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Il capolavoro di Leclerc in Austria riapre il mondiale. Adesso si va in Francia

I punti da Verstappen restano tanti, 38, e soprattutto la RedBull da molte più garanzie di potenza e affidabilità rispetto alla Ferrari

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Il capolavoro di Leclerc in Austria riapre il mondiale. Adesso si va in Francia

Quello che ha fatto Leclerc lo ha detto lui, mentre faceva cose che abbiamo sentito o visto fare solo da Tazio Nuvolari, o da Villeneuve, solo quando le macchine andavano contro vento nell’incredibile mondo della velocità e delle sue leggende, lo ha detto lui, mentre Verstappen lo rimontava da dietro e Charles aveva l’acceleratore che non si chiudeva e il cambio saltato e doveva cercare numeri da circo per tenere la testa: «Non lo potete immaginare che cosa sto facendo...». Non sappiamo se ai box qualcuno l’ha finalmente capito. Ma questa vittoria di Leclerc in Austria davanti a Max ha qualcosa di davvero miracoloso, un capolavoro di guida e di coraggio che appartiente soltanto ai più grandi. Chissà se basterà per tornare effettivamente in corsa nel mondiale, perché i punti da Verstappen restano tanti, 38, e soprattutto la RedBull da molte più garanzie di potenza e affidabilità rispetto alla Ferrari, costretta a perdere la seconda vettura, quella di Sainz, finita con il motore in fiamme a pochi giri dalla fine, mentre sognava già la doppietta proprio a casa dei rivali. I problemi ci sono, e non sono tanto piccoli, ma alla fine forse ha ragione Binotto, guardiamo il bicchiere mezzo pieno: due vittorie di fila della Ferrari e una superiorità in Austria abbastanza netta. E poi Charles Leclerc, che è un artista della velocità. Al Red Bull Ring, il principino ha sorpassato tre volte Max e l’ha fatto sempre in un batter d’occhio, e l’intuizione e la rapidità d’esecuzione sono i colpi del genio, come spiegava Monicelli in Amici Miei. Queste sono le cose buone.

Attenti però a non sottovalutare quelle meno buone. A cominciare dalla confusione tattica e strategica sulla scelta della prima guida, che fino adesso ha danneggiato in maniera molto evidente soltanto Leclerc. E a questo proposito sarebbe opportuno non dimenticare quello che è successo sabato, nella gara Sprint, quasi sottaciuto da troppi cronisti del Grande Circo, ma così ben sintetizzato dall’ironia della RedBull espressa nelle parole di Helmut Marko: «Fortunatamente per noi alla Ferrari hanno lottato tra loro. Lo accettiamo con leggero stupore, ma anche con gratitudine, perché questo ha regalato a Max due secondi di vantaggio». Quelli che gli sono serviti per portarsi a casa i punti della gara sprint. Adesso l’esito del Red Bull Ring sembra aver tolto lo sfortunato Carlos Sainz dai vertici della classifica mondiale, relegandolo a 75 punti di distacco da Verstappen. Se a questo poi si aggiunge il fatto che probabilmente nel prossimo gran premio per il cambio della power unit sarà obbligato a partire dal fondo, diventa evidente che Maranello è obbligata a puntare tutte le sue carte su Leclerc per avere ancora qualche speranza di lottare per il titolo. Va detto che alla fine della sua superba prestazione, Charles ha confessato che le sue promesse di vittoria nel mondiale le ripeteva soprattutto per convincere se stesso, dopo cinque delusioni di fila che gli facevano vedere nero, e che solo adesso dopo questa vittoria comincia a crederci per davvero. E’ riuscito a trasformare in energia positiva quella che era la sua frustrazione dopo Silverstone: «Questo successo ci dà convinzione, dimostra che possiamo combattere per vincere e che non dobbiamo mollare e che siamo in grado di lottare fino alla fine».

Così, Mattia Binotto sorride finalmente sotto la mascherina: «Penso che le cose positive di oggi siano tante, a cominciare da Charles, che ha fatto una gara fantastica. Ma tutta la squadra ha lavorato molto bene in tutto il week end, le analisi giuste con gli ingegneri, i pit stop perfetti, i meccanici, e i piloti. La parte positiva è davvero notevole e questo ci deve far sorridere. Poi è vero, non siamo ancora al riparo dai problemi di affidabilità, dobbiamo lavorare più di quel che già facciamo, e non è una cosa semplice che si risolve dall’oggi al domani. Questo motore è straordinario, abbiamo fatto progressi notevoli, ci sono cose da modificare, ma ci arriveremo, perché la base è buona e noi da quello partiamo». La gestione gomme?, gli chiedono a Sky: «In generale siamo cresciuti molto, credo che oggi i piloti sono più bravi a gestire, alcune gare siamo andati bene, ma altre no. Il fatto è che le differenze sono sottilissime quest’anno e basta un niente per cambiare le gerarchie». Un commento sui problemi che ha avuto Leclerc? «Io ho smesso di guardare la gara a quel punto lì, non ce la facevo».

Adesso si va in Francia. Pista veloce. Fino a poco fa avremmo detto senza ombra di dubbio che era un tracciato perfetto per la Red Bull. Ma adesso non ne siamo più così convinti. Max è ancora favorito, ma mai dire mai.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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