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La Ferrari per ora continua a sognare. Aspettando l'anno prossimo quando non si potrà più sbagliare

Leclerc quarto nel Gp di Turchia dove trionfa Bottas. La Rossa migliora, e migliora tanto, però viaggia ancora attorno al podio senza riuscire a salire su

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
La Ferrari per ora continua a sognare. Aspettando l'anno prossimo quando non si potrà più sbagliare
La Ferrari di Leclerc (Ansa)

Il Mondiale va in altalena, la Ferrari invece è sempre lì. La Rossa migliora, e migliora tanto, però viaggia ancora attorno al podio, qualche volta sopra, di solito appena sotto. Solo che non succedeva da due anni di vederla correre con i primi e di fare un sorpasso dietro l’altro, persino sognare di vincere, come è successo qui in Turchia. Leclerc ci ha provato, magari sbagliando con il box scegliendo di andare lungo fino al traguardo con la gomma intermedia, ma il fatto è che ci ha creduto davvero e ha tentato l’azzardo. 

Poi l’ordine di arrivo dice le cose che dice dall’inizio della stagione: prima una Mercedes, questa volta Bottas, poi due Red Bull, Verstappen e e Perez. Leclerc è quarto, Hamilton, partito dall’undicesimo posto, è quinto. Così Max torna davanti in classifica: ora è sei punti sopra Lewis. La Ferrari invece rosicchia qualcosa alla McLaren, in questa corsa di seconda fila non troppo insigne magari, a cui l’hanno relegata le performance assai poco lusinghiere della sf21, matrigna obbligata della nuova macchina. 

Però nell’aria c’è qualcosa di diverso. La nuova power unit, introdotta con Leclerc in Russia, e adesso pure con Sainz, si è dimostrata una soluzione efficace oltre le più rosee previsioni, come dimostra l’ottavo posto dello spagnolo, scattato al via dall’ultima posizione e frenato nella sua rincorsa da un errore ai box, che gli ha rallentato il pit stop, senza il quale avrebbe di sicuro potuto piazzarsi ancora meglio. Pur tenendo il profilo più basso che può, lo ammette pure Mattia Binotto, sottolineando che in effetti «comincia a darci qualche piccolo vantaggio non solo nelle qualifiche, ma anche in gara.

Adesso possiamo contare su una nuova macchina che è in grado di fare sorpassi e rimonte e di puntare al podio quasi in ogni gara. Se continuiamo di questo passo siamo terzi dietro a Red Bull e Mercedes che come abbiamo continuato a ripetere dall’inizio della stagione erano quasi inarrivabili per noi». Binotto tiene rigorosamente i toni bassi, ma forse non dice tutta la verità. Anche lui ha pensato di farcela in Turchia. 

Come dice Leclerc, «ci abbiamo provato ed è giusto averlo fatto». Così, mentre gli altri cambiavano le gomme, Charles è rimasto in pista tentando il colpaccio. Poi le prestazioni sono scese in picchiata e sia lui che Hamilton, che aveva provato lo stesso azzardo, sono stati costretti a fare il pit stop a pochi giri dalla fine. A questo punto però è successo che Leclerc e Hamilton sono andati più piano rispetto agli altri, perchè dovendo attaccare subito, o per tenere la posizione, come nel caso del francese, o per rimontarla, si sono trovati obbligati a spingere più del dovuto, sporcando le gomme e non riuscendo così a gestirle al meglio.     

Alla fine siamo sempre lì. Non resta che guardare avanti. Dal prossimo anno cambia tutto, con rilevanti modifiche al regolamento tecnico e a quello sportivo. I telai saranno parecchio rinnovati. Le monoposte avranno muso piatto e basso, l’alettone anteriore più ampio e con vistose paratie laterali, quello posteriore completamente ridisegnato, e i cerchi delle ruote più larghi (46 centimetri anziché gli attuali 33). Gli obiettivi sono quelli di rendere più stabili i flussi d’aria e diminuire le turbolenze. Secondo i calcoli fatti dagli esperti, si prevede che le nuove macchine siano più lente di circa tre secondi. Le macchine avranno maggiore stabilità e resistenza. Dovrebbero essere facilitati i sorpassi, e quindi dovremmo assistere a corse ancora più emozionanti e avvincenti. In teoria - molto in teoria - domini Mercedes incontrastati come quello dell’anno scorso, ma non solo, saranno assai più difficili, se non addirittura impossibili. 

Questo perché i processi di progettazione delle monoposto saranno meno costosi, con limiti di spesa e un tetto del budget uguale per tutti. Se nessuno potrà fare investimenti superiori a quelli degli altri, significa che a far la differenza saranno la bravura e la fantasia dei tecnici e degli ingeneri. E’ per questo che la Red Bull ha fatto incetta di un bel pacchetto di uomini in casa Mercedes per scegliere i migliori sul mercato, con una campagna acquisti persino esagerata, molto poco gradita dai tedeschi. A noi sorge però spontanea una domandina abbastanza cattivella magari, con annesso dubbio un po’ venefico: siamo sicuri che gli attuali tecnici Ferrari, che sono gli stessi che hanno mandato in pista l’inguardabile e ormai famosissima sf21, abbiano le carte in regola per essere i più bravi di tutti? Eppure da Maranello sono sicuri. La prossima volta non si può sbagliare.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

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Pierangelo Sapegno

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