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[Il commento] La verità sul mondiale di F1? Troppo evidente l’inferiorità della Ferrari. E Vettel fa tenerezza

Non c’è solo lo strapotere delle Mercedes imbattibili ma anche i troppi errori della Rossa di Maranello a condizionare la stagione. A Baku nuova doppietta delle Frecce d’argento

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

A Baku l’anno scorso il mondiale si era riaperto. A Baku quest’anno si è già chiuso. Il dominio della Mercedes non è certificato solo dalla quarta doppietta di seguito, e mai nessun team nella storia della Formula 1 aveva cominciato una stagione con questa sequenza trionfante, ma anche dalla evidente inferiorità della Ferrari, che ogni volta ci mette pure del suo per timbrare meglio la propria sconfitta, che sia un guasto del motore o l’errore di un pilota. 

Vettel  fa persino tenerezza

Ha vinto Bottas dopo aver strappato la pole in qualifica al suo compagno di scuderia. Una gara senza storia. E per Maranello non resta che l’ennesimo bilancio in rosso, aggravato dal confronto con lo strapotere e l’affidabilità delle Frecce d’argento. Alla fine fa persino tenerezza la dichiarazione di ottimismo di Sebastian Vettel, quando smonta dalla vettura per festeggiare - si fa per dire - il terzo posto: «A Barcellona speriamo di cambiare marcia». Oddio, è vero che Vettel non è così lontano dalla vetta, 35 e 34 punti, che visto l’inizio disastroso di stagione sembrano davvero pochi: ma il divario è così ridotto solo perché i piloti della Mercedes nel loro dominio assoluto si sono scambiati i primi posti, riducendo il monte punti di chi comanda la classifica.

Le Mercedes fanno davvero paura

La realtà è che questa Mercedes fa davvero paura e la Ferrari dovrebbe ribaltare una situazione che dal punto di vista tecnico appare una montagna quasi impossibile da scalare. Senza contare che Baku avrebbe potuto finire ancora peggio se la Safety Car non avesse fermato Verstappen che stava avvicinando pericolosamente il terzo posto di Vettel.

Consoliamoci con un piccolo rammarico

Certo, resta un piccolo rammarico. Senza l’incidente di Charles Leclerc nelle qualifiche, forse avrebbe anche potuto essere un’altra gara. Ma con i se e con i ma non si fanno punti e non si vince. E lo stesso pilota monegasco, che si è consolato con il giro più veloce, al termine della gara riconosce il divario: «Per noi, la cosa positiva è il passo. Ieri, a parte il mio errore, il passo era molto buono e nelle qualifiche la pole era nelle mie possibilità. Però la Mercedes è stata molto forte in gara, e noi abbiamo di sicuro ancora molto da lavorare». Che è un po’ la stessa analisi di Mattia Binotto: «La Mercedes è forte, l’abbiamo sempre riconosciuto. E’ anche vero che noi ci siano complicati la vita nelle qualifiche. Essere davanti aiuta, e stare dietro è più difficile. Però credo che noi non abbiamo mai avuto il loro ritmo in gara. Dobbiamo capire i punti deboli e cercare di andare oltre, spingere di più sullo sviluppo. Lo spirito in Ferrari è buono, è positivo, e questa è la condizione giusta. Rimangono ancora tante gare per dimostrare quello che possiamo valere».

"Ferrari ancora in lotta per il titolo"

E così quando gli chiedono se si sentono ancora in lotta per il mondiale, il team principal della Rossa risponde di sì, ma che bisogna guardare gara dopo gara: «Mancano 17 Gran Premi, il nostro è un dovere verso i nostri tifosi e anche verso noi stessi». Ma al di là delle belle parole e delle speranze, resta un gap difficile da colmare. Tanto più che a Baku la Ferrari si era presentata con un pacchetto di modifiche aerodinamiche, che erano previsti per il prossimo Gran Prtenmio di Barcellona, ma che erano stati anticipati proprio per recuperare punti importanti dopo le tre doppiette consecutive della Mercedes. E’ andata come è andata: che è arrivata la quarta. Eppure non erano aggiornamenti di poco conto. La Ferrari era intervenuta su tutti i componenti che vanno a intercettare e indirizzare i vortici generati dalle ali che scorrono attorno al corpo della vettura e che sono indispensabili per il mantenimento dell’equilibrio dinamico. In pratica questo aggiornamento avrebbe dovuto servire a migliorare la struttura aerodinamica in curva, cioè una caratteristica in cui le Frecce d’argento sarebbero superiori. Poi sono stati modificati i turning vanes, ovvero i profili posti al di sotto del muso della vettura, e quelli verticali che affollano i deflettori laterali. Nuovo l’alettone posteriore, rivisto anche il diffusore posteriore.

Le modifiche insufficienti alla Rossa

«La squadra del Cavallino ha lavorato per bilanciare la Rossa ed evitare le repentine perdite di carico che in Cina si erano registrate alle variazioni di altezza dell’assetto Rake», come hanno spiegato Franco Nugnes e Giorgio Piola. Di sicuro le prestazioni della vettura sono migliorate. Ma non sono bastate. Così, mentre Vettel confessa che «non possiamo certo ritenerci soddisfatti per i risultati di questo week end», a pochi metri da lui Lewis Hamilton sta dicendo che «questa è la squadra più forte in cui sono mai stato». E si vede. 

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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