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Al Gp di Miami vince Lando Norris. Sul podio Verstappen e Leclerc

Ecco perché Miami rischia di passare alla storia come il Gran Premio più importante di questa stagione

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Il podio di Miami: Lando Norris, Max Verstappen e Charles Leclerc (Ansa)
Il podio di Miami: Lando Norris, Max Verstappen e Charles Leclerc (Ansa)

La corsa più avvincente della stagione segna la prima vittoria in carriera di Lando Norris, venticinquenne della contea di Bristol, metà inglese e metà belga, anche se non parla una parola di fiammingo, appassionato di fisica e matematica, che sogna un giorno di emulare il suo grande idolo: Valentino Rossi. Intanto stravince a Miami (anche se aiutato tantissimo dalla Safety Car) e infligge anche un bel distacco a SuperMax, quasi otto secondi, al termine di una gara che per lunghi tratti ha visto tre vetture fronteggiarsi quasi alla pari, McLaren, Red Bull e Ferrari, in rigoroso ordine di arrivo (e anche di prestazione).

Ma Miami non è solo per questo che rischia di passare alla storia della cronaca come il Gran Premio più importante di questa stagione. Da oggi, aspettando gli aggiornamenti di Maranello previsti per Imola, il Regno della Red Bull forse non è più così assoluto e dominante, non c’è più il vuoto dietro di lei. La McLaren del team principal Andrea Stella sembra davvero aver fatto un passo avanti decisivo, mandando in pista una vettura molto competitiva. La Ferrari è lì, è migliorata tantissimo, è li dietro la Red Bull ormai, è vicina, come ha detto Chris Horner, ma gli manca ancora quello scatto per passare davanti a Max. Così, alla fine Leclerc deve accontentarsi del terzo posto a due secondi da Verstappen, ma a dieci da Norris, che non sono proprio pochi. Sainz è stato penalizzato di cinque secondi sul tempo di gara e declassato dal quarto al quinto posto in classifica.

A Imola gli aggiornamenti Ferrari

Va detto che il pacchetto portato dalla McLaren era molto esteso. Se si considera che in genere ci vogliono un paio di gare per vederne appieno gli effetti, si può presumere che la vettura di Norris e Piastri abbia fatto un deciso passo in avanti. Anche se Vasseur non sembra essere molto d’accordo: «Noi siamo in lotta con la McLaren sin dall’inizio della stagione, non è che dobbiamo cominciare a temerli da oggi. Da parte nostra abbiamo fatto una buona gara, il passo c’era, oggi ci sono stati un mucchio di cose positive, dobbiamo tenerle in conto e partire da lì per migliorare. Siamo stati sfortunati con la Safety Car. Ma il passo, lo ripeto, c’è stato per tutto il week end».

Adesso comunque si va a Imola, fra 15 giorni, dove la Ferrari ha annunciato di portare i suoi aggiornamenti. Si tratta di uno sviluppo per rendere la vettura più aggressiva, in stile Red Bull. Ma Vasseur non ha intenzione di sbilanciarsi. «Imola è una delle gare più belle della F1. Sono sicuro che lì faremo una gara migliore. Siamo al nuovo sviluppo della macchina, ma non dovete pensare a una rivoluzione. Se quello che porti funziona, è questione di decimi, non di secondi. Noi non dobbiamo concentrarci sugli aggiornamenti, ma sul nostro lavoro nel suo complesso».      

I pronostici sbagliati

Prima del via la sensazione era che Verstappen avrebbe avuto come logico dalla sua tutti i favori del pronostico, ma che questa volta avrebbe avuto anche molta difficoltà a prendere e andarsene nel suo consueto tentativo di fuga, limitato forse da un possibile surriscaldamento delle gomme. Lo stesso team principal Chris Horner qualche minuto prima della partenza aveva confessato ai giornalisti che «come si può vedere, la situazione è complicata. La Ferrari è vicinissima, è lì, praticamente lì». La grande incognita era quella della McLaren, che aveva portato a Miami la sua versione aggiornata, offrendo ottime impressioni nel week end, per poi andare in difficoltà nelle qualifiche con la gomma soft che aveva tenuto lontani dalla pole position Lando Norris e Piastri. E poi appena è scattato il semaforo verde si è capito subito che quella della McLaren era mica tanto una incognita. Prima Oscar Piastri si è bevuto Sainz in un amen ed è andato all’attacco di Leclerc per superarlo già al quinto giro e mettere nel mirino Verstappen. Ma dal diciottesimo giro, quando Perez che gli faceva da tappo è andato ai box a cambiare le gomme, è venuto fuori Lando Norris, con un passo miracoloso, inanellando un giro veloce dopo l’altro, con una cadenza impressionante. Finito il carosello dei pit stop con annessa l’immancabile Safety Car, che gli dà un aiuto forse decisivo, il leader della corsa era lui. E a questo punto si faceva dura per Verstappen. Diciamo che Chris Horner aveva azzeccato a metà il suo pronostico. E’ vero che per la Red Bull Miami poteva essere più complicata delle altre volte. Ma non era la Ferrari quella da tenere d’occhio. O perlomeno non era solo la Ferrari. La Rossa era vicino, come aveva previsto il team principal della Red Bull, praticamente lì, vicinissima, e Leclerc ha chiuso in effetti a soli 2 secondi da Max. Il problema però era che la McLaren non era vicina. Era davanti.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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