Da riserva di Higuain a rivale di CR7: ecco la storia del "Vitello" Zapata

A Napoli era chiuso dal "Pipita", a Udine Delneri lo definì "scarpone" oggi Gasperini lo esalta: "E' un giocatore che fa la differenza". La storia del bomber colombiano

Duvan Zapata (foto Ansa)
Duvan Zapata (foto Ansa)
di Redazione Tiscali Sport

"Un giorno tornerò a Cali". La promessa di Duvan Zapata è più un atto d'amore che un concreto progetto futuro. Cali nell'immaginario collettivo, grazie alla serie tv Narcos, è la città del "Cartello della droga" gestito dai fratelli Gilberto e Miguel Rodríguez Orejuela. Ma per Duvan è altro. Per l'attaccante colombiano, Cali è solo l'America ovvero la "Sociedad Anónima Deportiva América", un dolce ricordo e un mezzo di riscatto per una infanzia trascorsa dietro un pallone in un quartiere difficile. Los diablos rojos, i "Diavoli Rossi", hanno adottato questo ragazzino possente e l'hanno fatto crescere, calcisticamente parlando. Il suo allenatore Willy Rodriguez gli ha dato anche il soprannome di "El Ternero" ("Vitellino"), che ancora si porta dietro. Quando l'America è retrocessa, Zapata è emigrato in Argentina.

L'Argentina, il suggerimento a Benitez e lo scontro Napoli-Sassuolo

All'Estudiantes, la squadra del presidente Juan Sebastián Verón, ha trovato l'uomo che gli regalerà il biglietto per l'Italia. Si chiama Mauricio Pellegrino, è l'allenatore del club di La Plata, ma soprattutto è stato il vice-allenatore di Rafa Benítez all'Inter e al Liverpool. Pellegrino dà un consiglio di calciomercato al suo vecchio mentore che nel 2013 allena il Napoli: "Vuoi un attaccante? Prendi Zapata". Benitez scrive il nome nella "lista della spesa" e il presidente De Laurentiis apre la trattativa con l'Estudiantes ma scopre che è stato anticipato dal Sassuolo. I neroverdi hanno un precontratto firmato con il colombiano e "chiedono correttezza". Alla fine, anche su esplicita richiesta del giocatore, Zapata passa al Napoli per 7.5 milioni di euro.

"Pipita" intoccabile, l'addio al Vesuvio e Udine

Ma al Napoli trova la strada sbarrata da un certo Gonzalo Higuain. Il "Pipita" è intoccabile e Zapata comprende subito che deve rassegnarsi al ruolo di "sostituto". "Al Napoli Higuain è stato uno dei miei maestri, che spettacolo i suoi movimenti", confesserà dopo l'addio alla città del Vesuvio. La vita del "bomber di scorta" si complica con l'arrivo di Maurizio Sarri in panchina. Il tecnico toscano non ama il turn over, in attacco gioca sempre Higuain e Zapata prepara la valigia. "Sono stato emarginato da Sarri perché così gli aveva detto di comportarsi la società", dirà poi. Marcelo Ferreyra, agente del bomber, parla chiaro: "Deve andare in una squadra che lo faccia giocare". Zapata entra nelle discussioni tra il ds azzurro Giuntoli e l'Udinese per Allan. Il brasiliano va a Napoli, il colombiano (con un prestito biennale) a Udine. Il tecnico Gigi Delneri lo definisce uno "scarpone". Ma con i friulani gioca con una certa continuità e nella stagione 2016-17 segna 10 gol in 31 partite.

L'acquisto più costoso della storia della Samp

L'apprendistato in Friuli è finito, ma il ritorno a Napoli è amaro. "Sono stato male per due mesi. Ero fuori squadra e mi allenavo da solo. Il presidente voleva cedermi alle sue condizioni", racconta il colombiano. Zapata finisce a Genova sponda sampdoriana. Per la società genovese è l'acquisto più costoso della storia: 21 milioni di euro, divisi fra prestito iniziale di 3 milioni, obbligo di riscatto a fine stagione fissato a 17 milioni e " bonus" di un milione di euro in caso di doppia cifra nella classifica marcatori. Il rapporto con il tecnico Giampaolo spesso è difficile. A febbraio Zapata esplode di rabbia dopo una sostituzione e forse la sua esperienza a Genova finisce lì. A fine stagione chiude con 11 reti all'attivo in 31 presenze. "La Samp ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di dimostrare chi sono. A Genova sono rinato. Giampaolo mi ha messo nelle condizioni di esprimere le mie qualità", dirà l'attaccante.

L'Atalanta e la sfida lanciata a CR7 

Addio Genova e trasferimento a Bergamo. L'Atalanta mette sul piatto 24 milioni (12 milioni per il prestito biennale e altri 12 per il riscatto) e affida Duvan nelle mani di Gasperini. L'avvio di Zapata non è dei migliori. Resta "a secco" per dieci giornate poi dal gol al Bologna non si ferma più: gol al Napoli, la tripletta all'Udinese, il gol alla Lazio, al Genoa, la doppietta prestigiosa contro la Juventus, la rete al Sassuolo fino al poker contro il Frosinone. Quattordici reti in 20 giornate di campionato, lo stesso score di Cristiano Ronaldo della Juventus. Il colombiano dell'Atalanta diventa l'uomo del giorno. E "Gasp" ammette: "In questo momento sta facendo la differenza è cresciuto tantissimo. Merito suo. Ad inizio stagione le cose non andavano bene ma è rimasto sereno ed ha lavorato forte". Un avvio difficile e poi la resurrezione ovvero la costante della vita di Zapata. Come quando, da piccolo, reagì alla morte della mamma aggrappandosi con forza al sogno di diventare un campione di calcio.