[L’analisi] La Juve vince ma è stremata e finita. E il Napoli si prenderà lo scudetto grazie alla Roma

La Signora va piano e va male. L’esito del campionato passerà dall’Olimpico per la sfida contro la Roma, che pure è un po’ più forte di questa Inter. La verità è che il calendario è ancora a favore del Napoli. Deve solo continuare a crederci

[L’analisi] La Juve vince ma è stremata e finita. E il Napoli si prenderà lo scudetto grazie alla Roma

Con un finale thrilling, Madrid all’incontrario, la Juventus ha ripreso se stessa allo scadere del gong, quando ormai sembrava alla fine della corsa, castigata proprio dalla Grande Nemica dei tempi andati, quella che assieme a calciopoli l’aveva buttata indietro, lontano per qualche anno dal calcio che conta. Solo che sarebbe sbagliatissimo fermarsi al risultato. E’ vero che non bisogna mai dare per morta la Juve, e soprattutto questa Juve, ma i 95 minuti e spiccioli della sfida di San Siro dicono tante altre cose, e dicono che i bianconeri sembrano ormai stremati, capaci di tirare fuori le ultime energie soltanto raschiando il fondo del barile. Non ha giocato bene, non ha giocata da squadra, ma soprattutto è apparsa stanca, quasi scarica, sempre sottoritmo, schiacciata e umiliata da una ottima e coraggiosa Inter che l’ha messa alle corde sul ring, tempestandola come si fa con un pugile suonato, benché giocasse quasi tutta la partita in dieci uomini. La verità è che l’Inter aveva strameritato, che la Juve è in riserva, ha finito le batterie non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Fino all’ottantanovesimo minuto, chiunque di noi era convinto che la botta di Madrid non era ancora stata digerita.

La Juve va piano e va male

Certo, le sostituzioni di Allegri hanno ribaltato ancora una volta l’andamento dell’incontro, alzando i ritmi, perché i bianconeri sembravano fino a quel momento camminare in campo. Nonostante questo, non parevano ancora in grado di meritare il pareggio. Non è un caso che proprio due minuti prima del gol di Cuadrado che ha riacceso le speranze, su una palla persa da Douglas Costa, Allegri si sia girato sconsolato verso la panchina, allargando le braccia in un gesto di rassegnazione mentre mormorava ai suoi collaboratori che «ormai è finita». La Juve va piano e va male, questa è la verità. Anche quand’era in vantaggio sull’uno a zero, è apparsa incapace di dominare gli avversari, ridotti in dieci uomini per l’espuslione di Vecino.

Il motore di una squadra che vuole vincere il campionato deve correre molto di più, ed è un fatto inoppugnabile che solo quando sono usciti Kedhira e Pianic, i bianconeri abbiano ripreso un po’ di vigore. Poi è anche vero che alcuni segnali particolari sembrano scritti dal destino. Higuain è tornato al gol dopo 710 minuti di astinenza. E il contestatissimo Dybala, assente nella grande partita di Madrid e purtroppo per la Juve presente nella bruttissima di Torino contro il Napoli, è stato decisivo con il suo ingresso in campo. Con una squadra così stremata solo le sue stelle possono tirarla fuori dalle sabbie mobili.

Dire che gli episodi decidono molte volte il risultato è un luogo comune che lascia il tempo che trova. Solo che ogni tanto lascia pure il segno. L’espulsione di Vecino probabilmente è stata giusta. La mancata espulsione di Pianic molto meno. E resta il fatto che l’Inter in dieci uomini per 75 minuti ha dominato lo stesso la partita, fino a 180 secondi dal novantesimo, quando inaspettatamente la Juve l’ha ripreso in mano, prima pareggiando e poi sorpassando la rivale. Allegri ha avuto così paura di perdere l’inaspettato regalo del destino, che dopo il gol di Higuain si è precipitato in campo spintonando duramente Dybala e Higuain e urlando come un forsennato ai suoi di smetterla lì di fare festa, al punto che Orsato s’è visto costretto a cacciarlo subito negli spogliatoi: «Mancavano cinque minuti di recupero e un minuto e mezzo al novantesimo e i miei continuavano da abbracciarsi felici fra di loro. Ricordando quello che è successo contro il Napoli e a Madrid gli ho detto che dovevano finirla lì e pensare a stare concentrati sino al termine della partita».

E il Napoli si prenderà lo scudetto grazie alla Roma

Anche questo che piaccia o no, è un altro segnale. Allegri sa che i suoi uomini hanno quasi finito le energie. E noi sappiamo che questo risultato per come è stato ottenuto ha tenuto viva la Juventus. Ma non ha cambiato l’esito del campionato. Che passerà dall’Olimpico per la sfida contro la Roma, che pure è un po’ più forte di questa Inter. Non sempre la buona stella si ricorda di prenderti per mano. Ha un mucchio di altre cose da fare, non può pensare a te tutte le volte. La verità è che il calendario è ancora a favore del Napoli. Deve solo continuare a crederci.