[L’analisi] Ronaldo senza gol e vittima del catenaccio. La strana sindrome che spaventa la Juve

E’ davvero più forte la Juventus di Ronaldo di quella di Higuain? Certo non è la prima volta che tarda a segnare negli avvii di campionato. Ma adesso Ronaldo il catenaccio comincia a conoscerlo sulla sua pelle: marcature strettissime, tre uomini addosso, falli persecutori, pullman piazzati davanti alla porta. In Italia non è facile. Ma uno come Higuain ha fatto 36 gol nella sua stagione d’oro al Napoli, e in cinque stagioni nel nostro campionato ne ha messi in fila 111. E allora quello zero bene o male pesa

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo

Che la Juve sia in testa alla classifica non fa più tanto notizia da sette anni a questa parte. Ma che Cristano Ronaldo, il «marziano», cinque palloni d’oro e sei volte capocannoniere in Champions, il giocatore più forte del mondo assieme a Messi, sia ancora a quota zero dopo tre giornate, un po’ sì. Anche perché Gonzalo Higuain, sbolognato in fretta e furia al Milan per fargli posto, è stato il migliore in campo contro la Roma, e qualche dubbio comincia a serpeggiare. Michel Platini è stato il primo ad avanzare critiche e sospetti: «Ha 33 anni, io a 32 mi sono ritirato perché ero stanco». A onor del vero, Cr7 non sembra molto stanco: si allena più di tutti e passa pure il giorno di riposo in palestra a tenersi in forma. E durante le partite corre come un ragazzino. Però, anche Luciano Moggi, il direttore della Juve precalciopoli, quella di Ibrahimovic e Trezeguet, di Buffon e Nedved, aveva dichiarato di non approvare molto questo acquisto: «Io non avrei mai preso un giocatore di quell’età a quelle cifre». A peggiorare la sensazione c’è pure la prima insufficienza in pagella che gli hanno affibbiato la Gazzetta e il Corriere dello Sport, e non solo loro. «Impreciso nelle conclusioni e negli appoggi più semplici», scrive la rosea. «Pare avere addosso una strana sindrome da prestazione. Cerca il gol con insistenza e alla fine non lo trova».


Va detto che anche roi Michel ci mise un bel po’ ad ambientarsi nel campionato italiano, quasi sei mesi, e i tifosi juventini più brontoloni, un genere abbastanza trasversale nel calcio italiano, che non gli va mai bene niente e che gli allenatori sono tutti incapaci, cominciavano a rimpiangere Liam Brady, onesto centrocampista irlandese con il mancino alla Mario Corso, ma senza il suo genio. Poi Michel ingranò ed è diventato un’icona, forse addirittura più di Del Piero. Certo che se anche Ronaldo dovesse metterci sei mesi, sarebbe un bel problema, a 30 milioni di euro all’anno (Platini era «costato un tozzo di pane», diceva l’Avvocato). Crediamo sinceramente di no. Per ora sono solo tre giornate e zero gol sul tabellino, come il Bologna, che però è allenato da Pippo Inzaghi, uno che i gol pensa solo a non prenderli, mica a darli, a differenza di quando giocava. I paradossi del catenaccio. Ronaldo, invece, il catenaccio comincia a conoscerlo sulla sua pelle: marcature strettissime, tre uomini addosso, falli persecutori, pullman piazzati davanti alla porta. In Italia non è facile. Ma uno come Higuain ha fatto 36 gol nella sua stagione d’oro al Napoli, e in cinque stagioni nel nostro campionato ne ha messi in fila 111. E allora quello zero bene o male pesa. Anche se Massimiliano Allegri ha minimizzato in conferenza stampa: «Ha fatto una buona partita. Capita di non segnare. Io sono anche fatalista, ci sono dei momenti in cui la palla non vuole entrare, che arrivi un centimetro dopo o un centimetro prima. Però, ha fatto una buona partita, lo ripeto. Poi in Italia non è semplice segnare, non diciamo che il campionato è migliore degli altri, ma sicuramente ci sono più accorgimenti e gli allenatori, che sono tutti bravi, ti danno pochi vantaggi. Nel nostro campionato, che tutti denigrano, è molto difficile fare 40 gol. Ronaldo deve stare sereno: dopo la sosta tornerà a fare gol, perchè troveremo una condizione migliore tutti».

In ogni caso, a parte l’insufficienza di Parma, nelle due precedenti occasioni aveva ricevuto solo elogi. Cr7, in queste tre partite, è il giocatore juventino che ha effettuato più conclusioni verso la porta avversaria: 23 in 270 minuti. Per 9 volte si è accanito contro Sorrentino al Bentegodi, alla sua prima uscita ufficiale, 8 contro Strakoshki nel turno casalingo contro la Lazio, e 6 nella sfida di Parma. Inoltre, come ha sottolineato la Gazzetta, non è la prima volta che tarda a segnare negli avvii di campionato. Dal 2003, quando cominciò la sua gloriosa cavalcata al Manchester, si è sbloccato alla prima partita solo cinque volte, quattro delle quali con la casacca bianca del Real. Anche nel 2007/2008 segnò zero gol in tre partite, come nel 2010/2011 e l’anno scorso. In altre 4 occasioni fece solo un gol nei primi tre match di campionato, ma restando poi a secco per qualche giornata successiva. Solamente nel 2015 esordì con tre gol contro il Real Saragozza. Ma rileggendo la cronaca della sua storia calcistica, si ha l’impressione che Ronaldo sia un diesel, che poi quando si mette in moto non si ferma più.


Piuttosto questa sua momentanea astinenza da gol pone in luce un altro problema. E’ davvero più forte la Juventus di Ronaldo di quella di Higuain? Finora è sembrato che la figura predominante del lusitano abbia finito per accantonare ai margini del progetto Dybala, che dopo la prima partita da titolare è stato retrocesso in panchina. La Joya con Gonzalo si trovava ad occhi chiusi, e non è uno che tarda ad entrare in forma, come dimostra la cronaca dell’anno scorso, quando all’inizio del campionato fu determinante per la Juventus con molti gol e grandi prestazioni. Poi Higuain aveva imparato con Allegri a fare l’attaccante a tutto campo, correndo come un forsennato e retrocedendo a dare una mano alla fase difensiva. Difficile che Max possa chiedere la stessa cosa a Ronaldo. Probabile perciò che il tecnico bianconero sia costretto a puntare sul 4-3-3, con un uomo in meno davanti. Anche per questo la sensazione è che il primo candidato all’esclusione sia proprio Dybala. Ma se fosse davvero così, noi qualche dubbio lo avanziamo sul fatto che questa Juve sia più forte di quelle passate. Sempre ammesso che Ronaldo torni a segnare. Per ora, se non ci pensa lui, lo fa suo figlio. Cristiano junior ha esordito sabato nei pulcini della Juve contro il Lucento. Mamma Georgina l’ha accompagnato al campo fino ai bordi del terreno di gioco. Poi si è fermata a guardarlo dietro la rete tenendo un cappellino in testa. La Juve ha vinto 5 a 1. Cristiano junior ha fatto 4 gol. Quelli che chiedevano a papà.