Inter, il cuore e la grinta per evitare il disastro: Parma raggiunto e battuto in extremis. Guarda i gol

Nella partita che ha chiuso la 28ma giornata i nerazzurri soffrono e giocano male, messi sotto dai padroni di casa. A dieci minuti dalla fine la svolta

TiscaliNews

L'Inter forse più brutta della stagione mette una pezza ad una gara che poteva essere quella del disastro stagionale. Detto che il Parma è uno dei peggiori avversari che ci si possa trovare di fronte, la squadra di Conte (relegato in tribuna e sostituito in campo dal secondo Stellini) è andata sotto di un gol al quarto d'ora del primo tempo e ci ha messo settanta minuti abbondanti a ritrovarsi e ribaltare il risultato. C'è tutto il cuore e la grinta dell'allenatore neroazzurro, ma i problemi di gioco, di continuità, i cali di attenzione e gli svarioni (gravi quelli in difesa) restano e sono un campanello d'allarme. I punti di distacco dalla capolista Juve restano quindi otto, in mezzo c'è una Lazio pure quella fiaccata dai mesi di lockdown ma che però continua a macinare punti e stare in coda ai bianconeri. E Conte ha più di una grana da risolvere.

Gervinho, sempre lui

Se c'è una attaccante che quando vede maglie nerazzurre si esalta, questo è Gervinho. Non fa eccezione stavolta nello stadio di casa. Un Parma messo bene in campo, ordinato, aggressivo, fa ballare subito la retroguardia interista, mangiandosi sulla fascia un evanescente D'Ambrosio e "scherzando" Candreva, mandato letteralmente a farfalle con la finta che apre la strada al gol del vantaggio, un bolide che si insacca alle spalle di Handanovic. Comincia subito in salita la gara dell'Inter, con l'aggravante della marcatura stretta che innervosisce e fa sparire Eriksen. Pure Biraghi è lento e ritardatario, Godin (suo un bel colpo di testa) è macchinoso e spesso falloso. Il Parma grazia la squadra di Conte sbagliando il possibile raddoppio con Kulusevski e Cornelius. Si va negli spogliatoi con la peggiore delle sensazioni.

I cambi e la svolta

Così non si va da nessuna parte, Conte cambia e mette dentro Moses al posto di Candreva, l'altro esterno inglese Young per Biraghi e Sanchez che sostituisce Eriksen. Le cose migliorano ma non molto, ora c'è una manovra più convinta e con maggiore pressione sulle fasce, ma si arriva all'84mo per vedere un'azione da Inter che ancora ha pretese di scudetto ed Europa League. Lo spuntato settore offensivo (con Lautaro mobile ma impreciso e Lukaku a cui la palla non arriva quasi mai) viene rimpiazzato dai difensori. Nei fatti, è Lautaro a servire l'assist di testa a De Vrij che la butta dentro. Poi è il Parma ad agevolare l'Inter, con Kucka che prima protesta e poi manda "affa" l'arbitro Maresca, beccandosi il rosso e lasciando i padroni di casa in dieci. Tre minuti dopo l'Inter completa una sofferta rimonta, con Moses finalmente vivave che sfonda a destra e serve un bel lancio per la testa di Bastoni che non sbaglia. Tre punti d'oro, fra tante perplessità che bisogna risolvere. Alla svelta. Perché le altre corrono, dalla Juve alla Lazio, dall'Atalanta e un Milan redivivo.

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