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Inter Atalanta Bologna, serie A a 3 punte: crollo Napoli. La Champions salva Milan, e la Coppa Itaòlioa la Juve. Ranieri che miracolo. Le pagelle

Tra le piccole bene Genoa e Lecce. Retrocedono Salernitana, Frosinone e, dopo 11 anni eccellenti, il Sassuolo che paga anche i lunghi infortuni di Berardi

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Inter Atalanta Bologna, serie A a 3 punte: crollo Napoli.  La Champions salva Milan, e la Coppa Ita...
Marotta e Simone Inzaghi (Ansa)

Magica volata dell'Inter, splendida cavalcata dell'Atalanta, imprevedibile exploit del Bologna. Sono le tre punte della serie A che vede carente, ma in Champions, il Milan, la Juve alza la Coppa Italia, alterne Roma e Lazio.
Pessimo il cammino del Napoli che frana dallo scudetto al decimo posto senza Europa. Tra le piccole bene Genoa e Lecce, Ranieri chiude con la salvezza del Cagliari. Retrocedono Salernitana, Frosinone e, dopo 11 anni eccellenti, il Sassuolo che paga anche i lunghi infortuni di Berardi. Questo il pagellone della serie A:

INTER voto 8.5: primo meritato scudetto per Inzaghi con un'annata perfetta in campionato, dominata con la forza del gioco, le motivazioni e della rosa più forte, con Calhanoglu, Di Marco e Lautaro trascinatori. Rammarico per il ko ai rigori con l'Atletico, e col Bologna in Coppa Italia. Migliori attacco e difesa, capocannoniere, due sole sconfitte (col retrocesso Sassuolo). Ora il futuro è da scrivere dopo l'addio di Zhang e l'avvento del fondo Oaktree.

MILAN 6: mercato ingente ma confuso, poi tiene testa all'Inter fino ai derby, si disunisce ed esce da tutte le coppe. Pioli paga colpe non solo sue, poco supportato dai big. Il nuovo tecnico ripartirà da un secondo posto comunque mai in discussione.

BOLOGNA 8: un'opera d'arte firmata Saputo e Thiago Motta. Calcio champagne, rosa valorizzata con l'esplosione di Zirkzee, Calafiori, Ferguson e tanti altri. Bologna ama i suoi eroi e sogna con la Champions di restare grande nel tempo come l'Atalanta, anche senza Thiago Motta.

JUVENTUS 6.5: torneo a singhiozzo. Inizio sprint nonostante le squalifiche di Pogba e Fagioli, lunga crisi, il successo in Coppa Italia con lo strappo traumatico di Allegri, comunque ritorno in Champions e un trofeo di nuovo conquistato.

ATALANTA 8.5: il capolavoro di Gasperini. Vittoria strepitosa in Europa League, finale di Coppa Italia, posto Champions in largo anticipo con una rimonta irresistibile. Koopmeiners, De Ketelaere, Scamacca e Lookman i suoi profeti, senza mai rinunciare al suo gioco ficcante, incisivo e spettacolare. Gasp resta per puntare allo scudetto.

ROMA 6: sintesi del 5 con Mourinho e del 7 con De Rossi. In un Olimpico sempre sold out tante sfasature, nonostante i gol di Lukaku e le perle intermittenti di Dybala. Col nuovo tecnico la svolta, recupero e semifinale in Europa League. Ma la rosa è da resettare.

LAZIO 5.5: sintesi del 4.5 con Sarri e del 6.5 con Tudor. Flop in Champions anche per un mercato modesto, poi poca continuità anche per la crisi di Immobile, le ansie di Luis Albero. Con Tudor aria nuova e molte fiammate, con la conquista almeno di un posto in Europa.

FIORENTINA 6: si chiude il ciclo Italiano, con l'ottimo ruolino europeo con la seconda finale di Conference, un gioco a tratti convincenti, ma troppi alti e bassi e lo choc della scomparsa di Barone. Non molto supportato il leader Nico Gonzalez, troppe sconfitte e tanti gol subiti. La vittoria in Conference cambierebbe in parte il giudizio.

TORINO 6: in crescita lenta lungo gli anni di Juric, manca il salto di qualità preteso da Cairo. Conference in bilico, flessione di Milinkovic-Savic e Sanabria, buon impatto di Zapata, eccellente torneo di Bongiorno e Bellanova.

NAPOLI 4: flop inimmaginabile senza Spalletti, Giuntoli e Kim. De Laurentiis ha fatto scelte insufficienti al mercato e con i tecnici, il resto l'hanno fatto la lunga assenza di Osimhen, l'appagamento di troppi protagonisti, il mancato arrivo di un forte centrale difensivo.

GENOA 6.5: una mina vagante a centroclassifica, con la salvezza mai in discussione, grazie al lavoro di Gilardino, agli spunti e ai gol di Retegui e soprattutto Gudmundsson, la quantità di Frendrup e la qualità di Malinovskyi.

MONZA 6: Stavolta la salvezza è arrivata presto e la squadra si è rilassata. Ottimo il torneo del club di Galliani con grande merito di Palladino in panchina, di Di Gregorio e Colpani in campo. Tutti sembrano sul punto di spiccare il volo altrove, ma la qualità della rosa è comunque valida.

LECCE 6: un inizio molto buono, poi una lunga crisi e un rush felice fino alla salvezza, conquistata da Gotti dopo l'esonero di D'Aversa per una testata a Henry. Bene Falcone, Pongracic. Piccoli e Krstovic.

VERONA 6: quasi spacciata nell'andata, salva in anticipo nonostante la rivoluzione di mercato che ha visto la partenza di Doig, Djuric, Ngonge e Hien. Capolavoro di Baroni che ha bissato il lavoro di Lecce puntando su Folorunsho, Duda, Suslov e i nuovo Swiderski e Noslin. E merito del club che ha dato fiducia al tecnico.

UDINESE 5.5: salva all'ultimo respiro con un gol di Davis, ha rischiato di tornare in B dopo 30 anni. Vittorie con Milan, Juve, Bologna e Lazio mentre scivola con tutte le piccole salvo il rush finale con Cannavaro. Alterni Samardzic, Pereyra e Wallace, bene Lucca.

CAGLIARI 6.5: promozione e salvezza esaltano il lavoro di Claudio Ranieri, nell'anno del doloroso addio a Gigi Riva. Tanta sofferenza, molte lacune, poi il ricorso ai giovani come Luvumbo, Prati, Sulema, Oristanio ha premiato le scelte del tecnico che si è giovato dei gol e dell'esperienza di Lapadula e Pavoletti.

FROSINONE 5: troppi giovani, tanti prestiti, a lungo c'è bel gioco con Di Francesco, ma scende dal centroclassifica e frana alla fine (poteva salvarsi da tre turni), oltre i suoi demeriti. Ottimo Soulè, bene Cheddira, ma la squadra soccombe all'inesperienza.

EMPOLI 5,5: anno balordo con fiammata all'ultimo respiro di Niang. Primo gol all'11/o turno, acuti con Fiorentina e Juve, doppia vittoria con Napoli, punti pesanti con Salernitana, Torino e Sassuolo. Bene Caprile e Cambiaghi, male in tanti.

SASSUOLO 4: retrocede dopo 11 anni di gloria, bel gioco e ricche plusvalenze. Il giocattolo si è rotto anche per i prolungati forfait di capitano Berardi, e nonostante i gol di Pinamonti. Servono un nuovo timoniere e giovani affamati di successi per ricominciare da capo.

SALERNITANA 4: un'interminabile via crucis, col record negativo assoluto di punti (17) e sconfitte (25) frutto di errori di mercato e di gestione, con tre tecnici cambiati. Solo un congedo dignitoso, il 3-3 in casa Milan.

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