Sassuolo ko, Inter di forza: Conte mette le mani sullo scudetto. La Juve risorge contro il Napoli e “vede” la Champions

Per i nerazzurri hanno firmato la vittoria Lukaku e Martinez: ora il vantaggio sul Milan è di 11 punti. Per i bianconeri sono andati in rete Ronaldo e Dybala

TiscaliNews

Inter e Juventus vincono i recuperi del campionato di serie A e danno una spallata al campionato. I nerazzurri battendo il Sassuolo 2-1 e portandosi a +11 sull’Inter hanno praticamente chiuso la lotta scudetto; la Juventus supera con lo stesso punteggio il Napoli e sale al terzo posto in classifica staccando gli azzurri e scavalcando l’Atalanta ad un punto dal Milan.

L'Inter mette le mani sullo scudetto

Le vittorie a volte non si sommano tra loro, ma si pesano. E quella dell'Inter contro il Sassuolo nel recupero della 28ma giornata pesa, eccome. Non solo perché è la decima consecutiva (mai così tante di fila dal 2006/07), ma perché permette ad Antonio Conte di mettere le mani sullo scudetto: il 2-1 ai neroverdi firmato Lukaku e Lautaro lancia i nerazzurri a +11 sul Milan secondo in classifica, quando mancano nove giornate al termine della stagione. Una vittoria con le unghie e con i denti, come ormai Handanovic e compagni hanno abituato, di fronte a un Sassuolo in piena emergenza ma che non ha rinunciato al suo gioco e anzi, nel finale, ha sognato anche il colpaccio in rimonta. Una gara riassumibile in un dato, ovverosia il 33% di possesso palla dei nerazzurri, la cifra più bassa di tutta la stagione. Il Sassuolo gioca, l'Inter segna, in poche parole. I neroverdi, arrivati a San Siro senza Locatelli, Ferrari e Muldur (fermati precauzionalmente dopo le positività in nazionale) oltre agli infortunati Berardi, Caputo, Defrel e Bourabia, impongono fin da subito il loro ritmo alla gara, schiacciano spesso la squadra di Conte nella propria area, senza però impensierire troppo Handanovic. Anzi, alla prima vera occasione l'Inter passa: apertura volante di Lautaro per Young, cross sulla testa Lukaku che anticipa Chiriches e batte Consigli. Un gol che permette al belga di continuare ad inseguire le 30 reti stagionali (è a quota 27), che gli permetterebbe di eguagliare Meazza e Nyers come unici nella storia dell'Inter capaci di segnare almeno 30 gol per due stagioni di fila. Il Sassuolo prova ad alzare ulteriormente la pressione, nella prima mezzora tiene un possesso palla intorno al 75%, ma il primo tiro in porta arriva al 38' con una conclusione centrale di Traoré.

L'episodio che sembra mettere la partita nelle mani dell'Inter arriva a metà ripresa, quando Raspadori va giù in area su una trattenuta di De Vrij: Irrati lascia correre, i nerazzurri ripartono in contropiede e Lautaro, servito da Lukaku, con un mancino ad incrociare fa 2-0. Non inter viene nemmeno il Var, nonostante le proteste dei neroverdi ("era rigore, Irrati non mi piace come arbitro", le parole di De Zerbi a fine gara) e l'Inter sembra potersi mettere i tre punti in tasca. Se non fosse che tra i nerazzurri una leggera vena di pazzia non è ancora scomparsa, anzi. Con la partita che ormai sembrava chiusa, ci pensa infatti Hakimi con una dormita a riaprirla: dopo un rimpallo la palla arriva a Traoré, che accorcia con un destro all'incrocio da posizione defilata. A quel punto il Sassuolo si spinge in avanti alla ricerca del 2-2, mentre l'Inter ha diverse occasioni per chiudere nuovamente la sfida, sprecando però con Sanchez e Hakimi mentre Lukaku segna ma in fuorigioco. La sofferenza così prosegue e l'esultanza di tutta la panchina nerazzurra al fischio finale la dice lunga sull'importanza della vittoria. E ora l'Inter può iniziare a fare i conti: con il +11 sul Milan in tasca, basteranno 16 punti nelle ultime nove gare per poter festeggiare. Obiettivo che va avvicinato fin da subito, a partire dalla sfida di domenica contro il Cagliari sempre a San Siro.

La Juve risorge contro il Napoli

Lo "spareggio Champions" va alla Juve: battuto il Napoli 2-1, Pirlo può tornare ad esultare dopo i passi falsi contro Benevento e Torino. CR7 continua a battere record, Dybala rientra dopo tre mesi e ritrova un gol atteso dal 3 gennaio scorso. Nel finale, il rigore di Insigne riapre la gara, ma De Ligt si immola sulla conclusione di Osimhen ed evita un 2-2 che sarebbe stato clamoroso. Restano fuori i positivi al Covid Bonucci e Bernardeschi, mentre Demiral si è negativizzato e Pirlo ritrova i tre esclusi dal derby per motivi disciplinari (Arthur, McKennie e Dybala), tutti almeno inizialmente in panchina. Il tecnico sorprende tra i pali scegliendo Buffon, che centra così quota 655 presenze. Rispetto al derby, il tecnico bianconero non tocca difesa e attacco, ma si riserva un cambio in mezzo al campo: Danilo torna terzino, Cuadrado fa l'esterno, la modifica riguarda Kulusevski, lasciato fuori in favore di Rabiot. Gattuso, invece, ne cambia addirittura 6 dopo il sofferto successo per 4-3 contro il Crotone. Rivoluzionata la retroguardia, con l'unica conferma che riguarda Di Lorenzo, e le novità della coppia Rrahmani-Koulibaly in mezzo e Hysaj sulla fascia mancina, poi c'è Demme che vince il ballottaggio con Bakayoko per affiancare Ruiz. Nei primi 180 secondi, le due squadre potrebbero essere già sull'1-1: Ronaldo si divora un gol da pochi metri, Zielinski calcia in curva da ottima posizione.

Ma la Juve, come già accaduto contro il Toro, approccia meglio e, con le modifiche in corsa di Pirlo, trova il vantaggio. Dopo qualche minuto inverte Cuadrado e Chiesa, la mossa è vincente: l'ex viola fa fuori Insigne e Hysaj e crossa in mezzo all'area, dove c'è CR7 che batte Meret. E' il gol numero 773 in carriera: dopo aver staccato Romario ora l'obiettivo del portoghese diventa Bican a 805. I bianconeri legittimano il vantaggio senza però trovare il raddoppio, Buffon trema soltanto nel finale sul destro a giro di Insigne. Nel frattempo, il protagonista diventa Mariani: l'arbitro fa infuriare entrambe le panchine, compreso il vice-presidente della Juve Nedved in tribuna, per non aver sanzionato con il rigore la scivolata di Lozano su Chiesa e lo sgambetto di Alex Sandro su Zielinski. Gattuso scuote i suoi all'intervallo, poi propone un Napoli a trazione offensiva: fuori Demme e Lozano, con gli ingressi di Osimhen e Politano viene arretrato Zielinski. E i partenopei, dopo un primo tempo deludente, cominciano a farsi vedere dalle parti di Buffon. Il portiere è attento sulle conclusioni ravvicinate di Insigne e Di Lorenzo e dalla distanza di Ruiz, a 20 minuti Pirlo getta nella mischia Dybala. Un abbraccio tra i due prima dell'ingresso in campo atteso dal 10 gennaio, al secondo pallone toccato la Joya va subito in gol: una rete delle sue, con il mancino a giro sul palo lontano, e tutta la panchina corre a festeggiarlo. La Juve sembra avere in pugno i tre punti, ma Chiellini abbatte Osimhen e Insigne spiazza Buffon dal dischetto. E' De Ligt a mettere l'ultima firma sul successo, immolandosi sulla conclusione a botta sicura dell'attaccante nigeriano. L'Inter continua a vincere e ormai ha ipotecato lo scudetto, la Juve ha ricacciato il Napoli ha -3 e si è riportata al terzo posto.