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Dietro al dominio di Max sono tornate le Mercedes. La Ferrari è sempre peggio

Le vittorie di Verstappen ormai non fanno più notizia ma segnali positivi arrivano dalle Mercedes. Il prossimo anno sarà un duello a due

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Dietro al dominio di Max sono tornate le Mercedes. La Ferrari è sempre peggio

Se vince Max ormai non fa più notizia. La vera notizia è che sono tornate le Mercedes, non ancora per competere con Verstappen in questo mondiale, ma per arrivare allp stesso livello entro la fine della stagione, questo sì. E di sicuro il prossimo anno sarà di nuovo un duello fra loro due. Almeno ci sarà da divertirsi un po’ di più. Dietro a Max, secondo Hamilton e terzo Russell, ma è la corsa del ragazzone di King’s Lynn quella che dà la misura dei grandi passi avanti compiuti dal team di Brackley.

Partito dal dodicesimo posto dietro alla Red Bull di Sergio Perez è riuscito ad arrivare sul podio davanti al messicano. Lewis Hamilton alla fine della gara ha sentito il bisogno di inchinarsi di fronte al lavoro fatto dalla squadra di tecnici e ingegneri: «Hanno fatto davvero qualcosa di eccezionale. Mi levo il cappello». Tutto l’inverso di quello che succede alla Ferrari. Sainz partito secondo è arrivato quinto, e Leclerc ha finito sedicesimo. Adesso tocca sorbirsi quel fenomeno di Vasseur che sarà contento dei «passi avanti», che vede solo lui.

Un po’ come la campagna acquisti annunciata dai vertici e dall’ineffabile Fred. Se tanto mi dà tanto c’è da aspettarsi i bidelli della Red Bull, che poi presenteranno come dei geni o dei bracci destri dell’unico vero genio che è Newey. Eccolo difatti il nostro caro Fred: «Dal punto di vista degli aggiornamenti abbiamo fatto dei passi avanti». Te pareva. Il bello è che nessuno ride, sono tutti serissimi. E poi: «Non c’è nessun problema di gestione delle gomme. Il lato positivo è che la macchina ha un ottimo potenziale e prima o poi riusciremo a scatenarlo». Il povero Leclerc, che è poi la prima vittima di questo degrado, è ovviamente di tutt’altro avviso: «Dobbiamo lavorare tanto. Abbiamo una inconsistenza terribile, enorme. E’ veramente qualcosa di pesante».

E i miglioramenti sono serviti?, gli chiedono. «Oggi, in queste condizioni, con la gestione gomme che non funziona, direi proprio di no. Su quello dobbiamo ancora studiare, lavorarci sopra. E’ un problema che abbiamo da tempo e non riusciamo a capirlo». L’altro problema è che invece i capi sono convinti che vada bene così. Per forza che appena può se ne scapperà via.  

Norris, prima della gara, non aveva dovuto pensarci molto a fare le sue previsioni: «Dopo 10 giri Perez è secondo e Verstappen ci doppierà tutti due volte». Magari sarà sembrato troppo pessimista, perché il messicano qualche problema l’ha avuto nelle qualifiche e Montmelo non è un circuito dove è tanto facile sorpassare, ma il senso della sua dichiarazione è che ormai questa F1 ha messo insieme due categorie diverse, quella della Red Bull e quella degli altri, che sono più o meno tutti allo stesso livello se uno come lui, specializzato in questa stagione sulla battaglia delle retrovie, ha pescato dal mazzo un terzo posto nella grigia do partenza. Per lui è andata peggio ancora, visto che dopo un giro era già ultimo.

Ma al di là delle solite fanfare e del povero Fred che ormai s’è accollato la veste di quello che deve ripetere sempre "Va tutto bene Madama la Marchese" anche quando ci sarebbe da nascondersi, pure la seconda piazza di Sainz forse non dovrebbe illudere troppo. La Ferrari ha portato gli aggiornamenti, la pancia nuova, le sospensioni e altre amenità che dovrebbero migliorare la sua disastrosa gestione gomme. Ma siccome questo è un anno da "Oggi le Comiche", la notizia che tiene banco prima del via e nel sabato amaro delle qualifiche è il naufragio di Leclerc, che alla faccia di tutti i ritocchi continua a lamentarsi che la macchina non va per niente, ha dei grossi problemi a far le curve a sinistra. Il bello è che dopo averci lavorato sopra, i tecnici e i meccanici della Rossa non ci hanno capito niente e hanno deciso di cambiare quasi tutto e far partire Charles dalla pit lane.

I guai che avevano rallentato il principino potrebbero essere stati causati da un problema nell’erogazione dell’energia elettrica del sistema ibrido, ma siccome c’era un dubbio anche sulla frizione o al differenziale, meglio sostituire tutte le parti possibili. Il che la dice lunga sullo stato delle cose, nonostante l’ineffabile Vasseur si danni l’anima per dire che hanno lavorato tanto, che gli aggiornamenti funzionano e che va tutto bene, ripetendo all’ossessione il suo mantra, «abbiamo fatto passi avanti», con un ottimismo figlio di non si sa quale consapevolezza. Ormai l’impareggiabile Fred è pronto per diventare una star del Meglio di Crozza, accanto all’alieno Red Ronnie e Antonio Razzi "Fatti li cazzi tua, te lo dico da amico".  

Perché poi arriva la gara e la verità della pista è implacabile. Fanno tutti gli aggiornamenti e i passi avanti che sono capaci d fare, ma poi la Ferrari ripete la stessa gara dall’inizio della stagione, sempre la stessa inevitabilmente. Comincia difendendo la posizione, senza strafare, ma dopo pochi giri capisci subito che la macchina messa peggio che usura le gomme più di tutte è quella del Cavallino, e non c’è scampo. Così Leclerc che è partito dall’ultima posizione in pit lane fa la sua gara dignitosa, arrancando attorno al decimo posto, qualche volta sotto qualche volta sopra, undicesimo alla fine. Sainz invece affonda lentamente, dal secondo al terzo, poi al quarto e ancora più giù.

Chi invece ha mostrato dei netti miglioramenti è la Mercedes,  che poi ha fatto quello che bisognava fare, richiamando James Allison, trasformando in maniera considerevole il suo progetto per allinearlo a quello della Red Bull. Così da adesso in avanti siamo di sicuro dietro le prime tre forze del mondiale, forse addirittura quattro, perché anche l’Alpine sembra andar più veloce della Ferrari. Nella F1 moderna contano più gli ingegneri dei piloti. Ma a Maranello continuano a tenere sempre gli stessi che sono quelli che hanno sbagliato tutte le macchine fino adesso, anche perché nessuno ci vuole venire, chissà perché.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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