongiorno sostituisce l'infortunato Lyanco nel terzetto difensivo con Izzo e Bremer. Davanti, confermato il tandem Sanabria-Belotti. La Juve è in emergenza nel pacchetto arretrato, De Ligt-Chiellini è la coppia obbligata tra Cuadrado e Alex Sandro, e sulle fasce sono Kulusevski e Chiesa a cercare di rifornire di palloni Morata e Ronaldo. Gli spalti ovviamente sono vuoti, ma in curva Primavera c'è un telone granata con un cuore bianco al centro e gli striscioni Torino ti ama ancor" e "Ma non resisto lontano da te".

Primo tempo

L'avvio dei bianconeri è rabbioso, proprio ciò che si aspettava e si augurava Pirlo: Morata sbaglia solo davanti a Sirigu quando non sono passati nemmeno 120 secondi, poi Chiesa impegna il portiere granata e calcia alto da buona posizione. Il Toro risponde con Mandragora, tiro fuori di poco, e protesta timidamente per un contatto De Ligt-Belotti, ma al 12' è già sotto: Morata attira fuori area Bremer e Izzo, nel buco si infila Chiesa che trafigge tra le gambe l'estremo difensore granata. L'episodio scuote la squadra di Nicola, l'occasione più grande capita sul sinistro di Rincon che viene respinto miracolosamente da Alex Sandro. Poco prima della mezz'ora, il meritato pareggio: l'intervento di Szczesny sulla rasoiata di Mandragora è imperfetto, sul pallone vagante Sanabria è il più veloce per ribattere a rete, di testa.

Secondo tempo

E, dopo appena 13 secondi della ripresa, firma addirittura la doppietta personale. Kulusevski replica il retropassaggio horror di inizio marzo contro la Lazio, il paraguayano batte Szczesny sul suo palo e i granata mettono la freccia. Pirlo prova a scuotere i suoi con gli ingressi di Bernardeschi e Ramsey, ma è sempre il solito CR7 a rimettere in piedi la Juve: prima di esultare, però, il portoghese deve aspettare un minuto abbondante di Var per controllare il fuorigioco.

Il finale

E' un finale aperto a tutti i risultati, anche perché Bentancur colpisce un palo, con una lievissima ma decisiva deviazione di Sirigu, e ancora Sanabria e Baselli costringono Szczesny grandi interventi che riscattano parzialmente gli errori sui due gol granata, ma dopo quattro minuti di recupero finisce 2-2. Con un ultimo episodio di fair play, l'ammonizione tolta a Mandragora su segnalazione di Bentancur. I granata si allontanano dal terzultimo posto, con la sconfitta del Cagliari ora il vantaggio sui sardi è di due punti e devono ancora recuperare a partita con la Lazio. Dall'altra parte, invece, Pirlo continua il suo cammino a singhiozzo: per i bianconeri, ora, è davvero il momento di cominciare a guardarsi indietro: il recupero di mercoledì contro il Napoli si trasforma in un vero e proprio spareggio Champions.

Gli anticipi del pomeriggio

Il Milan non sa più vincere a San Siro, l'Atalanta è inarrestabile, il Napoli ricade nei suoi errori ma stavolta vince. La Lazio scavalca la Roma a ridosso della zona Champions. Con l'Inter che tra Bologna e il recupero di martedì col Sassuolo può piazzare l'allungo definitivo per lo scudetto, dietro la capolista si definiscono meglio le posizioni della corsa ai tre posti Champions, con le romane outsider. Alla ripresa dalle nazionali pesava l'incognita della fatica e dei contagi dal cluster azzurro, determinanti invece per gli equilibri finali sono stati errori difensivi sparsi.

Milan-Samp

Nell'anticipo dell'ora di pranzo, il Milan di Pioli nonostante un Ibrahimovic gasato dalla sua Svezia non va oltre il pari con la Samp, rischiando addirittura il ko in 11 contro 10. La vittoria al Meazza manca dal 4-0 al Crotone del 7 febbraio, e i due mesi di crisi casalinga spiegano il crollo in classifica. Persa la testa, smarrite le ambizioni scudetto, ora il Milan vede insidiare anche il secondo posto dall'Atalanta esaltata dai gol di Muriel e dal Napoli, che martedì recupera con la Juve. A preoccupare Pioli, oltre al risultato, e la prestazione di una squadra che sembra aver perso la spinta della prima parte di campionato. Ritmo lento nel primo tempo, qualche accelerazione, poi su errore di Theo Hernandez Quagliarella pesca il jolly del vantaggio. Andre' Silva ingenuo si fa ammonire la seconda volta, il Milan va in forcing e trova nei minuti finali il pari con Hauge, sfiorando la vittoria con un palo di Kessie.

Atalanta-Udinese

E' implacabile invece l'Atalanta di Gasperini, che temeva il rientro dalle nazionali. Con l'Udinese decisivo ancora Muriel, una doppietta nel primo tempo lo fa salire a quota 18 gol e spiana la partita ai bergamaschi, anche se i friulani non mollano. Pereyra allo scadere del primo tempo la riapre, Zapata allunga di nuovo, poi il 3-2 di Stryger Larsen ridà speranze, ma l'Atalanta gestisce per la vittoria finale che la porta a -2 dal Milan.

Napoli-Crotone 4-3 (Ansa)

Napoli-Crotone

Segna, soffre e alla fine vince il Napoli, ma il Crotone se la gioca fino in fondo: Insigne e Oshimen in 3' incanalano la partita, Simy accorcia, Mertens sfodera una punizione alla Maradona per il 3-1 e sembra finita; ma la ripresa e' da fuochi d'artificio, Simy di nuovo e un erroraccio di Maksimovic per Messias danno al Crotone il pari. Al 4-3 di Di Lorenzo a 18' dalla fine la squadra di Cosmi non ha più forza per reagire. Ora col recupero di mercoledì in casa Juve Gattuso ha la possibilità di consolidare il ruolo di pretendente Champions.

Sassuolo-Roma

Scivola lontano dalla zona alta la Roma di Fonseca, due volte in vantaggio a Reggio Emilia e due volte raggiunta. Non basta l'emergenza difensiva a motivare le due amnesie che danno a Traorè prima e Raspadori nel finale le occasioni del pareggio.

Lazio-Spezia

Così la Lazio sorpassa al sesto posto, e con una partita in meno. All'Olimpico i bianconcelesti rendono omaggio al Primavera Guerini, morto in un incidente d'auto, poi in campo soffrono 45' e la sbloccano con Lazzari in apertura di ripresa. Splendida la rovesciata di Verde per l'1-1, una trattenuta su Caiceido vale il rigore col Var per il 2-1 finale, ma la scelta dell'arbitro innervosisce gli ospiti e un paio di risse nel recupero costano due rossi ai laziali, Lazzari e Correa nell'ordine.

Genoa-Fiorentina

Due pareggi anche nella zone salvezza: a Marassi apre Destro pareggia Vlahovic, mentre Ribery si fa espellere per un fallaccio su Zappacosta e Genoa e Fiorentina si dividono la posta come Benevento e Parma, protagonisti di un botta e risposta: apre Glik pareggia Kurtic, a Ionita replica Man.

Cagliari-Verona

Il Verona vince a Cagliari 2-0 con i gol di Barak e Lasagna. E i rossoblù di casa, che erano già nei guai, sprofondano: la gara con l'Hellas era considerata una tappa fondamentale per la rincorsa salvezza. E invece due gol e tre punti vanno ai gialloblù. Verona a quota 41, virtualmente salvo: d'ora in poi può solo pensare a togliersi altre soddisfazioni. Una vittoria meritata: la squadra di Juric (espulso nel finale per un'espressione blasfema, ma l'allenatore croato si è subito scusato) ha giocato meglio nel primo tempo. E ha raccolto i frutti nella ripresa.