L'Inter celebra il Triplete del 2010. Mou: "Ecco perché andai via". Moratti: "Fu doloroso ma giusto"

L'ex presidente: "Fu un epilogo giusto o per lo meno rispondente alle ambizioni personali". Il portoghese: "Non potevo dire ancora no al Real Madrid" (Per vedere il video disattivare l'AdBlock)

di Redazione Tiscali Sport

Scudetto, Coppa Italia e Champions Legue ovvero il "Triplete". L'Inter celebra oggi l'anniversario del prestigioso tris di trofei raggiunto nella stagione 2009-10 sotto la guida di Josè Mourinho. Una squadra fortissima con il "Principe" Milito in attacco al fianco di Samuel Eto'o e poi Stankovic, Sneijder, capitan Zanetti, Julio Cesar in porta, Maicon e Cambiasso. Tutti nomi entrati nella leggenda e nel cuore dei tifosi nerazzurri. Tante cose sono cambiate in dieci anni: Massimo Moratti non è più il presidente della società, José Mourinho non ha più allenato i nerazzurri dopo quella vittoria e Javier Zanetti è passato dal ruolo di capitano a quello di vicepresidente.

Moratti: "Giusto l'addio di Mou, ma sbagliai il suo successore"

"Penso che orgoglio, tenacia e umiltà siano stati i valori della nostra Champions - ha detto Massimo Moratti  -. Crederci sempre, anche nelle difficoltà, anche in momenti difficili o drammatici come a Kiev contro la Dinamo o al Camp Nou contro il Barcellona. Hanno contato l'esperienza del gruppo storico, la classe dei nuovi innesti e la capacità di un tecnico speciale". L'ex presidente ricorda con rammarico l'addio di Josè Mourinho: "Oggi credo che, tutto sommato e per quanto strano, fu un epilogo giusto o per lo meno rispondente alle ambizioni personali di un uomo che non puoi frenare o ostacolare". "Purtroppo fu meno giusto il dopo, la scelta dell'immediato successore che per quanto bravo non si sposò con la squadra", ha aggiunto Moratti parlando di Rafa Benitez.

Mourinho: "L'addio? Avevo già deciso dopo le semifinali di Champions"

I tifosi volevano la conferma di Mourinho, ma Moratti non riuscì a trattenere il portoghese che finì al Real Madrid. "Io volevo andare al Real Madrid che mi voleva già l'anno prima - detto il tecnico -, andai a casa di Moratti a dirglielo e lui mi fermò. Al Real avevo già detto 'no' quando ero al Chelsea, al Real non puoi dire no per tre volte". "Avevo deciso di lasciare l'Inter già dopo la seconda semifinale con il Barcellona, perché sapevo che avrei vinto la Champions League - ha raccontato Mourinho -. Moratti l'avevo preparato: senza bisogno di parole, la temperatura del nostro abbraccio in campo gli fece capire cosa volevo. Mi disse: 'Dopo questo, hai il diritto di andare'. Era il diritto di fare quello che volevo, non di essere felice: e infatti sono stato più felice a Milano che a Madrid".