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Con la Ferrari la F1 è cambiata ma continuare così potrebbe essere pericoloso

Emozioni che mettono a dura prova le coronarie. Max Verstappen vince il Gp d'Arabia Saudita. Ma sul podio ci sono anche la Ferrari di Leclerc e Sainz

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Foto Ansa
Foto Ansa

Ha vinto Max Verstappen, al cardiopalma. La Formula 1 è cambiata, volevano gare più aperte, sorpassi e controsorpassi, nessuno strapotere e emozioni fino all’ultimo. Beh, questo l’hanno ottenuto. Ma se si continua così, con questi ritmi e questa adrenalina, qualche cuore rischia grosso. Il campione del mondo ha vinto allo sprint, con cinque decimi di vantaggio appena su Charles Leclerc, dopo la solita, incredibile girandola di sorpassi reciproci, inseguimenti serrati e colpi di scena in serie. Max e il principino se le sono date di santa ragione, sembrava di assistere a una gara di MotoGp. Ma al di là di tutto, la notizia più lieta è che la pista di Jeddah ha confermato che la Ferrari è tornata, ed è tornata per davvero, che il Bahrain non è stato solo un episodio.

Il secondo appuntamento mondiale della stagione, deciso alla fine anche con un po’ di fortuna a favore della Red Bull, ha dimostrato che la Rossa di Maranello non ha punti deboli, e che è competitiva su tutti i tracciati. Anche qui Leclerc è arrivato a cinque decimi dalla vittoria. Il pilota olandese l’ha passato a tre giri dalla fine e chissà cosa sarebbe successo se non ci fosse stato un incidente tra Albon e Stroll subito dopo con l’ingresso della Virtual Safety Car, che ha impedito alla Ferrari di attaccare col Drs spalancato, lasciandogli solo l’ultimo disperato tentativo sul rettilineo del traguardo.

Si annuncia un mondiale tutto così, come in queste prime due gare. Teniamo presente che la Red Bull dovrebbe aver consumato tutto il suo budget a disposizione per migliorare ancora le sue monoposto, mentre la Ferrari potrebbe ancora spendere qualcosa. E poi che di sicuro fra poche gare entrerà in scena anche la Mercedes, quando risolverà i suoi problemi, che riguardano la sua aerodinamica, non il motore. Hamilton ha chiuso decimo, il suo compagno Russel quinto, dietro Sainz (ottimo terzo) e Perez. Lewis ammette che sono «ancora troppo indietro», e che ci vorrà ancora un po/’ do tempo per mettere a posto le cose. Quando arr8verà quel momento bisognerà fare attenzione pure a loro.

Intanto godiamoci queste corse allo spasimo. Già dalla partenza e dal primo giro si era capito subito che tipo di gara sarebbe stata: all’ultimo respiro, e quando una corsa si decide così, la fortuna diventa decisiva. Su questa pista, poco più di sei chilometri, la seconda più veloce al mondo dopo Monza, 29 curve e lunghi rettilinei dove si superano i 300 chilometri all’ora, si sono confrontate le due macchine più forti della Formula uno, almeno in questa fase della stagione, e che molto si equivalgono. La Ferrari guadagna tantissimo nelle curve e la Red Bull spinge tantissimo nei rettilinei.

E a conferma di questo, i dati Gps raccolti in qualifica avevano certificato che su tutti i rettilinei, Max Verstappen e Perez facevano registrare una velocità molto più alta rispetto alle Rosse, e su quello iniziale subito dopo la partenza raggiungeva addirittura i dodici chilometri orari di vantaggio. Negli allunghi all’uscita delle curve la Red Bull era di cinque chilometri più veloci, e sugli altri rettilinei nove. Questo poteva significare due cose: la prima è che la Ferrari non sembrava avere molte chance al semaforo verde, e la seconda che una volta in testa le macchine della scuderia di Milton Keynes erano più difficili da superare. E’ andata così. Alla partenza scatta Perez in testa, e Verstappen supera Sainz. Poi la prima Safety Car cambia le carte e porta in testa Leclerc, che riesce a tenere sempre il pilota olandese sopra il limite dei due secondi, impedendogli di spalancare il Drs per il sorpasso. Ma una seconda safety Car riavvicina le monoposte e comincia così quella girandola di sorpassi che si chiude con la vittoria di Max.

E adesso? Mattia Binotto vede il bicchiere mezzo pieno: «L’ho detto che serviranno quattro o cinque gare per valutare la reale differenza tra le macchine. Adesso andremo a Melbourne, per il prossimo appuntamento, una pista diversa da queste prime due. E poi Imola con curve lente dove possiamo ottimizzare le nostre due vetture al meglio». Leclerc guarda avanti pensando solo a migliorare ancora: «Certo, la virtual non mi ha agevolato, però fa parte della gara. Avevamo la macchina più carica rispetto alla Red Bull ma per me era veramente difficile tenere il loro passo nei rettilinei. Su una pista che premiava più loro, abbiamo avuto molte conferme. Dobbiamo solo migliorare sulla velocità nel dritto e vedremo cosa si può fare».

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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