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Alla fine vince Perez: solo mezza penalità e 5 secondi in meno. La rossa di Leclerc beffata

La Ferrari subito "bruciata" alla partenza, poi il giallo della vittoria del messicano con irregolarità, la speranza di Binotto. Ma il verdetto è già chiaro

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Sergio Perez (Foto Ansa)
Sergio Perez (Foto Ansa)

Sul traguardo vince Perez, che costruisce la sua vittoria con una partenza perfetta. Ma c’è una coda, perché il pilota messicano è sub iudice, per una o due infrazioni, non si capisce bene, e bisogna aspettare il giudizio finale, anche se tutto fila come se fosse già stato deciso che va bene così, con il podio, gli inni, lo champagne, i fuochi d’artificio e quelli della RedBull che fanno festa sotto il palco. In questi giorni la Formula 1 è in mano ai giudici della federazione. Per il verdetto di Singapore si aspetta la notte: vittoria confermata. Per il budget cup che potrebbe incidere pure sul mondiale (ipotesi quasi impossibile, però), mercoledì. Sono giorni caldi, anche se diluvia.

Rossa subito "bruciata" alla partenza

Intanto pensiamo a Singapore. In gara Perez avrebbe vinto pure meritatamente, al netto delle regole e delle leggi della Federazione, che chissà perché hanno sempre due facce a seconda di chi devono colpire. Nelle qualifiche Leclerc aveva beneficiato di uno dei rarissimi errori commessi dall’inossidabile duo Verstappen RedBull, conquistando così una pole position che su un circuito come questo, dove è molto complicato sorpassare, rappresentava a tutti gli effetti una ottima condizione di partenza. Solo che bisognava riuscire a difenderla al pronti e via. E come capita spesso alla Ferrari quest’anno non tutte le ciambelle riescono col buco. Anzi, quasi mai. Sergio Perez brucia Charles allo scatto e gira in testa alla prima curva. E da questo momento le posizioni sono ribaltate. E’ la RedBull che guida le danze. E se è vero che, sulla carta, questa pista, molto più vicina a Montecarlo di qualsiasi altro tracciato del mondiale, quasi completamente priva di rettilinei, potrebbe adattarsi bene alle potenzialità della Rossa, è altrettanto vero che Max Verstappen, prima di essere fermato sabato nella Q3 dal box perché senza benzina («Cosa dite? Che c... state dicendo? Come è possibile?») stava volando con un tempo addirittura migliore di un secondo rispetto a quello di Leclerc, a testimonianza della indiscutibile superiorità della sua macchina, anche qui a Singapore. E in gara questa differenza si vede.

Se la Ferrari tenta il tutto per tutto

Poco alla volta Perez guadagna terreno segnando un solco pure fra lui e Charles, l’unico che comunque gli resiste a 4 secondi dopo 25 giri, mentre Verstappen passo dopo passo prova la sua rimonta. Al trentacinquesimo passaggio, la Ferrari tenta il tutto per tutto, richiamando Leclerc al box per mettere la gomma nuova e cambiare il corso della gara: in verità si ricomincia male, pit stop lungo e tre secondi persi e se si pensa al finale della gara giocato sui secondi, c’è da mangiarsi le mani. Poi però, in effetti, complice anche la Safety Car, Leclerc si incolla a Perez e il gran premio sembra davvero voltare pagina. Nelle retrovie Verstappen va lungo e perde qualche posizione interrompendo così la sua rimonta. E davanti è un testa a testa, ma a ruoli invertiti, perché è la Ferrari che sembra averne di più e andare meglio. Solo che su questa pista, il sorpasso è davvero un’impresa. Servirebbe un errore di Perez. Ma l’errore lo fa Leclerc, un leggero bloccaggio per evitare le barriere, e la RedBukl se ne va di nuovo: prima un secondo, poi tre, e poi quattro. Dal box chiedono a Leclerc di restare sotto i 5, perché il messicano è investigato per una infrazione durante la Safety Car e rischia una penalità. Ma non c’è niente da fare. All’arrivo i secondi sono 7.

Perez vince, che fare? "Aspettiamo"

Ma come spiega Mattia Binotto al termine della disfida, «per due volte Perez ha commesso lo stesso errore in regime di Safety Car, quindi le infrazioni sono due e in base ai precedenti abbiamo fiducia nella Federazione e ci aspettiamo cinque secondi per una». Sulla gara e non sul verdetto il giudizio è un altro: «Si è deciso tutto alla partenza. Charles è scattato bene, ma poi le gomme hanno slittato e Perez l’ha superato. La macchina s’è comportata bene, sia alla vigilia che in gara e credo che alla fine il nostro bilancio sia positivo.  del Abbiamo saputo gestire bene le difficoltà del week end e questo mi lascia fiducioso sul prosieguo della stagione.» Arrabbiato? «Più che arrabbiato sono un po’ deluso, anche se siamo migliorati». Resta solo il tema più caldo, quello del Budget Cup, che secondo alcune indiscrezioni, la RedBull potrebbe avere superato, mettendo così a rischio addirittura il mondiale. «Cosa ci aspettiamo da mercoledì? Aspettiamo. Credo che in questo momento non possiano fare altro che avere fiducia nella decisione della Federazione». Chissà perché noi invece non ne abbiamo molta...

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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