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Le cento vittorie di Lewis Hamilton e i primi segnali della nuova Ferrari

Da celebrare anche il secondo posto di Verstappen raggiunto con una fantastica rimonta, dopo essere partito addirittura dall’ultima posizione

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Lewis Hamilton (Ansa)
Lewis Hamilton (Ansa)

Il Gp di Russia ci ha regalato l’ordine di arrivo più logico, ottenuto nella maniera più rocambolesca e incredibile che si potesse immaginare. Alla fine non si sa bene se celebrare la centesima, storica vittoria in formula 1 di Lewis Hamilton o il secondo posto di Verstappen raggiunto con una fantastica rimonta, dopo essere partito addirittura dall’ultima posizione. Il fatto è che tutt’e due i risultati erano abbastanza impossibili da prevedere a solo cinque giri dal traguardo. Lando Norris comandava la gara, senza che il campione del mondo riuscisse ad accorciare su di lui per tentare il sorpasso. E Max non aveva un bel ritmo fino al momento in cui non è arrivata la pioggia a scombussolare i piani e la classifica del Gran Premio, relegato in settima posizione, molto lontano dai primi, con Charles Leclerc che stava avanzando pericolosamente dietro di lui.

Il cambio gomme

Ma quando il cielo s’è coperto e la pista s’è bagnata, è cambiato tutto. Hamilton è corso ai box per cambiare le gomme. Dalla McLaren hanno invitato Norris a fare lo stesso, ma Lando pensa ormai d’avercela fatta, mancano solo 5 giri alla fine, Lewis ha perso posizioni e secondi al pit stop, e allora dice di no, che lui vuole continuare. E’ la svolta, perché a due dal traguardo le gomme non reggono più sul bagnato e va lungo in una curva. Hamilton invece vola sulla pista in mezzo alle nuvole d’acqua, e dietro di lui guarda chi si rivede: Max Verstappen. Anche lui è andato ai box e da quel momento la sua gara è cambiata. Così Sochi regala l’ennesimo sorpasso pure nella classifica del mondiale: adesso comanda di nuovo Hamilton, con due punti di vantaggio su Verstappen.

Resta l’amaro in bocca per Leclerc

Dietro di loro, c’è una Ferrari, quella di Sainz, e sarebbe un ottimo risultato, se non restasse l’amaro in bocca per Leclerc, autore di una gara superba fino a quei cinque, incredibili giri dal termine, quando Charles è stato costretto a fare la stessa scelta di Norris, pagandola ancor più cara di Lando. Un vero peccato: il pilota monegasco aveva compiuto una rimonta persino migliore di quella di Verstappen, avendolo appena superato ed essendo ormai arrivato a un passo dal podio. Aveva cominciato la gara con una prodezza che è capace di fare soltanto lui, bevendosi in partenza sei rivali in un sorso solo, dal diciannovesimo posto al tredicesimo in un batter d’occhio. Al termine è per forza di cose abbastanza abbacchiato: «Tutta sfortuna, perché nel momento decisivo Sainz è rientrato ai box e allora ho pensato che non potevamo cambiare le gomme assieme, così ho deciso di continuare e il giro dopo era troppo tardi e m’ero già giocato tutto». C’è solo un aspetto positivo, alla fine, perché la nuova power unit (che non è ancora quella, però, della prossima stagione) sembra aver funzionato bene, magari non benissimo, ma certo meglio di quella di adesso.

Ferrari contenta del risultato

E in ogni caso la Ferrari può essere contenta per il risultato di Sainz. Pure Carlos ha fatto una partenza eccezionale, riuscendo in staccata a superare Norris e a portarsi in testa alla gara. Al tredicesimo giro ha perduto il comando, perché le sue gomme ormai erano troppo consumate. Dopo i pit stop s’è ritrovato in terza posizione, persa solo con l’arrivo della pioggia e poi recuperata nel diluvio finale. Prima della gara aveva detto che «questo week end sembriamo un po’ più forti, sull’asciutto siamo stati competitivi. Il nostro passo è buono. Qui non è facile sorpassare e dobbiamo vedere se riusciremo a restare davanti». Un po’ è vero, è andata così, ma la gara in realtà è stata molto più emozionante di quel che aveva previsto e niente affatto avara di sorpassi. Il futuro? Forse è come questa gara, che nelle parole di Mattia Binotto «è finita a metà, un po’ bene e un po’ male. Per Charles cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno, prima che il diluvio lo fermasse aveva fatto una rimonta sensazionale. Dispiace perché il risultato finale poteva essere migliore».

La nuova power unit

Quello che conta, guardando al domani, adesso è la nuova power unit: «Si è comportata bene», sentenzia il team principal, «si è comportata come ci aspettavamo, possiamo dire che funziona. Abbiamo fatto bene ad averla cambiata, e a tracciarla così per il resto della stagione. Un punto sicuramente positivo». Con una precisazione importante in riferimento al motore dell’anno prossimo: perché, precisa Binotto, «sarà ancora molto diverso da quello che stiamo utilizzando qua. L’avremo molto diversa e molto nuova. Sulla tecnologia invece utilizzeremo quella che stiamo adoperando adesso». Mettiamoci un po’ di ottimismo, insomma. Dopo due anni così, la Ferrari ne ha tanto bisogno.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

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