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Non solo un trionfo sportivo per l'Inter: ecco quanto valgono lo scudetto e la seconda stella

I diritti tv della Serie A porteranno circa 100 milioni e le sponsorizzazioni altri 76 milioni. Bilancio con perdita dimezzata rispetto alla passata stagione

di Tiscali Sport   
Federico Dimarco  esulta per lo scudetto (Ansa)
Federico Dimarco esulta per lo scudetto (Ansa)

"Vincere facendo i debiti significa barare. L'Inter sta barando? Si". Il duro commento di Arrigo Sacchi di qualche settimana fa ha fatto discutere, ma è vero che lo scudetto, che vale la seconda stella, porta a un miglioramento per le casse nerazzurre. In attesa venga definita ufficialmente la situazione legata al presidente Steven Zhang e al rifinanziamento con Oaktree (con il fondo Pimco pronto a garantire circa 400 milioni al presidente nerazzurro per ripagare il proprio debito), il club può guardare con maggiore fiducia al futuro pure in termini economici. Restano lontani i tempi delle spese folli dell'era Moratti, ma cercare di unire competitività e sostenibilità dovrebbe essere più facile per i dirigenti di Viale della Liberazione.

Perdita dimezzata rispetto alla passata stagione

Dopo aver chiuso il bilancio in rosso di 85 milioni nella passata stagione, nell'esercizio 2023/24 la perdita dovrebbe dimezzarsi, nonostante i minori ricavi dalla Champions League vista l'eliminazione agli ottavi rispetto alla finale del 2022/23. A far salire il fatturato, oltre alle plusvalenze per le cessioni di Onana e Brozovic la scorsa estate, saranno in particolare i diritti tv della Serie A (atteso incasso da circa 100 milioni di euro rispetto agli 87 della annata precedente) e le sponsorizzazioni, con accordi per un valore pari a 76 milioni rispetto ai 53 del 2022/23, cifra inoltre che non comprende i bonus per la conquista dello scudetto.

I bonus e la chiusura del bilancio

Dal punto di vista dei costi, il bonus garantito alla squadra dovrebbe aggirarsi intorno ai tre milioni di euro, mentre poi ci sono anche i bonus all'interno dei singoli contratti: nel 2021/22 l'Inter ha pagato circa 30 milioni in premi di rendimento, scesi a 24 milioni nel 2022/23. Il mercato della scorsa estate ha portato tuttavia a minori costi per circa 30 milioni tra stipendi e ammortamenti, tanto che i conti al 30 giugno prossimo potrebbero avvicinarsi anche all'utile a livello operativo: tuttavia, il peso dei circa 40 milioni legati a oneri e interessi finanziari porterà il bilancio a chiudere con una perdita intorno ai 50 milioni

Il Mondiale per Club e i ricavi minimi della nuova Champions

La prospettiva poi è quella di un ulteriore miglioramento nelle stagioni seguenti, anche grazie al Mondiale per Club i cui ricavi (che la Fifa tuttavia non ha ancora ufficializzato), visto che si giocherà tra giugno e luglio 2025, dovrebbero essere spalmati su due bilanci, una parte cioè sui conti al 30 giugno 2025 e una parte su quelli al 30 giugno 2026. Inoltre, a spingere il fatturato ci sarà la nuova Champions League, con ricavi minimi ancora prima di scendere in campo pari a circa 50 milioni (quest'anno con la qualificazione agli ottavi l'Inter ne ha incassati 65) solo di premi Uefa, oltre alla crescita in ambito commerciali: per il 2024/25 infatti sono stati contrattualizzati già 72 milioni di ricavi da sponsor, in attesa dei nuovi accordi per lo sponsor di maglia (con Betsson in pole) e di manica, senza considerare anche l'aspetto del merchandising legato alla seconda stella. La strada intrapresa, quindi, resta quella del riequilibrio dei conti, anche per rispettare i paletti del nuovo Fair Play Finanziario della Uefa: lo scudetto non può che aiutare.

di Tiscali Sport   
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