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L'alba Rossa Ferrari non è un sogno: in Australia vince Sainz davanti a Leclerc

La doppietta non si vedeva dal 2022 in Bahrein e lo spagnolo gioisce via radio: "La vita è un ottovolante, grazie a tutti, grazie Ferrari". Problema ai freni per Verstappen

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

Ma è tutto vero? Siamo sicuri che non l’abbiamo sognata questa alba italiana con la doppietta Ferrari ai tempi del Regno Red Bull? Bisogna districarsi dslla morbidezza vischiosa del sonno per credere a tutto quello che si vede alle cinque del mattino in un colpo solo. Parte il Gran Premio d’Australia e subito al secondo giro il convalescente Carlos Sainz, che fino a giovedì non si sapeva neanche se poteva fare questa gara, si beve Verstappen prima della curva 9 e se ne va via. E già questo ha dell’incredibile perché ormai da troppo tempo a questa parte eravamo abituati a vedere proprio l’opposto, le Red Bull che si divoravano le Ferrari in un amen e scappavano lontano. E non è mica finita qui. Perché Super Max cerca di tenere il passo della Rossa e non ce la fa, si lamenta via radio che la sua monoposto si muove tanto nel posteriore e poi la macchina comincia a fumare, proprio fuma e si ferma. Verstappen rientra al box: principio di incendio al sistema dei freni della ruota posteriore destra. Da lì in avanti è una marcia trionfale, perché con il carosello del cambio gomme Leclerc passa davanti a Norris e si piazza dietro a Carlos. Alla fine è doppietta, roba che non si vedeva dal 2022, in Bahrein. Sainz gioisce via radio: «La vita è un ottovolante, grazie a tutti, grazie Ferrari».

Il Niki Lauda spagnolo

Il pilota spagnolo ha chiuso così un week end perfetto. E’ un pilota molto concreto che ricorda per certi versi Niki Lauda. Adesso sui social è già partita l’operazione Grande Rimpianto, visto che questa sarà l’ultima stagione di Carlos alla Ferrari, costretto a cedere il posto per il prossimo anno al quasi pensionato Lewis Hamilton. In effetti qualche rammarico viene spontaneo e il dubbio che non sia stata una scelta molto azzeccata in fondo c’è, ma ormai è fatta ed è inutile piangere sul latte versato. E’ lui stesso il primo a guardare avanti, raccontando questa alba incredibile, Rosso Ferrari: «Sto bene», dice. «E' una vittoria molto speciale quella di oggi perché sto viaggiando su un'altalena. E’ una stagione cominciata male, con il mancato rinnovo, mi sono impegnato al massimo per cercare di fare una grande stagione, il primo gran premio è andato bene e poi di nuovo giù, sono stato operato di appendicite e ho dovuto fermarmi. Non sapevo se riuscivo a tornare qui, ce l’ho fatta, sono tornato e ho vinto. La vita è così, è bellissima». Spiega che adesso guida «una macchina che ci permette di spingere di più, di fare meno errori, con una macchina così bella si può vincere, sì. Mi diverto molto di più».

La lotta per il Mondiale

La gara abbastanza anonima di Perez che ha chiuso al quinto posto, partendo dal sesto, potrebbe aprire anche qualche spiraglio di speranza sul mondiale. Ma è troppo presto forse per aprire questo capitolo. Lo stesso Vasseur butta acqua sul fuoco. Certo, questo è stato «uno dei week end più puliti da quando sono arrivato alla ferrari. L’impostazione è stata giusta, sin dal primo momento, e questo fa una differenza enorme perchè possiamo concentrarci sul risultato da ottenere. La grande differenza con l’anno scorso è che la macchina è più leggibile, per noi e per i piloti. Il percorso resta davvero molto, ma molto lungo davanti a noi. Siamo all’inizio della stagione, dobbiamo capire bene fino in fondo la macchina e sappiamo che c’è ancora un margine di miglioramento. Sappiamo pure che non è che sarà sempre come oggi, che avremo delle giornate difficili». Che è poi la stessa cosa che dice Leclerc: «Oggi siamo tutti molto contenti. Ma dobbiamo tenere i piedi per terra. Sappiamo qual è il livello della Red Bull, ma sappiamo anche che siamo il team che è migliorato di più negli ultimi mesi».

E così, alla domanda fatidica, se è possibile sognare una lotta con la Red Bull per il campionato mondiale, Vasseur risponde alla fine secondo logica: «E’ davvero troppo presto per discuterne. Certo che abbiamo fatto un grande passo avanti rispetto all’anno scorso. Però attenti. Non dobbiamo trarre delle conclusioni definitive dalla gara di oggi. Abbiamo fatto un buon passo avanti, ma siamo solo all’inizio e dobbiamo ancora lavorare molto».
La prima verifica è già all’orizzonte. Si riparte da Suzuka. L’anno scorso la Red Bull su quel circuito volava letteralmente. E la Ferrari annaspava. Adesso vedremo se anche lì è cambiata la musica.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   

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Pierangelo Sapegno

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