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Re Max e gli altri, riparte la F1. La certezza RedBull e l'incognita Ferrari

Il grande circo della Formula 1 riparte dal gran premio del Bahrain. La Ferrari sembra figlia di una sconfitta dai risvolti confusi: vediamo cosa succederà

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
Re Max e gli altri, riparte la F1. La certezza RedBull e l'incognita Ferrari
Leclerc riuscirà a contrastare il dominio di Verstappen? (Ansa)

Rombano i motori, senti che rumore. Si ricomincia da Sakhir, nel Bahrain, facendo attenzione a non farsi distrarre troppo dalle qualifiche. Abbiamo visto l’anno scorso che c’erano le classifiche del sabato e quelle della domenica. E alla domenica vinceva sempre Max. Si comincia oggi, nel vento del deserto e nei colori della sera, 5 marzo 2023, con il forte dubbio di una stagione da passare sotto il segno della RedBull e di Max Verstappen. E si finisce quando ci si prepara per Natale, 26 novembre ad Abu Dhabi, dopo aver portato i piloti in giro per tutta la sfera terrestre nel mondiale più lungo di sempre da quando esiste il campionato di Formula uno, con un calendario che prevede ben 23 gare. Rispetto al 2022 le novità sono rappresentate dal Gran Premio del Qatar, che sostituirà quello in Francia, e dal ritorno del Gp di Las Vegas (17-19 novembre). Gli Usa faranno la parte del leone con altri due appuntamenti, Austin e Miami. Confermato il doppio week end italiano, 19-21 maggio a Imola, 1-3 settembre a Monza. Aumenteranno le gare sprint, da 3 a 6: Baku (Azerbaijan)m Red Bull Ring (Austria), Spa Francorchamps (Belgio), Losail (Qatar), Austin (Usa) e Interlagos (Brasile).

Nonno Fernando l'incredibile Hulk

In un modo o nell’altro, i segnali della nuova stagione sono arrivati tutti, con i suoi protagonisti vecchi e nuovi, la potenza indiscussa della RedBull, la rincorsa Ferrari e il ritorno della Mercedes che ha cercato di nascondersi fino all’ultimo. Poi c’è nonno Ferdi, Fernando Alonso, 42 anni sul groppone, 20 in f1 e non dimostrarli. Esordì con la Minardi il 4 marzo 2001. Il suo ultimo successo è ormai lontano 10 anni, in Spagna, con la Ferrari nel 2013. Sul podio invece c’era finito due anni fa in Qatar. Ma quest’anno l’Aston Martin, motore Mercedes, gli sta ridando sensazioni antiche, e lui sembra in grandissima forma, dimagrito e tirato a lucido nella nuova divisa verde, come quella del supereroe Marvel, l’incredibile Hulk. Non parte per gareggiare nel mondiale ma per rompere le scatole ai più e magari vincere un gran premio: non sarebbe male a 42 anni. Per il titolo invece a dar fastidio a Max ci sono i soliti noti, e bisogna far attenzione alla Mercedes che ha fatto di tutto per nascondersi, e un motivo ci sarà.

L'equivoco della Rossa

La Ferrari sembra figlia di una sconfitta dai risvolti confusi, di uno scompaginamento della sua immagine che si è trascinato malamente fra errori marchiani e ripicche di cortile, e parte da questa posizione qui, da questa mancata tutela innanzitutto di se stessa, che l’ha resa quasi un discrimine di genere, un oggetto nemmeno di polemica, non importa se grossolana o forbita, ma proprio di commiserazione, o peggio ancora di derisione. Un po’ come il nobile decaduto di certe commedie all’italiana, che a parole fa il gran signore, ma poi gira con le pezze ai gomiti e la giacca perché non ha nemmeno un baiocco per comprarsi un vestito nuovo. La cosa assurda è che l’azienda Ferrari non ha sofferenze di denaro di nessun tipo, e anzi è una vera potenza economica, una grande macchina per far soldi, un marchio iconico che fino adesso non ha conosciuto né crisi né Covid.

Eppure appena entra nel regno dello sport, nel mondo particolare della F1, sembra che faccia apposta a perdere la sua identità per trasformarsi nel Conte Max. Il cambio di guardia Binotto Vasseur con la sua narrazione a tratti isterica e sconsolata ne è un esempio abbastanza evidente. Ora succede che la vettura di questa stagione, la Sf23, è stata preparata e messa in pista da Binotto e la sua squadra, e dovrà invece essere sviluppata dal nuovo arrivato. Cambia tutto, finalmente hanno allontanato dalla pista anche Inaki Rueda, girano e s’incrociano gli interpreti come in un gioco di carte del mago Silvan, ma poi alla fine della storia la Ferrari continua a mangiarsi le gomme proprio come l’anno scorso. Non si va da nessuna parte così. Voli alle qualifiche e basta. Sarà per questo che in tanti, e non solo noi, non si fidano troppo e non l’hanno messa tra i favoriti della stagione, persino Christian Horner, il team manager della Red Bull, che ha già dichiarato espressamente di temere molto di più la Mercedes.

Lo strapotere di Max

La verità è che la casa austriaca rischia di far corsa da sola. I primi segnali di questi 2023 ci hanno già detto che oltre al solito Verstappen, che non sbaglia mai un colpo, adesso si è messo ad andare forte pure Perez. Sono bravi loro, ma la macchina ancora di più. Poi c’è da dire che questa vettura è perfetta per il pilota olandese, amplificandone le qualità. Se fosse un politico, Verstappen sarebbe di quelli che anche sullo scranno più altro mescolano insieme un freddo pragmatismo di governo a una furiosa vocalità d’opposizione. E’ uno che comanda senza aver cambiato troppo i toni con cui ha conquistato il potere.

Però qualcuno di noi ha pensato bene di chiedere il pronostico di questo mondiale all’intelligenza artificiale, al robot genio della Chat GPT che va tanto di moda. E il risultato è sorprendente: favorita è la Mercedes, che vincerà il titolo di stretta misura sulla Red Bull. La Ferrari? Fuori dai giochi, staccata dietro assieme all’Aston Martin. Teniamolo a mente. Alla fine vedremo se anche i geni sbagliano, o se ci capiscono pure di motori più di noi.  

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno   
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