Gattuso, Kalinic e Bonucci: ecco la verità di Montella sul fallimento al Milan

L'ex Aeroplanino racconta la sua esperienza al Milan: "Bonucci capitano per decisione della società, Kalinic il massimo con quel budget". E attacca Gattuso

Gattuso, Kalinic e Bonucci: ecco la verità di Montella sul fallimento al Milan
TiscaliNews

La palla di Kalinic non entra, il Milan pareggia in casa contro il Torino e finisce l'esperienza di Vincenzo Montella al Milan. L'avventura dell' "Aeroplanino" sulla panchina rossonero è termianta poco più di un anno fa (era il 27 novembre 2017) dopo le numerose critiche ricevute per non aver saputo sfruttare al meglio la squadra nata da un mercato estivo fatto senza badare a spese. In estate Fassone-Mirabelli avevano preso dalla Juventus Leo Bonucci e poi Andrè Silva, Conti, Calhanoglu, Ricardo Rodriguez, Musacchio, Biglia, Kessie, Kalinic, A.Donnarumma e Borini. Dopo il suo esonero e l'arrivo di Gattuso in panchina, Montella aveva dichiarato: "Colpa di tutti, mia per la parte tecnica".

"Gattuso sta facendo bene ma non è giusto toccare le mie competenze"

Oggi il tecnico è tornato a parlare del velenoso addio al Milan e non ha risparmiato critiche al suo "successore", Gennaro "Ringhio" Gattuso. "Non ci siamo mai sentiti - ha detto alla Gazzetta dello Sport -. Ho solo voluto dirgli che stava sbagliando a insistere sulla preparazione atletica nelle sue interviste, si stava esagerando su un aspetto che mi tocca profondamente. Lui sta facendo bene ma non è giusto toccare le mie competenze. Ho cinque sei anni di esperienza in più di Serie A, penso di avere conoscenze maggiori di chi dice certe cose: dati alla mano sfido chiunque in un confronto pubblico sul tema. Un conto è quanto corri, un altro l’intensità che ci metti". "Gattuso ha dimostrato di essere un bravo allenatore, sta facendo un buon lavoro, ma quando mi vengono toccate le mie competenze allora ci rimango un po' male", ha ribadito il tecnico napoletano.

"Bonucci capitano per decisione della società" 

Nell'estate del 2017 il Milan annunciò l'acquisto di Leo Bonucci, colonna della Juve e della Nazionale. Accordo con la Juve per 40 milioni senza contropartite tecniche, per il difensore 7,5 milioni (più 2,5 di bonus) per 5 anni e la fascia di capitano. "La società aveva promesso a Bonucci la fascia di capitano. Io al ragazzo dissi telefonicamente che si poteva essere capitani anche senza la fascia, a volte lo si è anche di più - ha detto Montella -. Poi mi sono preso del tempo, era una scelta che volevo fare io. Con il nuovo corso, poi, la società tra virgolette mi costrinse, ma ero d'accordo, a dare la fascia di capitano a un nuovo calciatore e io questa scelta l’ho avallata perchè la nuova proprietà ha diritto di poter scegliere il proprio capitano. Ero indeciso tra Bonucci e Biglia, ne parlai anche con Lucas ma non era entusiasta, perchè probabilmente aveva avuto esperienze negative in passato. Quindi la scelta fu facile alla fine".

"Con il budget a disposizione Kalinic era la prima scelta"

C'è stato poi l'acquisto di Kalinic, fischiato più volte dai tifosi rossoneri e poi ceduto all'Atletico Madrid. "Stavo trattando Aubameyang, che aveva un costo importante, ma per Montella la prima scelta era Kalinic. Io da questa situazione ero pressato perché dovevo ascoltare anche il mio allenatore", ha detto recentemente l'ex responsabile di mercato Massimiliano Mirabelli. Montella difende Kalinic. "E' un giocatore a me graditissimo, era la prima scelta, sulla carta un titolare rispetto ad André Silva che a inizio stagione era un’alternativa alla prima punta. Poi chiaramente le cose si evolvono. L’attaccante è stato comprato alla fine del calciomercato: siamo stati vicini a Morata, a Batshuayi. Alla fine con il budget a disposizione era difficile prendere un attaccante più forte di André Silva, che non so neppure quanto sia stato pagato".