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Parte il campionato del dopo Conte e la Nazionale di Mancini. Inter e Roma nella griglia scudetto

Tutti mettono la Juve davanti perché è tornato Allegri. La Roma si presenta ai nastri di partenza con un Mourinho in gran forma. L’Inter ha il problema Suning ma non è completamente tagliata fuori dai giochi

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Josè Mourinho (Ansa)
Josè Mourinho (Ansa)

Dopo la magica estate del 2021, così ricca di premi e cotillon, e anche di medaglie d’oro, riparte un campionato che tanto per cominciare in allegria sarà più povero di quello dell’anno scorso. E non possiamo neanche dire che non siamo i soli a perderci, che siamo tutte vittime del Covid, e che mal comune è mezzo gaudio e queste robe qui, perché Francia e Inghilterra i botti li fanno e continuano a farli a casa nostra, e la Germania cresce restando ferma, perché ha i conti un po’ più solidi e non è così facile andar a fare la spesa dalle loro parti. Solo la Spagna è messa come noi, e forse anche peggio, se si pensa al Barcellona. Ceferin si frega le mani, ma non è una bella notizia. Lo sarà per l’Uefa, e il suo comandante che ha una gran paura di perdere potere e guadagni, non per il calcio. Il Barcellona è un’icona, come l’Ajax è il simbolo del bel gioco, prima con Johan Cruijff e poi col "guardiolismo". Ha fatto la storia e l’ha fatta fino a oggi.

L’Inter ha il problema Suning

In Italia chi sembrerebbe star peggio è l’Inter, ma non crediate che gli altri stiano messi tanto meglio. L’Inter ha il problema Suning, che è un bel guaio sul groppone. Juve e compagnia hanno gli stessi conti in rosso. A Torino hanno annunciato una ricapitalizzazione per tappare i buchi, solo che non si può sempre andare avanti così. E lo si è visto bene in questa campagna acquisti, dove tutti volevano vendere e nessuno comprare. Per adesso l’operazione è riuscita più che altro alla solita Atalanta e a quel gran genio di Marotta. Ed è per questo che molti di quelli che se ne intendono hanno tolto i nerazzurri dai vertici della griglia scudetto.

Campioni d'Italia ancora in lotta per il titolo

Sarà davvero così? L’anno scorso il pronostico era più semplice, e a dire il vero senza quel pareggio del Napoli all’ultima giornata noi di Tiscali l’avevamo completamente azzeccato (Inter, Milan, Napoli e Atalanta il nostro ordine di arrivo). Il Verona ha tolto il Napoli e ha messo la Juve. Il resto è tutto giusto. Quell’Inter però aveva Conte, il Milan veniva da un finale post Covid straordinario e dalla conferma di Ibra, la Juve invece da grande confusione sotto il sole per la sua panchina e da due campagne acquisti scombiccherate, salvate in extremis soltanto da Chiesa. Francamente queste tre opzioni - la bella stagione di Inter e Milan e la brutta della Juve - erano abbastanza facili da prevedere. Ma oggi? Adesso la situazione è in generale più ingarbugliata. Nonostante questo e nonostante tutte le difficoltà, noi non crediamo che l’Inter sia completamente tagliata fuori dai giochi. Noi non la daremmo per vincente certa, come l’anno scorso, ma in lotta sì, e con buone speranze ancora. Come la Roma di Mourinho.

Tutti mettono la Juve davanti perché è tornato Allegri

Lo so che tutti mettono la Juve davanti, per il semplice fatto che è tornato Allegri. Qualcuno dice anche per la rosa: secondo noi non ha questo gran parco giocatori. Alcuni, come Ramsey, neanche se li dai via gratis li prenderebbero. E altri dovrai proprio sperare che te li prendano gratis. Ha in più Locatelli, che è un ottimo giocatore, ma uno non salva un centrocampo così penoso, che più o meno rimane lo stesso, tra Rabiot (un cavallone, disordinato e incostante, anche se il mister ne tesse incomprensibili lodi), Ramsey e Arthur. Gli mancano buoni terzini, come si chiamavano un tempo i cursori sulla fascia, perché Alex Sandro, Pellegrini e De Sciglio sono tutti ripieghi e Cuadrado per ora Allegri lo vede come punta. A tutto questo bisogna aggiungere la grana Ronaldo, un estraneo in casa, e un estraneo di peso, ormai chiaramente poco gradito alla società, non in sintonia con Allegri e forse anche con lo spogliatoio. Una bomba nel cuore della squadra e della sua stagione. Come si fa a darla per favorita?

Mourinho in gran forma è la forza della Roma

La Roma invece si presenta ai nastri di partenza con un Mourinho in gran forma, che cerca pure di nascondersi. Dice che ci sono molte squadre più forti, ma ammette che i suoi possono battere chiunque. Ha perso Dzeko, ed è una perdita pesante. Ma occhio a Abraham, che potrebbe rivelarsi la sorpresa della stagione. E’ giovane (23 anni) e forte. In più ha Zaniolo, l’unico fuoriclasse assieme a Barella dell’Italia. Sulla carta è già parecchio più forte dell’anno scorso. E Mourinho è un grande vincente. Al Milan forse bisognerebbe togliere un po’ di punti per la partenza di Donnarumma. Il Napoli è uguale all’anno scorso, con Spalletti al posto di Gattuso, quindi meglio. La Lazio non pare riuscire a dare a Sarri almeno per ora i giocatori che vuole per il suo sistema di gioco. Un handicap niente male. La nostra griglia? Inter e Roma in testa, poi l’Atalanta che però forse non avrà più Zapata, e il gruppo degli altri, Napoli, Juve, Milan...

Cagliari e Fiorentina devono stare molto attente

E il resto? In ogni campionato c’è qualche insospettabile che finisce nella palude della zona retrocessione. Per questo Cagliari e Fiorentina devono stare molto attente. I sardi hanno Strootman, ma devono fare i conti senza Nainggolan e forse Nandez, due assenze che rischiano di squilibrare la squadra. Possono contare sulla passione e la competenza di Giulini e su Semplici, che non sarà un mago ma è l’allenatore più indicato per la lotta nelle zone perigliose della classifica. Se vende Vlahovic, sta molto peggio la Fiorentina. Commisso è ormai in rotta di collisione con i suoi tifosi. Se davvero voleva tenere Dusan, più del contratto da rinnovare doveva rinforzare la squadra con almeno due ottimi acquisti a stagione. Lui invece sembra preferire vendere (assieme a Dusan, è in partenza Milenkovic oltre a Pezzella). Italiano è bravo, ma nessuno può fare miracoli in queste condizioni. Poi, fra le nobili decadute, non sta granché meglio il Torino. Il discorso è lo stesso dei viola: se lascerà Belotti, sarà davvero dura.

Ci sono quasi tutti i tecnici più bravi e più titolati della Serie A

Sarà il campionato degli allenatori, perché a parte Conte e De Zerbi ci sono tutti i più bravi e più titolati della Serie A. Speravamo nell’effetto Mancini, ma la nazionale del bel gioco e dell’attacco prima della difesa non pare aver fatto molti proseliti. Speriamo in Dionisi, Zanetti e Italiano, ma bisogna avere i giocatori per fare quel che ha fatto Mancini, e Empoli, Venezia e Fiorentina partono già con l’handicap in questo senso. Sta molto meglio il Maestro dei catenacciari, Ballardini, che con il suo Genoa che più brutto non si può, ma molto solido, farà di sicuro un campionato tranquillo. Mancini va bene per arrivare in alto. Per restare dove sei bisogna accontentarsi di Ballardini.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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