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Gp del Bahrain, si ricomincia come l'anno scorso: vittoria Verstappen e dittatura Red Bull

A peggiorare lo scenario per le Ferrari, comunque arrivate seconda e terza, è quanto Perez si è avvicinato a Max in termini di prestazioni

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Verstappen sul gradino più alto del podio. Red Bull ancora più veloce di tutte (Ansa)
Verstappen sul gradino più alto del podio. Red Bull ancora più veloce di tutte (Ansa)

Si comincia com’era finito l’anno scorso. La dittatura della Red Bull, anzi, potrebbe essere ancora più netta. Primo Max, secondo Perez, doppietta nel Bahrain. Sulla Ferrari, meglio rinviare il giudizio, visto che Leclerc ha corso con i freni che non andavano per tutto il Gran Premio e ha dovuto sudare le sette camicie per arrivare in fondo. Quarto alla fine, dietro a Sainz.

Il "toro rosso" là davanti non lascia scampo

Un risultato così così, anche perché il limite della gestione gomme non pare del tutto risolto, come strombazzato alla vigilia. Primo fra gli umani. Ma là davanti la Red Bull non lascia scampo. Verstappen non ha solo vinto questa gara, l’ha dominata dall’inizio alla fine, scrivendo nella polvere lasciata agli avversari un messaggio inequivocabile: «Sono imprendibile». Newey ha migliorato se stesso e già l’avevamo capito. Adesso non c’è solo super Max a prendere il via e dare il vento a tutti, adesso dietro di lui c’è pure l’altra Red Bull di Sergio Perez, che negli ultimi Gran Premi dell’anno scorso caracollava a metà gruppo. I numeri del mostro mandato in pista da quel genio di Newey nelle mani e nei piedi del Cannibale fanno già paura: dopo sei giri Max aveva già cinque secondi di vantaggio sulla Mercedes di Russell, che poi sono diventati 7 al decimo giro. E sempre al decimo giro la Red Bull aveva rifilato 10 secondi alla migliore Ferrari in pista, che poi sono diventati venti all’incirca a metà gara.

Uno scenario che peggiora per le "rosse"

Come se non bastasse tutto questo, la cosa che preoccupa ancora di più non solo gli altri team ma anche i tifosi e gli spettatori della F1 è che non c’è più la differenza enorme fra Verstappen e Perez, che dal quinto posto è andato a prendersi il secondo, riducendo soprattutto il gap abissale che c’era sempre stato fra lui e Max (non cancellandolo sia chiaro: appena schiacciava sull’acceleratore il campione del mondo rifilava un secondo pure al suo compagno di squadra). E ciò potrebbe significare che dovremo rassegnarci inevitabilmente a molte doppiette nei prossimi gran premi, anche se Horner, bontà sua, dice che vede i rivali della Red Bull più vicini rispetto all’anno scorso. Il classico sorriso di consolazione concesso dai più forti.

La versione di Vasseur

Sulla Ferrari, Frederic Vasseur, il filosofo dei passi avanti, riassume il sabato del Bahrain come un risultato non da buttare via: «Aspettavamo qualcosa di meglio, poi abbiamo avuto quei problemi ai freni con Leclerc, ma con Sainz siamo arrivati a due secondi e mezzo da Perez. E se Charles non avesse avuto quei guai tecnici forse avrebbe potuto lottare per il secondo posto. Max è indiscutibilmente avanti, però nel complesso noi siamo meglio dell’anno scorso. Siamo quattro, cinque decimi indietro. Credo che possiamo crescere». Certo, a guardare il bicchiere mezzo pieno, la Ferrari è sembrata nettamente davanti a McLaren e Aston Martin e con un piccolo vantaggio anche sulla Mercedes. Sono considerazioni comunque che vanno bene solo se ci si vuole accontentare. Se si rinuncia già dalla prima gara a lottare contro la Red Bull. Il fatto è che il dominio di Max e soci non lascia quasi speranze. Resta a consolarci la prova quasi eroica di Leclerc, una prestazione molto difficile pure dal punto di vista psicologico, perché si è reso subito conto che la macchina non era così performante come si aspettava e che per di più aveva seri problemi tecnici ai freni».

Si ricomincia da zero

L’ha urlato sin dal primo giro nella radio: «Quando freno la macchina va tutta a destra!». E alla fine niente a consolarlo: «E’ stato orribile, in quelle condizioni lì quando c’è un problema di questo tipo ti sembra di guidare male, ho dovuto girare sino a fine gara in posti sbagliati. Sono molto deluso perché mi sentivo ottimista dentro e invece questo problema ha rovinato tutto». Neanche il quarto posto ottenuto in questa maniera può soddisfarlo: «Le soddisfazioni sono altre, sono molto deluso, Abbiamo massimizzato quello che avevamo, ma quello che avevamo non andava bene per niente».
Adesso si replica sabato prossimo a Jeddah. Vasseur non si sbilancia. Si ricomincia da zero, dice. «Non siamo partiti bene rispetto alla Red Bull», chiosa alla fine, «però meglio dell’anno scorso. E se facciamo i progressi che abbiamo fatto nella passata stagione, allora penso che riusciremo a lottare anche con loro». Cioé: i passi avanti, sempre dietro a qualcuno.  

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

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Pierangelo Sapegno

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