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La domenica d'incubo della Ferrari. Che cosa succede alla Rossa? Quando il gioco si fa duro, vince sempre lui. Max Verstappen.

La monoposto migliore oggi è forse la McLaren, che si dimostra competitiva su qualsiasi tracciato. E ci dice che forse sta tornando la Mercedes

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
La domenica d'incubo della Ferrari. Che cosa succede alla Rossa? Quando il gioco si fa duro, vince...

Quando il gioco si fa duro, vince sempre lui. Max Verstappen. Davanti a Norris e le due Mercedes, Russell e Hamilton. Il Canada ci dice che SuperMax è capace di vincere contro tutto e tutti, e fa la differenza an che a dispetto della sua macchina, che non è più il mostro imbattibile di qualche tempo fa. Perché la monoposto migliore oggi è forse la McLaren, che si dimostra competitiva su qualsiasi tracciato. E ci dice che forse sta tornando la Mercedes. Con la pioggia che va e che viene e che quando arriva picchia pure forte, sbaglia Norris, sbaglia Russell, sbaglia Piastri, poi sbaglia Hamilton e sbaglia di nuovo Russell. L’unico che non sbaglia è Verstappen, anche se via radio si lamenta che non può andare sui cordoli, «se no vado fuori. E’ come avere la sospensione bloccata». Ma resi gli onori al Cannibale, va detto che la notizia del giorno oggi è un’altra. Il week end d’incubo della Ferrari, che viene subito dopo il trionfo di Montecarlo, è qualcosa di inspiegabile. Dall’altra alla polvere. Una domenica allucinante, chiusa con due piloti che navigavano miseramente  negli ultimi posti, costretti entrambi al ritiro.

La notte fonda della Ferrari

Resta da capire fino in fondo il disastro Ferrari su una pista che la vedeva pure, alla vigilia, godere di qualche favore dei pronostici. La Sf24 sul giro secco delle qualifiche non ha mai avuto momenti di picco, vivendo l’intera prestazione in una condizione di sopravvivenza. La carenza di aderenza così evidente ha fatto puntare il dito sulle gomme, dato che quando queste non funzionano a dovere la macchina diventa debole in tutte le fasi di corsa, dalla trazione alla frenata, fino ovviamente alla velocità in curva, che non è di sicuro uno dei punti di forza di questa monoposto. Certo, restava il ricordo dell’anno scorso, quando partendo dalla stessa posizione, era riuscito a concludere il Gp in quarta posizione davanti a Carlos Sainz che era partito ottavo.

Frederic Vasseur, per questo, non aveva perso tutte le speranze: "Analizzeremo tutto nei dettagli, ma non ci abbattiamo perché sappiamo che i punti si assegnano domenica. Recuperare posizioni non è impossibile e daremo il massimo, come del resto riuscimmo a fare anche lo scorso anno quando partimmo indietro e completammo una bella rimonta". Peccato che il suo ottimismo sia naufragato miseramente subito dopo il pronto e via. Già al quarto giro Charles Leclerc ha cominciato a lamentarsi via radio: "C’è qualcosa di strano nel motore". L’unica cosa di sicuro che c’è è che la Ferrari proprio non va. Basta vedere i tempi: perde due secondi al giro sui primi. Ma perde anche sugli altri. Leclerc è in nona posizione e nel volgere di venti giri finisce dodicesimo, superato da Albon, come se fosse un birillo. Sainz è addirittura ancora più dietro, che naviga in una umiliante quattordicesima posizione.

Charles approfitta della Safety Car per andare ai box e risolvere il suo problema. Altro che risolto. Va più piano di prima. E rientra da capo ai box. E’ notte fonda. Lo superano tutti. E’ inutile continuare. Ritiro obbligato. Dal trionfo di Montecarlo a una cariola che non va da nessuna parte. Dopo un po’ tocca a Sainz che va in testa coda, tanto per battezzare meglio questo week end disastroso e poi decide anche lui che è meglio tirarsi fuori dalla gara. Charles dice che dovranno studiare bene le cose che sono girate male. "Andavo un secondo più lento sui rettilinei", dice, «secondo me il fatto che cambiamo spesso motore non è un buon segno». Ma quando gli chiedono che cosa è successo a questa macchina, risponde secco: "Oggi, è il motore e basta, Ieri era un’altra cosa che dobbiamo guardare e analizzare. Nelle qualifiche abbiano perso la gara, ma oggi il vero guaio era il motore".

Le spiegazioni di Vasseur

Se uno sperava che alla fine del Gran Premio, il team principal della Ferrari tranquillizzasse tutti o spiegasse almeno che cosa sia successo davvero alla Ferrari in questo week end d’incubo, non può che essere rimasti deluso. Vasseur ha ammesso che è stato un "un week end difficile", e ci mancherebbe. E ha anche ammesso che "le condizioni del tempo non ci hanno danneggiato. Ci siamo danneggiati da soli". Ma poi solo parole vaghe. "Per quanto riguarda il motore di Leclerc è stato un problema tecnico. Carlos, invece, è stato bloccato nel gruppo". Solo questo? Gli chiedono: Dovete preoccuparvi per la power unit? "Ma non sono sicuro che il problema arrivi direttamente dalla power unit". Insistono: Tornate a casa avendo capito davvero quello che è successo? "Sabato ci mancava il passo, oggi non è stato un problema di passo, ma di affidabilità. Penso e spero che abbiamo scoperto di cosa si trattava". E basta così. Ci dobbiamo credere sulla fiducia? La prima risposta verrà da Barcellona, una pista dove la Ferrari ultimamente non ha mai brillato troppo. Meglio così, meglio partire a testa bassa questa volta, senza troppe illusioni.

 

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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