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Cambio di guardia: al Gran Premio d’Austria domina Max Verstappen. Hamilton sempre più lontano

Sventola la bandiera a scacchi! Max Verstappen vince davanti a Bottas e Norris. Quarto Hamilton. Sainz si prende la quinta posizione ai danni di Perez

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
La monoposto di Verstappen al Gp d'Austri (Ansa)
La monoposto di Verstappen al Gp d'Austri (Ansa)

Non è stata solo la facilità con cui Max Verstappen ha dominato il Gran Premio d’Austria a farci pensare che ormai il cambio di guardia è quasi compiuto. Molto di più pesa su questa impressione la gara così stentata, sempre in salita, di Lewis Hamilton, finito addirittura quarto, superato dal compagno di squadra Bottas e da uno scatenato Lando Norris, salito al terzo posto del podio. La risposta definitiva l’avremo il 18 luglio a Silverstone, un circuito da sempre favorevole alla Mercedes: se anche lì la Red Bull farà valere la sua forza, il sorpasso a quel punto sarà totale. E occhio alla Mclaren, adesso, non per il titolo, ma per i podi e qualche vittoria sì.

Chi punta in alto

Il rake della monoposto arancione, molto inclinato verso il basso come la RedBull, un assetto davvero efficace con la sospensione posteriore, unito alla potenza del motore Mercedes, consente a Lando Norris, 21 anni appena, il pilota più in forma della griglia assieme a Max, di puntare in alto. Questo significa che la speranza della Ferrari di conquistare il terzo posto della classifica costruttori si riducono al lumicino. Eppure, nella replica di Zeltweg, la Rossa non è andata male, ottenendo il massimo che poteva ottenere. Il quinto posto di Sainz è un risultato che va al di là delle aspettative, perché ha messo dietro di sé la RedBull di Perez e la Mclaren di Ricciardo, due macchine sulla carta superiori. L’ottavo di Leclerc, poi, avrebbe potuto essere migliore, se anche lui fosse partito con le gomme bianche come il suo compagno, e se Perez non lo avesse sbattuto due volte sulla ghiaia, impedendogli il sorpasso proprio mentre era in rimonta: «Perez ha esagerato», ha detto poi Charles. «E’ stato troppo aggressivo e il suo comportamento mi ha messo in difficoltà per il resto della gara».  

Eroe nazionale

Certo che Max, adesso, guarda tutto questo molto dall’alto. Ha spostato trentamila maglie arancioni sugli spalti di Zeltweg come un vero e proprio eroe nazionale, e poi ha stravinto la gara, in testa dal primo giro all’ultimo, mantenendo un ritmo irresistibile per tutti, straccia il campione del mondo rifilandogli un distacco enorme, 46 secondi. Tanto per capire, quando Verstappen ha fatto il giro più veloce, Lewis Hamilton è andato più lento addirittura di tre secondi. Il pilota più forte degli ultimi anni, che ha appena rinnovato fino al 2023 il contratto con la Mercedes, l’aveva detto, prima della partenza: «Per la RedBull sarà una vittoria semplice. Sono nettamente più veloci». E alla fine della gara l’ha ripetuto sconsolato a chi gli chiedeva una previsione su Silverstone: «Loro sono troppo davanti a noi». Solo Toto Wolf la vede meno nera, e chissà se si tratta di frasi di rito: «Io sono convinto che il distacco non è così forte, e che invece siamo abbastanza vicini alla RedBull».

La strategia Ferrari

Dietro di loro, come detto, avanza la McLaren. La Ferrari dal canto suo, qui a Zeltweg, ha puntato tutto sulla strategia, visto che questa decisione aveva già dato ottimi risultato una settimana prima. In quell’occasione era stato sacrificato l’assetto del sabato per avere più passo la domenica. Questa volta si è aggiunta la scelta delle gomme, perché chi partiva con le rosse, nelle idee del box Ferrari, ben difficilmente sarebbe riuscito a fare una sola sosta: per questo i tecnici della scuderia di Maranello hanno invitato i piloti a tentare di ottenere l’accesso alla Q3 con gomma media, perché partire con quella sarebbe stata la condizione necessaria per avere un vantaggio importante durante la gara, a costo di rischiare posizioni di partenza in coda alla decima, come in effetti è accaduto.

I piloti della Rossa fuori dalla Q3

E’ stata la prima volta in stagione che entrambi i piloti della Rossa sono rimasti fuori dalla Q3, ma subito dopo le qualifiche il racing director Laurent Mekies aveva cercato di spargere un po’ di ottimismo giustificando questa scelta: «Mai come oggi il risultato delle qualifiche va letto in funzione della gara. Con questo piazzamento avremo la possibilità di scegliere i pneumatici con cui partire, che potrebbe essere un vantaggio con chi davanti a noi partirà con le soft. Per questo avevamo provato a passare il taglio di Q2 con le medium, un obiettivo mancato per un soffio». In verità poi le cose non sono andate tutte così. I primi cinque della fila hanno cominciato tutti con la gialla. E la Ferrari ha adottato due strategie: gomma bianca per Sainz e gialla Leclerc. Però in gara i due piloti sono rimasti imbrigliati per tutto il tempo nel gruppo di mezzo, ottenendo alla fine un risultato che per quanto riguarda Charles Leclerc alla resa dei conti lascia l’amaro in bocca, con il suo ottavo posto. Col senno di poi, quella giusta in partenza è stata senza dubbio la scelta di Carlos Sainz. Che però racconta di aver patito le pene dell’infermo all’inizio, perché «con le hard facevo una fatica dannata, scivolando tantissimo. Io sono rimasto calmo. Dopo 10 giri ho visto che gli altri rallentavano ed è cominciata la rimonta». Le gare sono lunghe, bisogna saper aspettare. Un po’ come facciamo noi che aspettiamo il prossimo anno. Sperando che la musica sia diversa.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

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