Lo scudetto non viene assegnato e niente retrocessioni. Ecco le nuove ipotesi

La Lega di Serie A sempre divisa su come chiudere la stagione. Il presidente Gravina: "Pronti a sfruttare anche luglio e agosto. No a campionati a 22 squadre"

Lo scudetto non viene assegnato e niente retrocessioni. Ecco le nuove ipotesi
di Redazione Tiscali Sport

La Serie A proverà a concludere il campionato anche spingendosi a giocare in piena estate. E' questa la linea che  il presidente della Figc, Gabriele Gravina, cerca di portare avanti dato che la pandemia di coronavirus non garantisce tempi certi per la ripresa del campionato di Serie A. "Fino a quando avrò la possibilità, conserverò la speranza di far ripartire i campionati - ha detto Gravina a Radio Marte -. Farò qualsiasi tentativo per arrivare a questa definizione. Sono consapevole che è prematuro pensare a una data, ma dobbiamo pensare in positivo. Proveremo a fare il massimo per giocare anche a costo di chiedere il supporto di Uefa e Fifa, di andare oltre il 30 giugno quindi sfruttando anche luglio e agosto".

Lo scudetto non viene assegnato e niente retrocessioni

Una posizione, quella del presidente federale, che però trova sempre meno consensi tra le squadre della massima serie. Restano da giocare 12 giornate più 4 recuperi (Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari e Torino-Parma), le coppe europee e pure da assegnare la Coppa Italia. Troppi impegni e c'è chi considera il campionato 2019-20 concluso con l'attuale classifica di Serie A. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, si pensa di non assegnare lo scudetto e cristalizzare le posizioni della classifica attuale. E poi niente retrocessioni ma con allargamento della Serie A 2020-21 a 22 squadre (Benevento e Crotone salirebbero in Serie A).

"Serie A a 22 squadre? Sarebbe un campionato ingestibile"

Un'idea che però la Figc boccia sul nascere. "L'ipotesi di passare ad una serie A a 22 squadre - ha detto Gravina a SkySport -, dovrebbe confrontarsi con un campionato che probabilmente partirà già in ritardo e dovrà comunque finire a maggio 2021 per l'Europeo: mi apparirebbe cosa schizofrenica avere l'esigenza di giocare meno partite e fare una A con 22 squadre. Sarebbe un campionato ingestibile", ha spiegato il presidente federale. "Di ipotesi ne sono state fatte tantissime, ma la stella polare sono le nostre norme, e non è facile modificare il format dei campionati", ha aggiunto.

No all'annullamento o assegnazione a tavolino del titolo

Una situazione complicata anche perché nella Lega di Serie A è difficile trovare unanimità e continuano le schermaglie tra la Lazio e la Juve. "In questo momento non c'è spazio per gli interessi del singolo - ha ribadito Gravina -. Mi appello al buon senso, tanto poi alla fine è la Federazione che dovrà decidere". Ma il presidente della Figc respinge le ipotesi di annullamento o assegnazione a tavolino del titolo: "La ritengo una sconfitta mia e del valore della competizione. Si aprirebbe uno scenario antipatico. Rinuncio, ostinatamente, a fare riflessioni che portano a una conclusione del genere. Finché sarà possibile, continuerò a rigettare queste ipotesi".

Rinviata l'assemblesa dell'Aic

Intanto, sempre a causa della pandemia da coronavirus, è stata sospesa e rinviata l'assemblea elettiva dell'Aic (Associazione italiana calciatori). Inizialmente fissato per il 27 aprile, l'appuntamento viene sospeso e rimandato a data da destinarsi: per questo motivo - fa sapere l'associazione italiana calciatori - sono da considerarsi sospesi anche i termini di presentazione delle candidature. L'assemblea doveva scegliere il nuovo numero uno, chiamato a raccogliere il testimone di Damiano Tommasi.