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[Il commento] Abu Dabhi e il destino della Ferrari: ecco perchè i progetti non si annunciano tanto bene

A partire da questo poco allegro finale, i progetti del futuro non è che si annunciano tanto bene per Maranello. Come ripete il suo team principal Mattia Binotto, "serve una macchina migliore per vincere"

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
[Il commento] Abu Dabhi e il destino della Ferrari: ecco perchè i progetti non si annunciano tanto...

Ad Abu Dhabi la F1 ha chiuso la sua stagione così com’era cominciata, nel segno della Mercedes, con il dominio incontrastato di Lewis Hamilton, a spasso fra le sinuose curve del circuito con il braccio al finestrino e la sigaretta in bocca, mentre dietro di lui, a debita distanza di sicurezza, Verstappen e Leclerc sferragliavano per i podi delle damigelle d’onore, fino a quando la Ferrari ha avuto la forza di resistere. Poi è andata come sempre quest’anno, a parte la miracolosa parentesi di quest’estate, che anche la Red Bull s’è divorata in un batter d’occhio la Rossa, e non c’è stata più gara nemmeno per il secondo posto. Pure in questo Abu Dhabi non ha fatto altro che suggellare tristemente l’andamento lento di questa stagione.

A partire da questo poco allegro finale, i progetti del futuro non è che si annunciano tanto bene per Maranello. Come ripete il suo team principal Mattia Binotto, «serve una macchina migliore per vincere. Su questo dobbiamo concentrarci, per essere più veloci in gara e più affidabili. In ogni ciclo vincente c’è voluta pazienza all’inizio. Ci vuole tempo. Ma abbiamo imparato molto in questa stagione. E partiamo da una buona base, se riusciamo a far tesoro degli errori commessi». Se lo dice lui...

In realtà, il problema è di un po’ più difficile soluzione. Perchè la Ferrari deve migliorare - e tanto, davvero tanto, come ha appena finito di insegnare Abu Dhabi - per cercare soltanto di avvicinarsi alla Mercedes. Ma è impossibile immaginare che a Stoccarda stiano fermi ad aspettarla: purtroppo non funziona così. Il limite più evidente della SF90, che per fortuna se ne va in soffitta, è, come ammette lo stesso Binotto, che «siamo stati troppo lenti nelle curve, perché ci manca carico aerodinamico. E questo ci ha svantaggiato sul passo gara». Il resto era un po’ meglio, ma neanche lontanamente paragonabile ai valori della Mercedes. «Lo sappiamo bene che la nuova monoposto deve essere migliorata sotto tutti gli aspetti», dice Binotto. «Dalla power unit all’aerodinamica, al telaio, al set-up.

Nel complesso c’è molto da fare. Ma sviluppiamo da tanto la nuova macchina. Ormai è a buon punto. Il concetto e la parte architetturale sono già definiti. E il motore sta facendo le prove di affidabilità. Lavoreremo ancora soprattutto sull’aerodinamica. Certo, il vantaggio sul rettilineo tenderemo a perderlo. Bisognerà trovare il bilancio giusto». Con questi presupposti, si capisce bene che non è che si possa essere troppo ottimisti. Se la macchina non riesce a vincere, si prova a sognare di prendere il pilota più forte della Formula 1, Lewis Hamilton, uno che vince i titoli mondiali a raffica e ha il difetto di non accontentarsio neppure quando ha vinto e ha battuto i record. Che qualcosa ci sia stato tra i Signori di Maranello e Lewis fuor di dubbio. Di sicuro c’era stato due anni fa, e allora fu la Ferrari a tirarsi - incomprensibilmente - indietro, rinnovando fino al 2021 il contratto a Vettel, tanto da far dire a un indispettito e stupito campione del mondo, che nel frattempo aspettava a firmare il suo con la Mercedes: «Beh, adesso so cosa fare».

Ora dall’Italia sono tornati a farsi sotto e il sogno di Hamilton alla Ferrari è tornato di moda. Il primo a confermarlo è stato Toto Wolff, team manager delle Frecce d’argento: «So che può succedere. E ne abbiamo parlato apertamente fra di noi. Il Cavallino è un marchio fenomenale, il più prestigioso in F1 e ogni pilota sogna di vincere il titolo con la Rossa. D’altra parte anche la Mercedes ha una grande storia e in questi anni stiamo rinnovando i fasti delle nostre macchine, cosa di cui Lewis è fiero. Spero che lui finisca la carriera vincendo altri titoli con noi, ma so che tutti avrebbero il desiderio di andare alla Ferrari». Nel 2020 scade il contratto di Hamilton e lui sarà sul mercato, e questo fatto non fa altro che rafforzare le voci, anche perché la coesistenza fra Vettel e Leclerc non è così idilliaca e quindi non è così fantasioso ipotizzare un divorzio nel cuore di Maranello. Nei prossimi giorni, a Stoccarda tratteranno il rinnovo di Hamilton, come ha già annunciato sempre Toto Wolff: «Stiamo già discutendo del futuro. Vedremo che cosa succederà durante l’inverno. Piacerebbe anche a me sapere se Lewis andrà via o resterà. Ma c’è tanta fiducia».

Dall’altra parte i segnali non sono mancati. Per due volte, come ha scritto la Gazzetta dello Sport, il presidente John Elkann ha incontrato il campione del mondo. Lewis Hamilton, due anni fa, quando sembrava sul punto di cedere al corteggiamento, era venuto in gran segreto a visitare la fabbrica di Maranello. E ora Mattia Binotto ha speso parole al miele per lui: «Lewis è un pilota fantastico, sapere che è disponibile nel 2021 ci può solo rendere felici». Aggiungendo però, subito dopo: «Per adesso siamo contenti dei nostri piloti. Per il resto ne parleremo nella prossima stagione». E questo è il punto centrale della questione.

Per il titolo del 2020 i giochi sembrano già quasi tutti fatti. Hamilton è ancora sotto contratto e non è così stupido da lasciare una macchina vincente e pure imprendibile. Resterà alla Mercedes puntando da grande favorito a replicare quello che ormai sta facendo a occhi chiusi: prendersi un altro mondiale. La Ferrari terrà i suoi due piloti, tanto più che sono state smentite le voci - non così campate in aria - di un ritiro anticipato da parte di Vettel. Piuttosto cambieranno le gerarchie: partiranno alla pari, ma tutto lascia pensare che sarà Leclerc il primo dei due, uno che, come dice Binotto, «rappresenta un nostro investimento e scriverà pagine importanti della nostra Storia». E poi? Beh, sentite la risposta del team manager della Ferrari: «Lewis da noi nel 2021 è un po’ troppo presto per parlarne. Adesso siamo concentrati sul 2020». Non è un annuncio, ma qualcosa di simile. Nel 2021 cambieranno le regole e cambieranno un mucchio di cose. E magari torneranno pure le Rosse. Nel 2021...             

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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