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Ferrari, un occhio al trionfo di Max. E un altro sul grande caos a casa Red Bull

Max ha fatto la gara solo contro se stesso. Secondo noi prima o poi si annoierà anche lui. Vasseur naturalmente parla di «passi avanti», il suo disco fisso. Ammette che la Red Bull è ancora parecchio più veloce,

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Ferrari, un occhio al trionfo di Max. E un altro sul grande caos a casa Red Bull
Verstappen (Ansa)

L’avevamo già capito in Bahrein che non bisognava farsi troppe illusioni. La replica è arrivata puntuale a Jeddah. Trionfa Max e doppietta Red Bull. Sarà così per tutto il mondiale? La Ferrari è la seconda forza dietro di loro, ma parecchio dietro, venti secondi da Verstappen e dieci da Perez. In compenso, all’ultimo momento, piazza il giro veloce con Charles Leclerc. E Ollie Bearman, l’esordiente di 18 anni, il più giovane della storia Ferrari, agguanta un ottimo settimo posto, corredato da alcuni sorpassi belli e coraggiosi. Quando sta dietro a Magnussen alla radio parla con lo slang dei ragazzini: «Bro, questo è lentissimo».

Vasseur naturalmente parla di «passi avanti», il suo disco fisso. Ammette che la Red Bull è ancora parecchio più veloce, ma noi, dice, siamo migliorati e questo ci fa ben sperare. Poi se vai a vedere i numeri non è proprio così. In Bahrein le Rosse pagavano 4 decimi virgola 7 al giro a Verstappen. A Jeddah, 4 virgola sei. La differenza è la stessa, come si è visto bene in gara. Max ha fatto la gara solo contro se stesso. Secondo noi prima o poi si annoierà anche lui

Verstappen è più forte di tutto, mica solo dei suoi avversari 

E’ più forte anche del gran scompiglio che regna in casa Red Bull, un intrico di inestricabile suggello che vede gli uni contro l’altri armati guelfi e ghibellini, bianchi e neri, austriaci e tailandesi, vecchi e nuovi padroni. Il week end di Jeddah è cominciato con le voci su un ammiccamento fra il campione del mondo e la Mercedes e con una decisa dichiarazione di Max: «Devono succedere delle cose veramente pazze perché io vada via nel 2025».

Solo che poche ore dopo la prima cosa pazza è parsa già palesarsi all’orizzonte, quando Helmut Marko ha annunciato che potrebbe essere sospeso dalla Red Bull, perché sospettato di aver veicolato le informazioni alla stampa sul caso Horner, il team manager accusato da una dipendente di inopportune avances sessuali. Toccare Marko, però, vuol dire toccare Verstappen, come ha fatto capire subito lo stesso campione del mondo: «Senza di lui in squadra, credo che ci sarà un problema anche per me, prché ho sempre avuto molta fiducia in lui, che è un elemento troppo importante per la squadra». 

Ma non ci sarebbe in ballo solo il suo futuro 

La cosa incredibile è che dietro a questo guazzabuglio non ci sarebbe in ballo solo il futuro di Verstappen, ma anche quello di Adrien Newey, il Mago, il genio che inventa tutte le volte una macchina imbattibile, sempre diversa. Se li perdesse davvero tutt’e due, per la Red Bull sarebbe un problema molto, ma molto serio. Le voci dicono: Max alla Mercedes e Newey chissà/forse/magari, alla Ferrari. Ora le cose starebbero così. Maranello avrebbe in effetti contattato il Mago. Ma Adrien non ha per niente detto di sì (e sarebbe un po’ inspiegabile che lo facesse dopo che i suoi uomini hanno tutti rifiutato le proposte della Ferrari). Le sue intenzioni sarebbero adesso quelle di comprarsi una bella barca e prendere residenza a Montecarlo. 

Christian Horner ha il sostegno dei tailandesi  

Resta da capire come sia possibile che la Red Bull stia rischiando di giocarsi quanto meno i principali artefici del suo successo solo per un banale pasticcio da rotocalco, anche se un po’ trash e abbastanza sconveniente. La realtà è che questa vicenda è solo il paravento di una guerra di ben altra portata, che vede schierati da una parte Chaleo Yoovidhya, il tycoon tailandese che detiene il 51 per cento delle azioni, e dall’altra gli austriaci fondatori della scuderia, che hanno sempre avuto in Helmut Marko il loro braccio destro. Christian Horner ha il sostegno dei tailandesi, come si è visto.

Secondo Formula Passion, però il team manager avrebbe in mente programmi ambiziosi e vorrebbe acquistare parte del gruppo Red Bull, sostenuto nell’impresa da alcuni investitori britannici, prelevando quote della società proprio da Yoovodhya, tutto all’insaputa degli azionisti austriaci del gruppo, che se ne sarebbero ovviamente risentiti. Per adesso tutto gira a favore di Horner. Le ultime puntate di questa telenovela lo vedono sempre più saldo che mai sulla tolda del comando con i suoi rivali cacciati all’angolo dietro la lavagna, come dimostra la notizia rilanciata dall’emittente tedesca Rtl, secondo cui il team manager «avrebbe versato alla dipendente una buona uscita di 700mila euro aumentata a un milione da parte della Red Bull, per chiudere così definitivamente la questione con il suo allontanamento».  

Fino a che punto la proprietà tailandese sosterrà il suo team principale? 

Continuerà a farlo anche dopo che gli addii di Verstappene e Newey dovessero diventare reali? Be’, ora come ora pare proprio di sì. Il sospetto è che un conto siano le voci e un altro la realtà. Newey non ha mai fatto una dichiarazione, neppure un accenno contro Horner. E se il team principal tkira così diritto e sicuro per la sua strada è perché magari sa che il Mago non è contro di lui. A noi però viene spontanea un’altra domanda che ci frulla in testa e ci riguarda più da vicino: ma al posto del vecchietto Lewis Hamilton sulla soglia della pensione la Ferrari non avrebbe fatto meglio a rivolgere le proprie attenzioni a Super Max, il Cannibale? Era così difficile capire che in casa Red Bull stava scoppiando un pandemonio? E ultima, ma non ultima: perché dal braccio destro di Newey, Enrico Balbo, in poi tutti quelli bravi dicono no a Maranello? 

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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