L’ex pilota Michael Schumacher a Parigi per una cura top secret

Trasportato all'ospedale europeo Georges Pompidou

L’ex pilota Michael Schumacher a Parigi per una cura top secret
TiscaliNews

Michael Schumacher è arrivato a Parigi dove è stato trasportato all'ospedale europeo Georges Pompidou per una cura al momento "top secret". Secondo Le Parisien, all'ex campione di Formula 1, rimasto gravemente ferito nel 2013 per una caduta sugli sci, dovrebbero essere praticate trasfusioni di cellule staminali nell'organismo allo scopo di ottenere un'azione "anti-infiammatoria sistemica". Il trattamento dovrebbe essergli praticato dal professor Philippe Menasché, celebre chirurgo cardiaco, pioniere della terapia cellulare nella cura dell'insufficienza cardiaca.

Menasché è però anche nel consiglio d'amministrazione dell'Istituto del cervello e del midollo spinale. Nell'ospedale in cui è ricoverato Schumacher è stato visto oggi anche il famoso chirurgo ortopedico Gerard Saillant. Menasché e la direzione del Pompidou, contattati dai media francesi, non hanno confermato né smentito il tipo di cura cui sarà sottoposto Schumacher, trincerandosi dietro il segreto medico. Fonti giornalistiche francesi assicurano che Schumacher è stato portato almeno altre due volte negli ultimi tempi a Parigi, l'ultima la scorsa primavera. Nel suo primo soggiorno, l'ex pilota fu ricoverato alla Pitié-Salpetrière. Secondo quanto si apprende, Schumacher avrebbe dovuto tornare a Parigi per esami a luglio ma questo appuntamento fu rinviato per un problema di salute imprevisto e la data fu spostata ad inizio settembre, dopo il rientro dalle vacanze del professor Menasché.

La struttura si trova a Sud-Ovest di Parigi è risulta dotata di un’efficiente sezione urgenze e una importante attività a livello chirurgico. Dal tragico incidente sugli sci, che ha cambiato per sempre l'esistenza di Michael e la vita della sua famiglia, sono passati sei anni. Sulle condizioni di salute dell'ex pilota di Formula 1 la famiglia ha sempre mantenuto il massimo riserbo. Di certo è dato sapere soltanto che il 29 dicembre 2013, a seguito della caduta, l'ex pilota subì gravi danni cerebrali. Dopo due interventi, estremamente complicati e delicati, Schumacher si risvegliò dal coma... era giugno del 2014.

Da allora non si è saputo più nulla, se non che le sue condizioni erano ancora gravi. Una delle poche indiscrezioni, tuttavia, venne rilasciata da Jean Todt, ex manager della Ferrari oggi presidente della Fia. A Radio Monte Carlo ha detto che il campione tedesco era impegnato nell'affrontare una lunga fase di riabilitazione in Svizzera: “Sono sempre molto cauto quando faccio queste dichiarazioni - ha detto lo scorso 30 luglio - ma è vero: ho guardato con lui nella sua casa in Svizzera le gare di Formula 1. Michael non si arrende, continua a combattere ed è nelle migliori mani“.

Le tappe della vicenda

- 29 dicembre: l'ex campione di F1 cade sugli sci a Meribel, in Alta Savoia, sbattendo la testa su una roccia e riportando un grave trauma cranico. Ricoverato in ospedale in coma, viene operato più volte alla testa.

- 30 dicembre: "Michael Schumacher è in condizioni stabili, ma gravi", riferisce Marc Penaud, direttore dell'ospedale di Grenoble dove è ricoverato il sette volte campione del mondo.

- 30 dicembre: la magistratura apre un fascicolo sull'incidente: il procuratore fa sapere che Schumacher ha «scelto deliberatamente di andare nella zona» in cui ha poi avuto l'incidente, e che non è andato a soccorrere nessuno.

- 17 gennaio: le condizioni di Schumacher sono sempre "stabili", scrive la manager del pluricampione di F1, Sabine Kehm, aggiungendo che "la famiglia di Michael ha piena fiducia nell'equipe medica ed è molto soddisfatta del suo lavoro».

- 30 gennaio: ancora la Kehm fa sapere che "i sedativi somministrati a Michael sono da pochi giorni in diminuzione al fine di iniziare un processo di risveglio che potrebbe durare a lungo". Secondo l'Equipe «non è più in pericolo di vita» e scrive che Michael «ha cominciato a sbattere le palpebre».

- 6 febbraio: "Michael Schumacher non è morto": l'ospedale di Grenoble smentisce le voci incontrollate circolate nelle ultime ore su twitter sul decesso dell'ex pilota tedesco.

- 12 febbraio: "Nuova preoccupazione per Schumi: infezione polmonare in coma", titola il tabloid tedesco Bild.

- 17 febbraio: la magistratura chiude l'inchiesta: "Non è stata rilevata alcuna infrazione a carico di chiunque. L'incidente è avvenuto fuori pista".

- 12 marzo: Sabine Kehm parla di "piccoli segnali incoraggianti. Siamo e restiamo fiduciosi che Michael si risveglierà".

- 26 marzo: le condizioni di Schumacher si sono drammaticamente aggravate a causa «di una serie di disattenzioni» durante le operazioni di soccorso«, dice Gary Hartstein, capo-medico della F1 dal 2005 al 2012, al tabloid britannico Sun, riferendo di confidenze che gli sono giunte da »fonti solitamente impeccabili«. Per Hartstein »sarà meglio prepararsi al peggio«.

-29 marzo: ancora il Sun scrive che Schumacher potrebbe lasciare l'ospedale di Grenoble per tornare a casa, dove sua moglie sta costruendo una unità di terapia intensiva dal costo di 12 milioni di euro.

- 3 aprile: Sabine Kehm parla alla Bil di »sensibili miglioramenti«.

- 4 aprile: Michael Schumacher "mostra dei momenti di coscienza e di veglia".