Il triste primato della F1: più noiosa della serie A. L'immagine sconsolante di Vettel

"Vince di nuovo la Mercedes, e stiamo quasi perdendo il conto. Otto di seguito, se ricordiamo bene. Ma soprattutto, Hamilton trionfa al termine di una gara senza storia"

Il triste primato della F1: più noiosa della serie A. L'immagine sconsolante di Vettel

La Formula 1 ormai è più noiosa della Serie A, che è già un bel primato. Vince di nuovo la Mercedes, e stiamo quasi perdendo il conto. Otto di seguito, se ricordiamo bene. Ma soprattutto, Hamilton trionfa al termine di una gara senza storia, perché persino il suo rivale di questo mondiale, cioè il compagno di squadra Valtteri Bottas, è stato demolito dopo una ventina di giri, cacciato indietro a più di dieci secondi dopo aver cercato inutilmente di tenergli il passo nei primi chilometri del Gran Premio. Ma è l’insieme del raffronto fra le Frecce d’Argento e le altre che è ancora più desolante. Attorno al ventisettesimo giro, quando il suo distacco da Lewis aveva cominciato a diventare frustrante, Bottas aveva tolto il piede dall’acceleratore, demoralizzato pure lui da tanto strapotere, consentendo a Charles Leclerc di avvicinarsi a poco più di due secondi.  

Vettel spettatore

E’ bastato che dal box lo allertassero, perché il finlandese tornasse tranquillamente in gara, come se viaggiasse con il braccio fuori dal finestrino e la sigaretta fra le labbra godendosi il panorama: tre giri e la distanza era triplicata. Che corriamo a fare? Il divario fra la Mercedes e gli altri non è solo scoraggiante: è persino umiliante. Lo tiene un po’ vivo solo il coraggio e la fantasia di Leclerc che, mai domo, alla fine del Gran Premio si riavvicina a Bottas con tutta la sua disperazione, eccitando i telecronisti. Ma la vera immagine della Ferrari e della sua sconsolante stagione è quelle di Vettel, relegato per tutta la gara al semplice ruolo di spettatore. Che per lui fosse un week end, cominciato con la bocciatura della Fia sul ricorso della Ferrari per la penalizzazione e il secondo posto di Montreal, completamente negativo lo si era già visto nelle qualifiche, prima con i problemi lamentati al cambio che non gli avevano permesso di lanciarsi all’inizio del Q3 e poi nell’unico tentativo a disposizione in cui non era riuscito ad andare oltre al settimo posto: «E’ mancato proprio il feeling con la macchina», aveva spiegato in pit lane. Mattia Binotto aveva giustificato il brutto piazzamento di Sebastian dicendo che non si era «trovato molto bene con le gomme soft in Q3». 

Mercedes monstre

Ma poi aveva tolto anche ogni speranza di riscossa: «Sapevamo ancor prima di venire qui che questo weekend di gara sarebbe stato molto più difficile del solito per noi. Credo fortemente che rispetto alle prestazioni del Gran Premio di Spagna abbiamo comunque fatto un piccolo passo avanti nella direzione giusta, che è quello che cercavamo». Traduzione: la Mercedes ci è nettamente superiore, soprattutto nei percorsi pieni di curve, ma noi continuiamo a lavorare e poco per volta speriamo di trovare la quadra giusta. Per preparare la macchina del prossimo anno, of course. Quest’anno ormai va così, come in Francia. Primo Hamilton, secondo Bottas, ennesima doppietta tedesca, terzo un volenteroso Leclerc, che negli ultimi giri s’è disperatamente avvicinato al finlandese arrivandogli addosso, persino quasi attaccato, oltre tutti i suoi limiti, e poi Verstappen davanti a Vettel, che si prende la consolazione di fare il giro più veloce sul filo di lana, giusto al cinquantatreesimo, l’ultimo. Ma questa classifica definisce bene la situazione attuale della Formula 1: da una parte la superiorità tecnica di Stoccarda con la W10 di Hamilton e Bottas e dall’altra la Ferrari che anziché competere con i tedeschi fa gara con la Red Bull, più o meno sullo stesso livello. 

Ormai va così

Non è troppo confortante. Ma ormai va così. La verità è che Maranello, nel giorno della parata Mercedes - otto succesi di fila, sei doppiette, 79ma vittoria di Lewis Hamilton, lanciatissimo verso il suo sesto titolo mondiale -, ha artigliato un podio che dà più morale al pilota monegasco che ai tifosi della Rossa. Vettel è categorico: «Non abbiamo la macchina abbastanza forte per battere la Mercedes, ma so che a Marabello lavorano a pancia terra per migliorarla. La realtà è che oggi Hamilton ha avuto anche stavolta una gara molto facile». Anche se Mattia Binotto alla fine cerca di risollevare il morale di tutti: «Non è il risultato che desideravamo, ma siamo andati un po’ meglio che a Barcellona e questo significa che siamo nella direzione giusta. Stiamo migliorando la nostra vettura e prima o poi speriamo di finire davanti alla Mercedes». Prima o poi.