Tiscali.it
SEGUICI

E' tornata la Mercedes. Ma perché a Ferrari non aiuta mai Leclerc?

E sulla pista di Interlagos, Russel e Hamilton hanno riportato indietro le lancette di quasi un anno, e hanno riportato indietro anche tutti noi, a rimetterci seduti a guardare le loro imprese

Pierangelo Sapegnodi P. Sapegno   
E' tornata la Mercedes. Ma perché a Ferrari non aiuta mai Leclerc?
La festa sul podio: Hamilton, Russel, Leclerc (Ansa)

Doppietta: primo Russell, e poi Hamilton. E dietro di loro le due Ferrari, Sainz e Leclerc. Le Red Bull? neanche tra le prime cinque. Ma per una volta che non ci sono Max e Perez a far man bassa, le Rosse riescono sempre a trovarsi qualcuno davanti. Sarà destino. Ma la notizia non è questa.

La vera notizia è che la Mercedes è tornata. Prepotente, dominante, più veloce di tutti. Non è solo un timbro messo sul Gran Premio del Brasile o un sorpasso ormai evidente sulla Ferrari, anche se nella classifica costruttori è ancora dietro di 19 punti. E’ una dichiarazione sul futuro, da prendere molto sul serio. C’è voluto un anno, ma le Frecce d’argento sono di nuovo qui. Tra Austin e Messico, con gli ultimi aggiornamenti, gli ingegneri di Toto Wolff hanno decisamente cambiato il corso delle cose. E sulla pista di Interlagos, Russel e Hamilton hanno riportato indietro le lancette di quasi un anno, e hanno riportato indietro anche tutti noi, a rimetterci seduti a guardare le loro imprese, soltanto a guardare, perché come un tempo non possiamo fare altro che assistere impotenti allo strapotere delle Frecce d’argento.

In questo 2022 hanno passato una stagione a rimirare i trionfi degli altri, della Red Bull e del cannibale Verstappen, uno che fra l’altro non va molto a genio da quelle parti. Dopo tutti questi mesi vissuti a testa china, schiumando rabbia e delusione, ora sembrano aver ritrovato il loro posto nell’Olimpo. E in ogni caso, se queste ultime gare di questa stagione servono per capire come girerà il prossimo anno, ora sappiamo che le Mercedes stanno per riprendersi il posto che hanno tenuto come padroni per 8 anni.

Come si può spiegare tutto questo? Dopo aver vinto la gara sprint con Russell e aver conquistato la prima fila di Interlagos (grazie ai 5 posti in meno di Sainz per il cambio della power unit), la Mercedes ha dominato dall’inizio alla fine la corsa, infilando il primo successo del 2022, un marchio da mettere con la cera lacca sul Gran Ritorno. Il fatto è che gli ingegneri del team di Brackley sembrano aver trovato il giusto punto di equilibrio fra meccanica e aerodinamica, con «una perfetta relazione tra rigidezza del gruppo sospensivo e altezza da terra», come ha sottolineato Federico Albano in una sua analisi.

Dopo un inizio di stagione al rallentatore, l’aerodinamica della W13 è ora più stabile, in grado di rendere la vettura meno esposta a sobbalzi, sconnessioni e porpoising, facendo così funzionare meglio gli penumatici Pirelli. In pratica il suo sguardo sul futuro è cambiato nel momento in cui la famosa Direttiva Tecnica 39 (volta «per la sicurezza) ha modificato i parametri del regolamento, proprio per quel che riguarda l’altezza da terra e la rigidezza. Sarà una coincidenza ma dopo quella svolta sono nettamente migliorate le prestazioni della Mercedes mentre sono peggiorate quelle della Ferrari. A tutto questo, si deve aggiungere il fatto che la power unit delle frecce d’argento ora appare assai più competitiva rispetto all’inizio dell’anno.

Interlagos, a parte il netto dominio Mercedes, è stata comunque una gara molto strana, con qualche incidente che ne ha condizionato lo svolgimento. All’inizio, appena uscita la prima Safety Car per un incidente fra Ricciardo e Magnussen, Verstappen tocca Hamilton con una manovra mica tanto amichevole (verrà penalizzato di 5 secondi) e Norris (stessa penalità anche per lui) manda Leclerc contro le barriere. Leclerc è costretto a ripartire dall’ultimo posto, dietro Verstappen che ha dovuto cambiare l’ala, mentre Hamilton si ritrova in ottava posizione. Davanti, Russell tiene Perez a distanza di sicurezza. Lewis invece comincia la rimonta. Non ci mette molto ad arpionare il secondo posto.

Poi tra pit stop e un’altra Safety Car a una quindicina di giri dalla fine, le posizioni si accorciano per lo sprint finale. Le Mercedes difendono la doppietta senza problemi. Il resto sono beghe interne. Leclerc e Perez hanno bisogno di punti per il secondo posto nella classifica del mondiale. Sainz non ci pensa neanche a cedere il podio a Leclerc. E dal box figurarsi se gli danno una mano. Nel week end, Charles aveva già subito il solito incredibile danneggiamento, quando gli avevano fatto correre una prova decisiva con le gomme sbagliate. C’è da chiedersi se lo fanno apposta. E come faccia Leclerc a non essersi stancato di tutto questo.

 

 

Pierangelo Sapegnodi P. Sapegno   
I più recenti
F1: Renault verso stop produzione motori per Alpine dal 2026
F1: Renault verso stop produzione motori per Alpine dal 2026
F1: Audi. Mattia Binotto nuovo responsabile tecnico
F1: Audi. Mattia Binotto nuovo responsabile tecnico
Audi, Binotto responsabile tecnico di Sauber Motorsport
Audi, Binotto responsabile tecnico di Sauber Motorsport
Vasseur un buon fine settimana, ancora passi avanti
Vasseur un buon fine settimana, ancora passi avanti
Le Rubriche

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Pierangelo Sapegno

Giornalista e scrittore, ha iniziato la sua carriera giornalistica nella tv...

Andrea Curreli

Cagliaritano classe '73 e tifoso del Cagliari. Studi classici e laurea in...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Italo Cucci

La Barba al palo, la rubrica video a cura di Italo Cucci, famoso giornalista...