Caos Roma: ora Monchi attacca Pallotta. Ma il presidente replica con durezza

L'ex direttore sportivo: "La proprietà aveva idee diverse dalle mie". Il presidente: "Gli ho consegnato le chiavi di tutto. Ma non ha funzionato"  

Caos Roma: ora Monchi attacca Pallotta. Ma il presidente replica con durezza
di Redazione Tiscali Sport

La Roma ha tradito le attese e ha pagato Di Francesco. Ma il cambio dell'allenatore e l'arrivo di Ranieri per una "scelta di cuore" non hanno risolto i problemi dei giallorossi. La vittoria sull'Empoli è stata vanificata dalla sconfitta di Ferrara con la Spal e anche il nuovo tecnico ha dovuto prendere atto della realtà: "Abbiamo tanta buona volontà ma, sul piano individuale, non siamo gruppo". E mentre si cerca di mettere ordine per puntare ancora con determinazione alla zona Champions League, è esplosa la polemica a distanza tra il presidentissimo Pallotta e l'ex ds Monchi.

Monchi: "La proprietà aveva idee diverse dalle mie" 

Monchi ha divorziato dalla Roma dopo l'esonero di Di Francesco, che riteneva sostanzialmente inutile. E nel giorno del ritorno al Siviglia ha raccontato il retroscena dell'annata storta della Roma che è andata fuori da Coppa Italia, Champions League e anche in campionato non riesce ad entrare nel quartetto di squadre che andranno in Champions. "In un preciso momento ho capito che la proprietà aveva idee diverse dalle mie - ha detto l'ex direttore sportivo -. Il presidente pensava che fosse meglio andare a destra mentre io ero convinto che fosse meglio andare a sinistra". Monchi aveva lasciato il Siviglia per cercare di portare il suo modello in Italia (vittorie e plusvalenze). Ma ora ammette di non aver valutato bene la scelta della squadra italiana. "Avrei dovuto informarmi di più e conoscere meglio il club nel quale andavo. Mi sono trovato di fronte a una situazione che non conoscevo e sono stato colto di sorpresa".

Pallotta: "Gli ho consegnato le chiavi"

Immediata la replica di Pallotta che si è detto "sorpreso" delle dichiarazioni dell'ex dirigente giallorosso. "Fin dal primo momento, sono stato molto chiaro sulla direzione che dovevamo intraprendere ed è questo il motivo per cui abbiamo speso tanti soldi per portare Monchi da noi", recita una nota pubblicata sul sito della Roma. "Ho da subito detto che avrei voluto allenatori di primo livello, preparatori di primo livello, staff medico di primo livello, addetti allo scouting di primo livello, assieme a un'organizzazione calcistica di primo livello. Ho consegnato a Monchi le chiavi per dar vita a tutto questo. Gli ho dato il pieno controllo per ingaggiare l'allenatore che voleva, per assumere i collaboratori tecnici e i preparatori, per gestire lo scouting e per acquistare i giocatori che preferiva. Guardando i risultati e le nostre prestazioni, è chiaro che questo non abbia funzionato".

"Chiesi a Monchi un piano B, ma non lo aveva" 

Ma c'è anche un episodio che il presidente giallorosso ha voluto citare per spiegare come le maggiori responsabilità della stagione fallimentare siano da attribuire proprio a Monchi. "A novembre, quando la nostra stagione stava andando di male in peggio e tutti notavano come l'allenatore stesse faticando a ottenere una reazione dai calciatori - ha scritto Pallotta -, chiesi a Monchi un piano B da attuare nel caso in cui le cose fossero ulteriormente peggiorate. Pur essendo lui l'unico responsabile della parte sportiva alla Roma, non aveva un piano B. Questo accadeva a novembre: mi spiegò che il suo piano B era continuare con la stessa strategia, quella del piano A".

"Gli abbiamo dato il pieno controllo"

Ovvero con Di Francesco in panchina fino al termine del campionato. "Mi ha chiesto di fidarsi di lui e di lasciarlo fare a modo suo - ha concluso Pallotta -. Gli abbiamo dato il pieno controllo e ora siamo alle prese con più infortuni di quanti ne avessimo mai avuti e rischiamo di non riuscire a finire tra le prime tre per la prima volta dal 2014".