"Non posso essere l'unico responsabile": Ancelotti impone il ritiro al Napoli

La sconfitte interna con il Bologna e i fischi del pubblico ma il tecnico avverte i giocatori: "Se la squadra mi aiuta bene, altrimenti li troverò da solo"

di Redazione Tiscali Sport

Una breve tregua con il Liverpool in Champions League, ma poi la crisi del Napoli è esplosa ancora una volta. Da nove anni i partenopei non andavano così male e i fischi del pubblico del San Paolo dopo la sconfitta interna con il Bologna sono più che giustificati. Settima posizione in classifica con un ritardo di 17 punti sull'Inter capolista e 16 sulla Juve seconda. Dopo le polemiche infinite per l'ammutinamento dei calciatori, il silenzio stampa, le multe, le riunioni e le promesse, non si riesce a raddrizzare una stagione negativa. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha scelto la linea dura, l'ha portata avanti, ma non ha raggiunto gli obiettivi sperati eccezion fatta per la buona prestazione di Anfield. Qualche campione potrebbe lasciare la società già nel mercato di gennaio (Mertens, Callejon e Fabian Ruiz).  

Ancelotti: in ritiro da mercoledì

Il Napoli sarà in ritiro dal 4 dicembre fino al match con l'Udinese in programma sabato. Lo ha deciso Carlo Ancelotti che secondo alcune indiscrezioni avrebbe perso la fiducia dei giocatori. E infatti dopo la sconfitta con i rossoblu il tecnico ha parlato chiaramente. "Dobbiamo confrontarci per trovare il modo di uscire da questo lungo momento di difficoltà, che sta diventando davvero troppo lungo. Solitamente è l'allenatore che si prende la responsabilità ma voglio parlare con la squadra, capire cosa pensano e cercare di trovare una soluzione. Sembrava tutto chiuso dopo Liverpool e invece continuiamo a mostrare fragilità. Sento la fiducia di squadra e società ma le cose non vanno bene. Se i giocatori mi aiuteranno bene, altrimenti troverò la soluzione da solo".

"Chi va in campo deve fare di più"

"Il nostro non è un problema di selezione degli uomini ma di un collettivo che non sta funzionando - ha aggiunto l'allenatore -. Oggi avrei potuto giocare con gli stessi 11 di Liverpool ma c'erano giocatori molto stanchi, è un falso problema quello delle rotazioni. Chi va in campo deve fare di più. C'è un rapporto quotidiano con la società, siamo tutti uniti e stiamo tutti soffrendo questo momento delicato, vogliamo risolverlo più in fretta possibile".