Il rigore fallito, il cartellino rosso e la sfida persa con CR7, ma non è stata solo la voglia di vendetta a tradire Higuain

Il "Pipita" chiede scusa e si difende: "Non siamo robot, non deve capitare più". Poi la frecciata alla Juve: "La decisione dell'addio non è stata mia"

di Redazione Tiscali Sport

Scaricato dalla Juve in estate, espulso nel big match di San Siro dopo aver fallito il rigore che avrebbe regalato al Milan il pareggio e battuto ancora una volta da Cristiano Ronaldo. Il dramma calcistico di Gonzalo Higuain si è consumato in meno di novanta minuti. Troppa forte la voglia di vendetta nei confronti dei bianconeri, che con l'arrivo di Cristiano Ronaldo avevano dato il benservito al "Pipita". Un film già visto a Madrid con l'argentino "sacrificato" dalle merengues per la difficile convivenza con il fantasista portoghese. Il bomber argentino  è sceso in campo con i cerotti e il desiderio di cancellare a suon di gol la cessione ai rossoneri, esattamente come aveva fatto nelle sfide contro il Napoli dopo il passaggio alla Juve.

Il "Pipita" invece finisce sul banco degli imputati

Ma l'ansia da prestazione e il rigore parato da Szczesny hanno fatto saltare i nervi di Higuain. L'espulsione e poi la beffa del gol di Cristiano Ronaldo che ha zittito i tifosi rossoneri. CR7 vince la sfida a distanza con l'argentino e dà ragione alla dirigenza della Juve. Il "Pipita" invece finisce sul banco degli imputati con l'accusa di "non essere mai determinante nelle gare decisive". Così come era accaduto dopo la finale dei Mondiali del 2014 vinti dalla Germania. Allora fu un gol mancato a marchiare per sempre il bomber. Messi si presentò davanti ai tifosi e si caricò sulle spalle le responsabilità di tutta la squadra ("Io, il "Pipa" Higuaín e Rodrigo Palacio non siamo riusciti a metterla dentro", disse) ma come ha ricordato l'ex campione del mondo 1986, Jorge Valdano, "i tifosi gli rimproverano ancora il gol sbagliato al Mondiale, un gol che avrebbe cambiato tutto".

"Non siamo robot, ma questo non spiega nulla"

Questa volta non c'è una finale mondiale persa, ma una sfida di campionato che ha premiato una Juve stellare contro un Milan modesto e martoriato dagli infortuni. Ma il "Pipita" ha le sue, grandi, responsabilità e le scuse sono più che dovute. "Voglio chiedere scusa alla squadra, ai tifosi e al mister per la reazione che ho avuto. L'arbitro sa cosa gli ho detto e credo che a volte debbano capire le situazioni. Però la decisione è stata questa e chiedo di nuovo scusa", ha detto Higuain. "Quando giochi contro squadre in cui hai giocato in precedenza l'emozione è diversa - ha spiegato l'attaccante -, però mi prendo le mie responsabilità e questo non deve capitare più. Avevo sbagliato il rigore, stavamo perdendo e non siamo robot, ma questo non spiega nulla. Ho un bellissimo rapporto con i giocatori della Juventus ed è stato bello che tutti si sono avvicinati per fermarmi. E' stata una gara storta, per me principalmente".

"La decisione dell'addio dalla Juve non è stata mia"

Ma il "Pipita" ha parlato anche dell'addio alla Torino bianconera consumato il 1 agosto 2018. Prestito oneroso da 18 milioni con diritto di riscatto per il Milan fissato a 36 milioni, il ritorno alla Juve di Bonucci e l'approdo in rossonero di Caldara. "Tutti sanno quello che ho fatto e quello che ho vinto alla Juventus, e la decisione dell'addio non è stata mia - ha detto Higuain -. Poi è arrivato il Milan che mi ha voluto e ho scelto il Milan". Ma al Milan sente di avere troppe responsabilità? "Sì, senza dubbio - ammette il bomber argentino -. Ma io sono una persona e un giocatore molto emozionale e qualche volta non è difficile controllare i sentimenti. A volte dovrei reagire di meno, ma sono fatto così. Sono consapevole del fatto che siamo anche un esempio per i bambini e la mia reazione non è stata quella giusta".

Szczesny gli indica dove tirare, Higuain sbaglia il rigore 

Pesa come un macigno il rigore fallito contro Szczesny che gli ha indicato dove tirare il penalty e poi l'ha parato deviandolo sul palo. "Ho voluto calciare il mio solito rigore, lui (Szczesny ndr) sa che è quello e io pensavo che aspettasse invece è partito prima e per quello lo ha preso. Comunque ha fatto una grandissima parata. I rigori li sbaglia chi li calcia, sentivo la fiducia di andare sul dischetto e l'ho tirato. Ora dobbiamo guardare avanti e riflettere sul fatto che abbiamo tenuto testa a una squadra fortissima".