Al via la nuova stagione di Serie A, ma questa volta la vittoria dello scudetto non è così scontata

La Juve ha deciso di rinunciare all’italianista Max Allegri per puntare su Sarri, l'Inter ha scelto Antonio Conte e Ancelotti deve vincere. Da seguire Giampaolo e Fonseca

Al via la nuova stagione di Serie A, ma questa volta la vittoria dello scudetto non è così scontata

Era il campionato più bello e più difficile del mondo, prima di diventare il più veloce. Perché di questi tempi a Natale era già finito. Scudetto alla Juve e Napoli secondo. Tutti gli altri a divertirsi per le briciole. Anche in zona retrocessione al giro di boa l’esito era bell’e scontato: unica eccezione il Bologna, l’anno scorso. Fatto fuori il coniglio Pippo Inzaghi, con Mihajlovic ha ribaltato tutto, dal fondo della classifica al decimo posto. Eppure quest’anno non sarà così. Sabato scatta la corsa allo scudetto e l’impressione è che stavolta a Natale i giochi non siano chiusi.

Da Sarri a Balotelli: tornano in tanti

Troppe cose sono cambiate per pensare che sia sempre lo stesso, scontato campionato italiano di serie A, tutto difesa e contropiede, solo Juventus e per gli altri se ce n’è. Tornano in tanti: Conte, Sarri, persino Balotelli. I nuovi che bussano sono pieni di blasone. Sarà un po’ anche l’effetto Ronaldo. Ma con queste premesse, la serie A doveva cambiare per forza. A cominciare dal gioco, perché sulle panchine è partita una vera e propria rivoluzione concettuale. Ad Ancelotti, De Zerbi e pochi altri si è aggiunta una schiera di allenatori che predicano e praticano un calcio più a misura di spettacolo che di risultato.

La Juve ha deciso di rinunciare all'italianista Allegri

E non è un caso che la stagione del cambiamento abbia avuto inizio dalla Juventus, che ha deciso di rinunciare all’italianista Max Allegri, il più vincente tecnico in circolazione, per richiamare dall’Inghilterra uno come Sarri, che ha sempre inseguito il bel gioco a scapito di qualche punticino in più. Dietro la prima della classe sono venuti gli altri: il Milan passa dal guerriero Gattuso, tutti dietro, grinta e catenaccio, a Giampaolo, che è un Sarri più giovane. La Roma dal prudente Ranieri all’iperoffensivista Fonseca. Il Genoa s’è affidato ad Andreazzoli, che aveva stupito tutti con il suo Empoli. La Sampdoria a Di Francesco. Il Bologna ha confermato Sinisa Mihajlovic, il Sassuolo De Zerbi, l’Atalanta Gasperini, tutti tecnici molto coraggiosi. La Fiorentina Montella, con una bella dose di incoscienza dopo il finale thrilling di pochi mesi fa. Dieci su venti. Non è la maggioranza, ma è una rarità. Fino a ieri i nuovi predicatori del bel gioco si contavano sulle dita di una mano.

Il più atteso è Antonio Conte

Adesso bisognerà vedere quanto lo spettacolo si adegui ai risultati. E questo è tutto un altro discorso. Perchè fra i nuovi volti della serie A, quello più atteso è Antonio Conte, che se dovessimo stilare una classificazione concettuale degli allenatori lo dovremno inserire fra gli «italianisti moderni». Cioé, grande attenzione alla difesa, ma senza ripudiare il gioco. Conte, però, è soprattutto un vincente. Appena arriva, si prende tutto: l’ha fatto col Bari, col Siena, con la Juventus e poi con il Chelsea. E il risultato più grande lo stava facendo l’unica volta che non ha vinto: agli europei 2016 sulla panchina dell’Italia di Pellé, Zaza, Sturaro e Giaccherini - che non so se mi spiego - ha strapazzato il rinomatissimo Belgio, ha sbattuto fuori la Spagna, ed è stato eliminato dalla Germania solo ai rigori. In casa Juventus, sottovoce, ma moooolto sottovoce, visti i tipici trascorsi dei matrimoni naufragati, dicono che Antonio Conte vale almeno dieci punti in più in classifica. Ammettendo che sia vero, quello a cui preferiscono non pensare sono i punti in meno della Juventus.

La Juve è cambiata

Perché assieme alla rivoluzione del gioco, l’altra cosa che è cambiata è la Juventus. In precampionato ha vinto solo di stretta misura con la Triestina. Poi solo pareggi e sconfitte. Se gli altri, come il Milan e l’Inter, ma anche la Roma e soprattutto il Napoli, hanno fatto ottimi risultati sorprendendo per il gioco, i bianconeri non hanno fatto né l’uno né l’altro. La difesa è un colabrodo. L’attacco fatica. L’acquisto più importante, De Ligt, per Sarri è solo una riserva. E pure Ramsey pare non piaccia troppo al tecnico toscano.

Pochi acquisti ma mirati per il Napoli

Sulle altre sponde, il Napoli sta portando a termine una splendida campagna acquisti, pochi acquisti ma mirati e di valore: Manolas e Lozano sono perfetti per Ancelotti. Punta ancora Icardi: vediamo. L’Inter oltre a Conte, ha vinto la guerra d’Inghilterra, ha preso Lukaku e Sanchez, ha rivoluzionato il centrocampo con Barella e Sensi, e ha aggiunto Godin in difesa. Se come pare possibile dovesse arrivare anche Milinkovic Savic dalla Lazio ha quasi fatto bingo. Da qui al 2 settembre deve riuscire a piazzare Icardi: ma a differenza della Juve che si sbatte da una parte all’altra del continente non sembra molto agitata. Ci sarà un motivo.

Chi potrebbe stupire più di tutti è il Cagliari

Il Milan ha cercato giovani e bel gioco: per ora li sta trovando. La Roma è un’incognita. Il mercato è intelligente e Fonseca è bravo: ma bisogna vedere l’impatto con la città e con i prinmi risultati. L’Atalanta s’è rinforzata, solo che avrà due fronti su cui combattere e non ci sembra abituata. Difficilmente si ripeterà. La Lazio è rimasta quasi identica. Ma dietro a questo gruppo ne sta avanzando un altro, dove potrebbe nascondersi la nuova, grande sorpresa della serie A. Il Bologna con Sabatini ha speso bene 50 milioni puntando sui giovani, Skov Olsen su tutti. Firenze è entusiasta di Commisso, della conferma di Chiesa e ora di Ribery. Ma chi potrebbe stupire più di tutti è il Cagliari. Ha venduto Barella, e ha fatto una campagna acquisti molto importante, mettendo insieme giovani come Mattiello e Pellegrini e talenti come Nandez e Nainggolan. Ha costruito una squadra molto logica e molto ambiziosa.

Difficilmente sarà il nono anno consecutivo della Juve

Fare pronostici è un azzardo senza senso. Eppure per gioco si può tentare qualcosa. Difficilmente sarà il nono anno consecutivo della Juve. Non lo dicono solo i risultati e le prestazioni deludenti del precampionato, ma anche le difficoltà di mercato dopo la partenza a razzo, le polemiche sotterranee, Dybala sì e Dybala no, e gli strascichi che ne derivano. In compenso, le due principali contendenti si sono molto rinforzate. Noi vediamo prima l’Inter. La squadra rivelazione? Il Cagliari. Così, per gioco. Poi stiamo a vedere.