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Sir Lewis torna alla vittoria nel giorno della vergogna Ferrari

A Silverstone ha vinto semplicemente quello che meritava di più. Sir Lewis, 7 titoli mondiali con tanto di medaglie sul petto, torna a vincere a casa sua

Pierangelo Sapegnodi P. Sapegno   
Sir Lewis torna alla vittoria nel giorno della vergogna Ferrari

Eccola lì la zampata del Campione. Lewis Hamilton torna alla vittoria, e così bissa il successo Mercedes di Zeltweg. Una settimana fa Russell, e oggi lui. Ma stavolta nessun colpo di fortuna, stavolta i duellanti non si sono eliminati a vicenda. A Silverstone ha vinto semplicemente quello che meritava di più. Sir Lewis, 7 titoli mondiali con tanto di medaglie sul petto, torna a vincere a casa sua dopo quasi tre anni, nono successo a Silverstone, davanti a Lando Norris e al campione in carica Max Verstappen. Quarto uno sfortunato Oscar Piastri, penalizzato da una chiamata sbagliata quando cominciava a piovere, che l’ha fatto scivolare alle spalle delle Mercedes, di Norris e di Verstappen. Ha dovuto ritirarsi Russell mentre era in quarta posizione. E le Ferrari? Grazie al ritiro di Russell, Sainz è quinto, primo degli scarsi. Leclerc è quattordicesimo, già doppiato dopo appena 25 giri. Una vergogna che però non scuote nessuno a Maranello. Si va avanti così. Ed è meglio non pensare dove si può arrivare, «un passo avanti» dopo l’altro.

Tutto è cambiato in pochi giorni

Appena qualche settimana fa sarebbe stato impossibile immaginare un tracollo della Ferrari come questo che ci tocca soffrire per tutti i week end con la targa della F1, probabilmente da qui alla fine della stagione. Ma neppure era prevedibile un ribaltamento di ruoli come quello ormai decretato da Zeltweg e Silverstone. L’unica cosa che avevano capito tutti era che gli aggiornamenti della McLaren stavano funzionando forse oltre ogni aspettativa, al punto da innalzare le monoposto di Norris e Piastri al livello della Red Bull, e magari pure sopra, anche se a volte può non bastare per avere ragione di quel mostro di talento che è Super Max. Il resto non l’abbiamo capito. L’abbiamo visto. La Mercedes aveva recuperato un po’ di distanza dalle prime della classe, ma stava sempre dietro a loro, anche se non arrancava più come due mesi prima sul filo della quinta forza. La Ferrari veniva ritenuta, non si sa bene in base a quale constatazione se non per dare ascolto alle parole di Frederic Vasseur, quasi alla pari delle McLaren: ci separano un soffio di pensiero, diceva il Grande Freddie, distanze minime, due decimi appena, su una pista andrà più forte uno su un’altra anche noi. Poi dopo Montecarlo è arrivata Barcellona. Con i nuovi aggiornamenti. Una delusione. A Zeltweg andrà meglio: parola e musica sempre di Freddie. E’ andata peggio, nonostante il fortunoso terzo posto di Sainz. Rimediamo a Silverstone. Stavolta, chissà perché, erano solo voci dal sen fuggite. Promesse vane.

Gli aggiornamenti sbagliati della Ferrari

Nel frattempo Toto Wolff si era chiuso in religioso silenzio. Adesso testa bassa e lavorare, per recuperare la distanza sempre più grande che li separava dalle prime tre e salvare in qualche modo la stagione. Il problema, che si trascinava dall’anno scorso, era quello del porpoising, il rimbalzo dele vetture sull’asfalto, come se nuotassero nel grande mare della velocità in stile delfino. Quindi molto più piano degli altri e con enormi difficoltà per il pilota. Poco alla volta, gran premio dopo gran premio, senza fanfare e violini, la W15 è tornata a vita: ha vinto a Zeltweg con Russell, anche se in maniera un po’ rocambolesca, ha centrato la prima fila delle qualifiche di Silverstone. La Mercedes è guarita. Il porpoising non c’è più. L’ha passato alla Ferrari. O meglio, la Ferrari è riuscita a crearselo. Un piccolo capolavoro al contrario. E’ successo semplicemente questo, che a Maranello hanno sbagliato gli aggiornamenti, quelli che invece stanno premiando il lavoro (e la rincorsa) di McLaren e Mercedes. La scuderia di Brackley è passata da un’auto sovrasterzante nel 2023 a una sottosterzante dell’inizio 2024 per poi trovare un equilibrio a metà strada, correggendo gli scompensi per bilanciare meglio il carico aerodinamico e mettere le temperature delle gomme nella finestra corretta. Nessuna rivoluzione. Piccoli accorgimenti, tutti azzeccati. Gli sviluppi della Ferrari, pensati soprattutto per assicurare un aumento di carico aerodinamico, hanno finito per creare invece problemi di bilanciamento e difficoltà di guida, dovute ai fastidiosi rimbalzi di cui la Rossa ha cominciato a soffrire proprio dal Gp di Catalogna in avanti. Dopo un lungo venerdì di test, per mettere a confronto0 l’ultima versione della SF24 con quella precedente gli aggiornamenti, il Cavallino ha deciso di accantonare il pacchetto aerodinamico di Barcellona, preferendo quello di Imola, meno potente per il carico sprigionato, ma anche meno problematico in quanto a prevedibilità di guida. Risultato? Un po’ meglio. Quel tanto che basta per consolidarsi come quarta forza del Mondiale ed evitare così di stare dietro alle Aston Martin, per non parlare addirittura delle Haas.

E intando Newey si allontana

Ora naturalmente nessuno lo dice, ma il disastrato Binotto, deriso da Crozza e maltrattato dai vertici di Maranello, andava meglio del nostro caro Freddie, perché almeno per un tratto del percorso la sua Ferrari ers stata in lotta per il titolo, prima di affondare dietro la straripante Red Bull per colpa di marchiani errori del box ai danni di Leclerc. Certo, Binotto aveva le sue buone responsabilità, a cominciare dalla strenua difesa dei suoi uomini, alcuni dei quali sicuramente non all’altezza delle ambizioni Ferrari, fino al suo rapporto conflittuale con Charles Leclerc. A parole, magari svalvolava un po’. Ma alla resa dei conti è comunque un ingegnere che di macchine ci capisce. Non che Vasseur non ci capisca. Però, parla sempre di passi avanti, ma nessuno ha fatto tanti passi indietro come lui. La prima cosa da fare era rinforzare la squadra degli ingegneri di Maranello. L’ha fatto? Mica tanto. Per di più, la notizia più brutta è ancora un’altra. Perché lo sappiamo tutti benissimo che solo l’arrivo del genio taumaturgico di Newey, sbandierato a più riprese da varie parti, salverebbe baracca e burattini e renderebbe Vasseur giustamente intoccabile. Ma l’opzione di cui gode Maranello (fine luglio) sta per scadere senza la firma tanto attesa e i giornali inglesi parlano ormai di destinazione Aston Martin sempre più vicina, minacciata solo dalla possibile sorpresa Mercedes. Anche Cardile che avrebbe dovuto andar via per far posto a qualche uomo di Newey, secondo gli ultimi rumors rimane al suo posto. Il brutto è che se non arriva Newey, la notte sarà ancora più buia. Ci faremo due risate con i passi avanti.   

Pierangelo Sapegnodi P. Sapegno   
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