Il Toro blocca il Milan. Pari Genoa-Spal e Chievo-Parma, l'Atalanta stende l'Udinese, il Bologna sconfitto a Empoli

I granata costringono i rossoneri allo 0-0. Dividono la posta veneti ed emiliani. I bergamaschi vincono con una tripletta di Zapata. Rossoblu ko coi toscani

L'Atalanta travolge l'Udinese
L'Atalanta travolge l'Udinese
TiscaliNews

Milan e Torino chiudono sullo 0-0 nel posticipo della 15/a giornata del campionato di serie A. Pari all'esordio sulla panchina del Genoa per Cesare Prandelli: finisce 1-1 con la Spal il posticipo.L'Atalanta vince a Udine con una tripletta di Zapata. Bologna ko a Empoli, pari anche tra Parma e Chievo.

Milan-Torino 0-0

Tante occasioni e zero gol fra Milan e Torino, che fanno registrare il sesto pareggio di questa giornata di Serie A ricca di colpi di scena all'ultimo respiro. In questo caso il finale è segnato da un grossolano errore di Cutrone davanti alla porta, dall'espulsione di Mazzarri e, nel recupero, da un salvataggio di Djidji sulla linea, ultima di una serie di emozioni diluite al di là delle due prodezze di Donnarumma su Belotti, e della parata decisiva di Sirigu sullo stesso giovane attaccante rossonero, che gioca con la solita verve in una serata in cui è scarso il feeling con un deludente Higuain. Cairo deve rinviare l'appuntamento con la sua prima vittoria contro i rossoneri, ma il suo Torino si conferma imbattuto in trasferta, con un approccio alla gara decisamente aggressivo e maturo. Così resta di 4 punti la distanza fra le due squadre e il Milan consolida il quarto posto approfittando però solo in parte dei pareggi di Lazio e Roma, le principali rivali per la corsa alla Champions, ora staccate di 1 e 5 lunghezze. E la squadra di Gattuso dovrà smaltire in fretta la fatica: giovedì ad Atene con l'Olympiacos si gioca il passaggio ai sedicesimi di Europa League.

Dopo l'omaggio di San Siro a Gigi Radice, che da calciatore o allenatore con entrambe le squadre ha scritto pagine indelebili del calcio italiano, la partita decolla in fretta, con Donnarumma che al 6' con un riflesso prodigioso devia un colpo di testa di Iago Falque e Orsato che mostra ad Abate la prima di 5 ammonizioni della partita, confermandosi l'arbitro primatista per cartellini gialli. L'aggressività del Torino costringe i rossoneri a numerosi errori, con Bakayoko e Kessie che perdono il confronto diretto con Meitè e Rincon. E' ingolfato anche Higuain che, dopo i due turni di squalifica non si sblocca. Per la quarta partita di fila in campionato resta a secco, nonostante vari tentativi di cercare la porta, anche ignorando in un paio di occasioni Cutrone in posizione più favorevole. E' merito anche di Nkoulou, che marca in modo pregevole l'argentino, e prima dell'intervallo devia una sua conclusione da fuori area con il fianco (non con il braccio, come verifica anche Orsato al monitor).

Il Torino ricomincia con personalità, tanto in controllo che Mazzarri prova a sbilanciarsi in avanti inserendo Zaza per Iago Falque al 24'. Gattuso risponde con Castillejo al posto di Calhanoglu, e il Milan finalmente riesce ad aumentare la pressione, conquistando corner a ripetizione ma senza sfondare. Non ci riesce nemmeno Cutrone, che al 42' davanti alla porta riesce a calciare fuori, fra l'incredulità dei compagni, e nel recupero Djidji salva il Torino, con Mazzarri che tira un sospiro di sollievo negli spogliatoi, dove Orsato lo ha spedito anzitempo per proteste.

Genoa-Spal 1-1

Esordio ricco di tensioni e di colpi di scena quello di Cesare Prandelli sulla panchina del Genoa. Al ritorno in serie A l'ex tecnico della nazionale pareggia in rimonta casa contro la Spal 1-1 - a segno Petagna e Piatek su rigore -, una gara che i suoi hanno giocato per 80' in dieci in seguito all'espulsione di Criscito e condizionata dalle decisioni dell'arbitro Pasqua, che nella prima frazione è sembrato in netta difficoltà nel gestire la gara. Gara che era iniziata con un lungo applauso ricambiato per Cesare Prandelli che tornava ad allenare in serie A dopo otto anni. Primi dieci minuti a ritmi lenti ma gara che cambia all' undicesimo quando un fallo a centrocampo su Schiattarella di Criscito viene sanzionato da Pasqua direttamente con il cartellino rosso. Il capitano rossoblù è costretto a lasciare il campo anche dopo il silent check con la Var del direttore di gara.

Alla ripresa del gioco la Spal si lancia in avanti e va subito in vantaggio. Punizione di Missiroli, Felipe prolunga di testa e Petagna sul secondo palo, quello di Criscito, di testa mette in gol. Il vantaggio galvanizza gli ospiti che cercano il raddoppio ma Prandelli modifica alcune posizioni in campo e il Genoa cresce sino a raggiungere il pareggio al 38'. Lazovic mette in mezzo, Fares atterra Biraschi ma l'arbitro lascia proseguire. Solo il richiamo del Var spinge Pasqua a rivedere l'azione e ad assegnare il rigore che Piatek non sbaglia. Nel finale Radu salva il Genoa con una doppia parata su Fares e Antenucci, entrambi in area piccola e subito dopo su Petagna deviando il tiro da due passi sulla traversa. L'intervallo permette a Prandelli di cambiare il Genoa che si ripresenta con Gunter al posto di Pereira ma soprattutto posizionato con un 4-4-1 più coperto. Felice la mossa di non togliere i due attaccanti che per tutta la parte rimanente di gara creano pericoli alla Spal. I ferraresi fanno la partita ma non sono mai pericolosi mentre il Genoa ha due occasioni che Piantek e Quoamè non riescono a sfruttare. In pieno recupero l'ex Floccari ha la palla della vittoria ai suoi ma il colpo di testa è fuori. Il Genoa, con Prandelli in testa, festeggia come una vittoria il pari che tiene i ferraresi dietro in classifica e consente di allungare di un punto sul Bologna rimasto in zona retrocessione.

Parma-Chievo 1-1

I due gol del match in una manciata di minuti ad inizio ripresa, ma Parma-Chievo non ha certo mancato di emozionare, soprattutto nella secondo tempo. La rete di Stepinski su assist del solito Pellissier e la magia su punizione di Bruno Alves che hanno segnato il pareggio per 1-1 fra Parma e Chievo sono solo i due episodi più importanti di una sfida disputata da entrambi le parti con un solo obiettivo: vincere. Qualche recriminazione in più forse per il Parma che ha giocato parte della ripresa in superiorità numerica colpendo anche un palo con Inglese, ma il Chievo ha dimostrato di meritare ben altra classifica. Come successo contro Napoli e Lazio, i veneti hanno iniziato con buon ritmo e notevole pressione sui portatori di palla avversari. Al 12' Chievo pericoloso con Pellissier. Al 17' replica di Radovanovic e palla sopra la traversa. Il Parma prende le misure sull'avversario e diventa pericoloso. Al 23' Biabiany impegna Sorrentino e due minuti più tardi Barillà lo obbliga agli straordinari. Il primo tempo a quel punto è in assoluta parità, anche sulle azioni gol, e rimane tale sino al 45'. La ripresa invece inizia subito con i gol. Primo minuto di gioco e la squadra di Di Carlo passa in vantaggio. Radovanovic prova ad andare al tiro ma la sua conclusione invece di andare a rete finisce a Pellissier; il cross basso del capitano clivense dalla fascia sinistra trova solo Stepinsky che mette in rete di piatto destro. L'arbitro La Penna convalida subito, ben supportato dall'assistente Marrazzo, ma poi sul sospetto fuorigioco dell'autore del gol arriva anche il verdetto della Var che conferma la valutazione della terna arbitrale. Di Carlo non ha nemmeno il tempo di pensare alla sua possibile prima vittoria che il Parma pareggia. La Penna, ed anche questa volta non sbaglia, concede una punizione agli emiliani dalla distanza: Alves non ha paura e conclude a rete di destro. Il Parma alza il ritmo di gioco ed il Chievo inizia a soffrire. Al 28' poi Depaoli ferma la corsa di Sprocati al limite dell'area e si prende il secondo giallo. Chievo in dieci e Di Carlo, per non scoprirsi in difesa inserisce subito Cesar per Birsa. L'assedio finale del Parma è da brividi per i veneti. Finisce 1-1, recrimina il Parma ma il Chievo dimostra ancora una volta di poter lottare con tutti, nonostante la classifica sia sempre più disperata.

Una fase di Parma-Chievo

Udinese-Atalanta 1-3

A Udine vale la legge dell'ex. Duvan Zapata con una tripletta riporta l'Atalanta alla vittoria e condanna l'Udinese alla prima sconfitta della gestione Nicola. La vena-gol del colombiano si accende subito, dopo appena 90 secondi di gioco. Nella ripresa completa l'opera con altri due grandi tiri, innescato dagli assist di Hateboer. Illusorio il pareggio raccolto dall'Udinese con Lasagna. I bianconeri reggono un tempo, poi si arrendono, restando in zona pericolo, a soli due punti dal Bologna terz'ultimo. L'Atalanta riprende la marcia rientrando nel gruppone degli aspiranti all'Europa. L'Udinese, schierata a sorpresa da Nicola con un 3-4-2-1, con D'Alessandro e De Paul alle spalle di Lasagna, è un cantiere in costruzione. L'Atalanta, è molto più squadra, gioca e guida il gioco. E infatti sblocca la gara immediatamente. Il gol lo firma Zapata che sbuca in area in un varco lasciato scoperto dalla difesa bianconera davanti a Musso per deviare in rete un angolo battuto da Gomez dalla sinistra e spizzicato di testa da Toloi.

La risposta dell'Udinese arriva nel giro di una decina di minuti e passa ancora per i piedi di un ex di turno D'Alessandro, in prestito proprio dall'Atalanta. Il centrocampista raccoglie sulla destra un pallone a scavalcare la difesa nerazzurra, si inserisce e crossa al centro per l'inserimento di Lasagna che in semi scivolata spinge il pallone nella rete difesa da Berisha.

La squadra di Gasperini domina tutta la prima frazione ma non riesce più a concludere verso la porta di Musso almeno fino a inizio ripresa quando ancora Zapata riporta in avanti i suoi. E' il 17': Hateboer crossa dalla destra. Barrow, appena entrato, riceve in area ma perde il pallone. Fofana liscia la deviazione e la palla finisce sui piedi di Zapata che non sbaglia il rigore in movimento. Fofana prova a farsi perdonare l'erroraccio con lampo al 33'. Calibra un gran tiro ma il suo destro a giro colpisce il palo e rientra in campo. Dal palo-fuori dell'Udinese al palo-gol dell'Atalanta, firmato ancora da Zapata, servito a centro-area con un assist dalla destra, ancora libero di calibrare il destro che colpisce il palo interno della porta ed entra in rete. L'Udinese, stanca e incapace di reagire, issa bandiera bianca e si arrende all'Atalanta, vicina al quarto gol allo scadere: Zapata già sazio di gol serve un assist a Barrow che, solo davanti a Musso, spreca malamente calciando la palla sul fondo.

Empoli-Bologna 2-1

Terza vittoria consecutiva in casa per l'Empoli. I toscani infilano, per essere ancora più precisi, il quarto risultato utile consecutivo e salgono a quota 16 punti. Gol di Caputo, pareggio di Poli, poi La Gumina firma la rete che vale i tre punti. La squadra di Iachini respinge l'assedio finale: gli ospiti restano terz'ultimi. L'Empoli, reduce dal pari con la Spal a Ferrara, ha raccolto 7 punti nelle ultime tre giornate. Iachini conferma lo schieramento proposto nelle ultime uscite, col modulo 3-5-2 e gli azzurri hanno il morale alto, partendo bene. Krunic e Traorè supportano bene l'attacco e al 10' arriva il gol di Caputo, l'ottava rete per il capocannoniere pugliese, che ha alle sue spalle anche due rigori sbagliati. Pregevole la combinazione ai limiti dell'area con Krunic e il triangolo con La Gumina chiuso da Caputo con un destro ravvicinato.
Il Bologna risponde con un colpo di testa di Palacio in tuffo, bello il cross di Medici, ma la conclusione è fuori di poco. L'Empoli prova a raddoppiare: al 34' Skorupski si supera sugli sviluppi di un corner, la conclusione di Caputo è respinta, poi Traorè insacca sottoporta, ma era in fuorigioco. Al 41' arriva il pareggio del Bologna con Poli, l'assist di Palacio è perfetto in area, dopo una splendida azione personale. Il finale di tempo è concitato: scontro fortuito in area tra Krunic e Krejci, timide proteste del bosniaco e per quasi 2' il direttore di gara attende la Var. Poi, anche Valeri va al video: niente rigore, nonostante le proteste della panchina dell'Empoli dalla quale viene espulso il ds Pietro Accardi.

Nella ripresa Iachini prova a cambiare qualcosa con Zajc e Dzemaili, ma deve attendere il 35' per chiudere i conti con La Gumina: cross di Untersee che trova Zajc in area, la palla arriva a La Gumina che, quasi sulla linea di porta, insacca. la panchina di Inzaghi trema.