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Leclerc secondo, ma non basta. Ecco come la Ferrari prepara il 2024

La Sf23 se ne va in soffitta, dopo averci regalato un anno di alti e bassi, ma soprattutto di tanti bassi, con una serie di prestazioni deludenti che a un certo punto l’avevano addirittura fatta scendere al quarto posto della classifica costruttori

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Leclerc secondo, ma non basta. Ecco come la Ferrari prepara il 2024
(Foto Ansa)

Che avrebbe vinto Verstappen anche ad Abu Dhabi, francamente lo sapevamo già. Quest’anno è andata così, speriamo per il bene della F1 che dal prossimo cambi qualcosa. Ma la suspence del Gran Premio finale di questa stagione era tutta concentrata sulla lotta fra Ferrari e Mercedes per conquistare la seconda posizione nella classifica costruttori. L’ha spuntata la scuderia tedesca, per un secondo solo, agguantato grazie a una discutibile penalità inflitta a Perez, colpevole di un sorpasso compiuto nella stessa maniera in cui Max ne ha fatti a decine senza mai essere sanzionato. Boh, valli a capire questi giudici. Così Leclerc è arrivato secondo e Perez è stato retrocesso ai piedi del podio, permettendo a Russell di chiudere con quel terzo posto che ha consentito alla Mercedes di mantenere il vantaggio sulla Ferrari. Sainz non pervenuto, fuori dai primi dieci. Dopo il trionfo di Singapore, a rompere la sequenza Red Bull, lo spagnolo sembra letteralmente scomparso dai radar.  

In soffitta la Sf23

Ma adesso bisogna pensare al futuro. La Sf23 se ne va in soffitta, dopo averci regalato un anno di alti e bassi, ma soprattutto di tanti bassi, con una serie di prestazioni deludenti che a un certo punto l’avevano addirittura fatta scendere al quarto posto della classifica costruttori. Chiude al terzo, peggio dell’anno scorso. La Ferrari resta comunque l’unica scuderia ad aver interrotto il dominio Red Bull nel mondiale, 22 gran premi su 23, 19 solo di Max il Cannibale, e questa è l’unica vera soddisfazione di un anno senza dubbio negativo. Anche Carlos Sainz, dopo quella vittoria, è sembrato aver perso le carte buone che aveva in mano, meno attenzione, meno abile calcolo e tanta sfortuna in più. Nell’insieme, però, la Sf23 non è stata certo la "macchina più veloce di sempre", come un imprudente Benedetto Vigna l’aveva presentata urbi et orbi.

Un azzardo che aveva convinto anche i piloti, visto che lo stesso Charles Leclerc ha confessato in sede di bilancio di essersi affacciato a questa stagione con grande entusiasmo: "Ero davvero convinto di lottare per vincere il titolo. Ma dopo la prima gara abbiamo subito capito quanto sarebbe stato difficile. Da quel momento in poi ha prevalso la delusione. Durante l’anno, però, abbiamo fatto dei progressi, e questo mi rende fiducioso per il futuro". A onor del vero, i progressi li ha fatti soprattutto la McLaren, anche se a Maranello effettivamente qualcosa hanno migliorato. Diciamo che la prossima volta sarebbe il caso di essere più realisti, anche perché l’abbiamo ormai capito tutti che per qualche anno ancora trippa per gatti non ce n’è. In ogni caso si deve guardare avanti, e si può fare di sicuro meglio di quest’anno.

Anzi, si "deve" assolutamente fare meglio. Di positivo la Sf23 ci lascia poca roba, una power unit ottima quando deve sprigionare la massima potenza sul dritto, una buona velocità di punta e una capacità di frenata in curva più che positiva. Altro non sapremmo, a parte una ridotta resistenza all’avanzamento, il drag in termine tecnico, cioé l’effetto che gli ingegneri cercano di evitare a ogni costo perché frena le auto sul dritto. Tutte qualità che sono state annullate da una aerodinamica sbagliata e da una gestione gomme disastrosa. Per cambiare registro, Vasseur sarebbe riuscito a portare a casa Loic Serra, il Performance Director di Mercedes, ritenuto fra i massimi esperti di sospensioni e gestione gomme, il che sarebbe anche una bella notizia se non fosse però che l’ingegnere francese sarà operativo solo a partire dal 2025.

Per l’anno che viene i piani sono già abbastanza chiari. Si partirà da zero, e forse non si poteva fare altrimenti. Enrico Cardile, responsabile del telaio e direttore tecnico, dopo essere stato capo dell’aerodinamica dal 2019 (e non è che la cosa faccia un gran bell’effetto), dirigerà l’orchestra con Tondi, l’attuale capo aerodinamico e Montecchi, successore di David Sanchez e nuovo Head of Vehicle Concept. A parte Binotto, sono gli stessi uomini che hanno realizzato la deludente SF23. Il progetto 676, così denominato, dovrà a Dio piacendo segnare finalmente un punto di rottura con questo passato, almeno nelle idee. A Maranello urge la necessità di sposare nuove filosofie di progettazione e archiviare il concept dell’attuale monoposto. Con l’avvento della nuova macchina, la Rossa punterà sul miglioramento della gestione dell’ibrido e su un miglior disegno delle sospensioni e delle pance, con un occhio rivolto per forza di cose alla Red Bull, che ha dominato in lungo e in largo queste ultime stagioni.

Sarà la prima stagione effettiva di Frederic Vasseur al comando, perché quest’anno ha ereditato un progetto già bell’e confezionato. Avrà una macchina nuova, completamente rifatta, anche se il team manager preferisce essere più cauto: "Abbiamo fatto un enorme passo avanti nella seconda parte della stagione e ora dobbiamo continuare su questa strada. Vi sono tanti margini di miglioramenti da realizzare in varie aree e in vari settori". Ovviamente, la distanza con il team di Milton Keynes è enorme e sarà veramente dura riuscire a colmarla. Si era fatto un gran parlare a sproposito di una campagna acquisti in casa Ferrari, di ingegneri strappati alla concorrenza, soprattutto alla Red Bull, ma alla resa dei conti si ricomincia da come eravamo. Così è, se vi pare.

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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