Ira Totti contro la società: "Addio alla Roma, mai coinvolto. Allo stadio? Sì in Curva Sud con De Rossi". La diretta

Dal giorno in cui entro' nelle giovanili della Roma, a 12 anni 'scippato' alla Lazio che lo aveva preso dalla Lodigiani, fino al divorzio di oggi e' stata una parabola fatta di gol e classe, cadute e polemiche, tutto nel segno della Roma e di Roma

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"Ho annunciato con una mail al Ceo della societa', oggi, le mie dimissioni da dirigente della Roma. E' un giorno che speravo non sarebbe mai arrivato": cosi' Francesco Totti, dal salone d'Onore del Coni, ha ufficializzato il suo addio alla Roma.  "Non e' colpa mia", così Francesco Totti accusa la società "Dico che non è stata colpa mia - ha spiegato l'ex capitano giallorosso - perché non sono mai stato coinvolto in un progetto tecnico. Il primo anno ci poteva stare, ma poi mi ero fatto delle idee chiare".

"Pronto a tornare con altra proprietà"

"Il mio è un arrivederci, non è un addio alla Roma perché vista dall'esterno è impossibile tenere fuori Totti dalla Roma. Mi dà fastidio e da romanista non penso che possa succedere. Adesso prenderò altre strade, e nel momento in cui un'altra proprietà punterà forte su di me io sarà sempre pronto", ah speigato. "Il futuro? Nel prossimo mese valuterò le tante offerte che mi sono arrivate - ha aggiunto - e sceglierò col cuore quella che più mi si addice".

"Gli americani volevano i romani fuori"

"È sempre stato un pensiero fisso di alcune persone di levare i romani dalla Roma. Alla fine è prevalsa la verità, sono riusciti a ottenere quello che volevano". Così Francesco Totti nella conferenza stampa di addio alla società giallorossa. "Anche da 8 anni a questa parte - specifica l'ex capitano romanista - quando sono entrati gli americani, hanno cercato in tutti i modi di poterci mettere da parte. Man mano che passavano gli anni hanno cercato di farlo in tutti i modi, hanno voluto questo e alla fine ci sono riusciti".

"Alla fine l'ultima parola è di Baldini"

"Il mio rapporto con Franco Baldini? Non c'è mai stato un rapporto e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è normale che ci sono degli equivoci e dei problemi interni alla società. Uno dei due doveva scegliere, e mi sono fatto da parte io perché troppi galli a cantare non servono in una società, fanno solo casini e danni. E alla fine quando cantavi da Trigoria non lo sentivi mai il suono, l'ultima parola spettava sempre a Londra. Era inutile dire cose fare, l'ultima parola spettava ad altri, perciò era tempo perso".

"L'unico che ho chiamato è Conte"

"Fienga me l'ha detto tre mesi fa che mi avrebbe fatto fare il direttore tecnico, che sarebbe il ruolo che preferisco maggiormente. Ma quando si ha una persona che sistematicamente mette i bastoni tra le ruote, io non sono stupido. Se io adesso non avessi voluto Fonseca? Il direttore tecnico esprime pareri importanti su queste questioni. Se mi avessero chiamato prima di scegliere l'allenatore e mi avessero interpellato e mi avessero mostrato fiducia, cosa che non hanno mai fatto, io sarei rimasto. Con Conte è successo perché io e Fienga eravamo convinti che fosse l'unico capace di cambiare la Roma, aveva dato l'ok ma poi ci sono stati problemi che l'hanno convinto a cambiare idea. Quando abbiamo contattato Conte la decisione era solo frutto di un confronto tra me e Fienga".

"Andrò allo stadio? Sì, in Curva Sud con De Rossi"

"Se vado allo stadio l'anno prossimo? Certo che ci andrò, sono sempre tifoso della Roma. Anzi, sapete che faccio? Prendo Daniele e insieme andiamo a vedere una partita in Curva Sud, sempre che non va a giocare da qualche altra parte". Francesco Totti risponde così nella conferenza stampa di addio alla Roma a chi gli chiede se in futuro andrà comunque allo stadio a tifare per i giallorossi".

"Con Malagò presidente Roma tornerei di sicuro"

"Se Malagò un giorno dovesse diventare presidente della Roma di certo mi chiamerà. Anche perché tutti dicono che è mio amico, quindi avrò tutte le porte aperte, avrò un po' più di fiducia e di potere".

"Le cose belle? Roma, il mare, la montagna e i tifosi"

Se un domani un calciatore le dovesse chiedere se è il caso di andare alla Roma, che gli direbbe?
Totti: Direi la verità, gli direi come stanno le cose, belle e brutte. Poi la decisione spetta a lui. Le cose belle sono la città, il mare, la montagna e i tifosi, che sono i più belli di tutti.