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E’ il mondiale di F1 più noioso che si ricordi. Le inutili modifiche alla Ferrari mentre la Mercedes vola

Solo la competizione interna fra le frecce d'argento ci regala qualche emozione. Per il resto, la Rossa sta vivendo un incubo. Ma lo sapevamo

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
E’ il mondiale di F1 più noioso che si ricordi. Le inutili modifiche alla Ferrari mentre la...

Come era ormai facile prevedere anche il Gran Premio sul circuito del Montmelò ha seguito fedelmente il copione di tutto questo mondiale. Prima Mercedes, seconda Mercedes. Cambia soltanto l’ordine dei piloti che si alternano cavallerescamente sul gradino più alto del podio. Questa volta ha vinto Hamilton, che aveva dovuto inchinarsi quindici giorni fa a Bottas e che era stato distanziato dal compagno di squadra nelle qualifiche.

Un record che avrà vita breve

Cinque doppiette sono un bel record, ma solo di passaggio, perché così come stanno le cose la serie è destinata inevitabilmente a continuare, sei, sette, otto, eccetera eccetera. Questo sarebbe il mondiale più noioso che si ricordi, se non ci fosse la competizione interna alla Mercedes, che - bontà loro - ci lascia almeno un po’ di suspense.

Inferiorità Ferrari umiliante

Ora in testa c’è il plurititolato Lewis Hamilton. Solo che Bottas non sembra tipo da arrendersi tanto facilmente, e già negli abbracci di rito sotto al podio ha un muso lungo che è tutto un programma. Per il resto, stando a casa nostra, l’inferiorità della Ferrari è così umiliante, nonostante l’ottimismo del tutto ingiustificato della rosea che dopo Baku parlava ancora di campionato aperto, che Maranello ormai deve accontentarsi di fare la gara solo per i posti di rincalzo con la Red Bull di Verstappen, finendo pure per perdere, come è successo a Barcellona.

Strapotere tedesco

Strapotere tedesco, sul modello Australia, tanto per capirci, primo appuntamento di questo mondiale dal titolo Mercedes contro nessuno. Il buongiorno si era già visto dal mattino. Oddio, questa volta anche il team principal della Rossa Mattia Binotto aveva già messo le mani avanti sin da venerdì, dopo le prime libere: «Non ci stiamo giocandi tutto a Barcellona. E’ più importante dare la certezza di sviluppare bene la macchina. Abbiamo anticipato gli aggiornamenti qui perché, visto l’inizio di stagione, era doveroso cercare di recuperare e metterci nelle condizioni di avere una macchina più forte possibile, Ma dire che eravamo davanti alle Mercedes era prematuro». Risultato: stracciati nelle qualifiche, chiuse con le ossa rotte. E in gara, superati nettamente pure da Verstappen che adesso è al terzo posto anche nella classifica generale.

A Barcellona incubo rosso

Nonostante gli aggiornamenti alla power unit, le novità aerodinamiche e l’esordio del nuovo motore, il bilancio alla fine è abbastanza desolante. Partita quest’inverno dai test di Barcellona piena di aspettative, la Ferrari s’è risvegliata oggi a Barcellona dentro a un incubo. Prima che cominciasse il Gran Premio, sia Vettel che Leclerc avevano già espresso la loro delusione. «Abbiamo portato dei nuovi pezzi e sembra tutto funzionare, ma non siamo ancora al livello che vorremmo», aveva detto il tedesco: «Non ci aspettavamo questo distacco». Mentre il francese aveva ammesso che «andare a caccia delle Mercedes sarà molto complicato». Poi in gara è andata pure peggio, dietro anche alla Red Bull. 

L’ottimismo di Binotto 

Eppure il team principal Mattia Binotto è convinto di venirne fuori in un modo o nell’altro. Certo, «Non è stato un bel pomeriggio, e non è stato un bel week end, e questa è stata senz’altro una brutta sconfitta», dice. Però, aggiunge che in sostanza le cose non possono che migliorare. «Credo che ci sia molto da fare. Abbiamo portato qua degli aggiornamenti, che hanno funzionato bene, ma hanno dimostrato di non essere sufficienti. Non abbiamo oggi una risposta precisa di quale sia stato il limite. Dobbiamo lavorare ma sono convinto che riusciremo a migliorare. Adesso abbiano due giorni di test che saranno importanti per alcuni sviluppi che dobbiamo provare e per risolvere i nostri difetti. Io credo che i nostri test all’inizio della stagione erano stati molto buoni, ma nell’ultimo giorno erano uguali a quelli della Mercedes. In ogni caso, non molleremo mai. I pacchetti che abbiamo portato qua hanno funzionato come ci si aspettava. Il motore ha funzionato bene. Sui rettifili credo che siamo la macchina più veloce del circuito, dobbiamo anche vedere le cose che vanno bene. Le chiacchiere cerchiamo di tenerle sempre fuori, pur se ci rendiamo conto che cinque sconfitte e cinque doppiette degli avversari inevitabilmente portano discussioni. Ma io sono convinto che abbiamo una squadra forte e giovane, stiamo imparando e stiamo crescendo». La classifica del mondiale? «L’abbiamo sempre detto che pensavamo tappa per tappa. Ma non credo che il campionato finisca qui».

Le modifiche che non hanno dato risultato

Non resta che aggrapparsi a questa illusione e chissà che non diventi almeno una speranza quando arriveranno piste più veloci e più adatte alla Ferrari. Il Mondiale ormai è andato. Ma qualche Gran Premio possono vincerlo. Certo, fa riflettere alla fine il commento di Sebastian Vettel, quando dice che sono andati peggio di come credevano dopo le modifiche e gli aggiornamenti tecnici. Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Intanto per il prossimo appuntamento a Montecarlo, non ci sono solo le Mercedes: occhio a Verstappen.  

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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